FOCUS SU RAPPORTO ECOSISTEMA URBANO 2020: ABRUZZO NON BRILLA, MIGLIOR PERFORMANCE QUELLA DI TERAMO, CHE ECCELLE PER DEPURAZIONE ACQUE E POCHI RIFIUTI PRODOTTI PROCAPITE, CAPOLUOGO DI REGIONE PRIMO PER BASSA CONVENTRAZIONE PM10 E TERZA PER BIOSSIDO DI AZOTO, CHIETI IN BASSA CLASSIFICA, MA BENE LE ISOLE PEDONALI

QUALITA’ AMBIENTALE: PESCARA TERZULTIMA, BENE TERAMO, A L’AQUILA ARIA PULITA

di Filippo Tronca

20 Novembre 2020 08:21

L’AQUILA – Le città capoluogo d’Abruzzo regione verde dei Parchi, prima che divenisse “rossa” con l’emergenza coronavirus, non eccellono per qualità ambientale, con Pescara terzultima in Italia. Teramo è quella che fa meglio, 36esima in Italia, a seguire  L’Aquila, mentre Chieti è in bassa classifica.

Ciascuna di esse però con eccellenze come la qualità dell’aria a L’Aquila, addirittura al primo posto nel Paese, l’efficienza degli impianti di depurazione la bassa produzione di rifiuti procapite a Teramo,  le isole pedonali a Chieti, e il verde pubblico a Pescara.

È quanto emerge  dal rapporto Ecosistema Urbano 2020,  che misura sulle performance ambientali dei capoluoghi italiani stilato da Legambiente in collaborazione con Ambiente Italia e Il Sole 24 ore, tenendo conto di 19 parametri relativi all’intero 2019, come Isole pedonali, verde pubblico, solare termico e fotovoltaico, consumo di suolo, qualità dell’aria, consumi idrici, dispersione della rete idrica capacità di depurazione delle acque, passeggeri e offerta del trasporto pubblico, tasso di motorizzazione, piste ciclabili e infine produzione di rifiuti urbani pro capite raccolta differenziata.

Prime cinque in classifica generale, su 104 città capoluogo di regione o provincia sono Trento con punteggio pari a 79,98,  Mantova (76,75), Pordenone (76,71), Bolzano (75,86) e Reggio Emilia (74,69).

Per trovare la prima città abruzzese occorre scorrere la classifica fino al 36 posto, occupato da Teramo, con 59,14 punti, a seguire L’Aquila al 47esima posizione. In bassa classifica  Chieti 73esima 46,52. E infine  e tra le città fanalino di coda sprofondata al 102esimo posto Pescara, con 27,23. E si specifica nel rapporto “l capoluogo abruzzese non risponde da due anni alle domande di Legambiente”, e colleziona una enorme quantità di ‘nd’, che hanno ulteriormente peggiorato la sua pagella.

Ultime cinque in Italia in classifica, sono Ragusa (29,44),  Catania (27,48) e dopo Pescara,  Palermo (27,06) e Vibo Valentia (23,31).




Quello che complessivamente emerge è un’Italia a due velocità, con il centro nord più dinamico e attenta alle nuove scelte urbanistiche, ai servizi di mobilità, alle fonti rinnovabili, alla progressiva restituzione di vie e piazze ai cittadini, alla crescita degli spazi naturali. La seconda, quasi tutta concentrata a Sud, più statica con un andamento troppo “lento” nelle performance ambientali delle metropoli soprattutto sul fronte smog, trasporti, raccolta differenziata e gestione idrica.

I dati seppure relativi al 2019, ha tenuto a sottolineare  Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, sono preziosi alla luce della crisi sanitaria ed economica provocata dall’epidemia del coronavirus. “L’Unione Europea – commenta infatti Ciafani –  ha destinato al nostro Paese 209 miliardi di euro, una cifra molto importante che non potrà non riguardare le aree urbane, utili anche per il raggiungimento degli obiettivi Onu sullo sviluppo sostenibile al 2030. È qui infatti che si gioca una partita fondamentale per fronteggiare le tre crisi attuali – l’emergenza sanitaria, economica e climatica – e per vincere la sfida della modernizzazione del Paese. I dati contenuti in questa edizione di Ecosistema Urbano, relativi al 2019 e quindi ad una situazione pre-pandemia, ne sono la testimonianza più evidente.  L’Italia non può mancare questa occasione irripetibile per rendere le nostre città più moderne, sostenibili e sicure”.

Importante anche per valutare le performance ambientali almeno limitatamente ai quattro capoluoghi abruzzesi andare a vedere i singoli parametri che tutti insieme compongono la classifica generale. Per quanto riguarda Teramo risulta essere quinta in Italia per capacità di depurazione, e  20esima per dispersione della rete idrica , sesta per il basso numero di incidenti stradali, 11esima per contenuta produzione di rifiuti urbani, solo 425,4 chili pro capite. Peggiore performance quello del tasso di motorizzazione: ben 71,3 auto ogni 100 abitanti.

Anche L’Aquila a dispetto del suo 46esimo posto, può vantare un primato, quello della qualità dell’aria: prima in assoluto la bassa concentrazione di pm10, terza per quanto riguarda la concentrazione di biossido di azoto. Cresce anche il solare termico e fotovoltaico e si scopre poi che L’Aquila e sesta in Italia per l’offerta del trasporto pubblico, con 52,3 chilometri per abitante percorsi annualmente. Male anche qui il tasso di motorizzazione, consumo di suolo e numero di isole pedonali. Deludente la raccolta differenziata che è al 36,7% e che fa dell’Aquila 80esima città in Italia.

Per quanto riguarda Chieti performance peggiore è quella dei chilometri di piste ciclabili per abitanti, che fa della città la 101esima in Italia, male anche la capacità di depurazione, e per quanto riguarda la qualità dell’aria se è 12esima per bassa concentrazione di pm10, al contrario è 95esima per quantità di biossido di azoto. Chieti è invece promossa per quanto riguarda le isole pedonali, 700 metri per abitante, 14esima quattordicesima performance in Italia, mentre scarseggia il verde urbano (98esima posizione), eccessivo il consumo idrico domestico 217 litri pro capite, che inchioda Chieti al 97esimo posto.

Infine Pescara: a penalizzarla il non aver fornito dati sulle concentrazioni di ozono, pm10 e biossido azoto in atmosfera. Performance peggiori quella della raccolta differenziata, al 36,1%, il consumo idrico domestico, 176 litri per abitante, la dispersione della  rete idrica pari al  49,6% dell’acqua immessa. E’ poi 80esima per offerta di trasporto pubblico locale, 14,1 chilometri percorsi annualmente  per abitante. Bene invece per quanto riguarda le isole pedonali, un metro quadrato per abitante, settima miglior performance in Italia, ed anche per il verde urbano, che fa di Pescara la 28esima città in Italia,  con 39,1 metri quadri per abitante.

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