QUIRINALE: OGGI PRIMO VOTO SENZA INTESA TRA PARTITI. DIVISI ANCHE I GRANDI ELETTORI ABRUZZESI

PRESIDENTE REPUBBLICA: DATO PER CERTO PRIMO SCRUTINIO SENZA FUMATA BIANCA, POSIZIONI ANCORA DISTANTI. PD PREME PER DRAGHI. MARTINO E ZENNARO, "CENTROSINISTRA NON PONGA VETI A NOME AUTOREVOLE CENTRODESTRA", D'ALFONSO "PRESIDENTE NON DEVE ESSERE IL CENTRAVANTI DI UNA PARTE POLITICA". PEZZOPANE “ARRIVIAMO ALL’APPUNTAMENTO CON LA STORIA ANCORA SENZA UN NOME”, PAGANO, "TEMO CHE PRIME DUE VOTAZIONI SERVIRANNO SOLO A MISURARE GLI EQUILIBRI" DI NICOLA, “MENTRE GLI ITALIANI FANNO I CONTI CON LA CRISI, GIOCHI TIPICI DELLA PARTITOCRAZIA". MARSILIO, "ELEZIONI ANTICIPATE NON SONO UN RISCHIO".

24 Gennaio 2022 10:05

Regione: Politica

ROMA – E’ il giorno delle elezioni al Quirinale con il primo voto del Parlamento in seduta comune, con il via previsto per le 15. Dopo ore di vertici e trattative per la scelta del prossimo Presidente della Repubblica ancora questa mattina i leader dei partiti si incontreranno per definire la strategia da adottare nel corso delle prime votazioni mentre va avanti il confronto sui nomi dei candidati.

La domenica di vigilia si è consumata tra mosse tattiche, incontri , telefonate e veti incrociati. Oggi si prevede che non ci sarà fumata bianca, ma molte schede bianche in attesa di un intesa che per ora non c’è. Dopo l’uscita di scena di Silvio Berlusconi il centrodestra naviga a vista. La rosa di nomi annunciata da Matteo Salvini, leader della Lega, ancora non c’è , mentre il segretario del Partito democratico ha rilanciato sul presidente del consiglio Mario Draghi. L’ipotesi di Draghi al Colle fa discutere anche il Movimento, ma il leader Giuseppe Conte ha ieri detto: “Noi facciamo proposte, non poniamo veti”. Inizialmente tra i nomi di papabili presidenti anche l’abruzzese Gianni Letta, ex potente sottosegretario  nei governi  Berlusconi,  ora però uscito di scena.

I grandi elettori abruzzesi, chiamato all’appuntamento con la storia, formulano intanto commenti e previsioni, a questa ed altre testate e sui social, riflettendo come è inevitabile le spaccature che si registrano anche a livello nazionale.

A votare il successore di Sergio Mattarella i parlamentari abruzzesi o eletti in Abruzzo, Stefania Pezzopane, del Partito democratico, Camillo D’Alessandro di Italia Viva, Gianluca Vacca, Daniela Torto, Valentina Corneli, Daniele Del Grosso, Carmela Grippa,  per il Movimento 5 stelle, Giuseppe Ercole Bellachioma, Luigi D’Eramo, e Antonio Zennaro, per la Lega,  Antonio Martino di Forza Italia,  Andrea Colletti,  di L’Alternativa c’è, Fabio Berardini di Coraggio Italia, Gianfranco Rotondi, eletto in Abruzzo per Forza Italia.

I senatori Luciano D’Alfonso, del Pd, Gianluca Castaldi, Gabriella Di Girolamo e Primo Di Nicola, del Movimento 5 stelle, Nazario Pagano, di Forza Italia, Gaetano Quagliariello, eletto in Abruzzo nella lista ‘Noi con l’Italia- Udc’, Alberto Bagnai, eletto in Abruzzo con la Lega.

Ci sono poi i tre grandi elettori designati della Regione Abruzzo: il presidente della Regione, Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia, il presidente del consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, di Forza Italia, la maggioranza di centrodestra, e il capogruppo del M5S, Sara Marcozzi, per le opposizioni.

Per il forzista Antonio Martino, contattato da Abruzzoweb “è un momento importante: spero che il centro destra rimanga unito, dopo il sacrificio del presidente Berlusconi. Inaccettabile la indisponibilità del Partito democratico a valutare nomi che provengano da una storia di centrodestra”.

“È un onore poter partecipare all’elezione della più importante carica dello Stato, sperando che si possa individuare una figura di altissimo livello, il leader della Lega Matteo Salvini sta lavorando proprio a questo, sperando che i veti posti da Letta e dalla sinistra possano venir meno ad una figura proveniente dal centrodestra”, concorda Antonio Zennaro, leghista che in legislatura in corsa ha detto addio al M5S.

Dall’altra parte dello schieramento, Stefania Pezzopane, sempre a questa testata dichiara che  “arriviamo all’appuntamento con la storia ancora senza un nome. Aver occupato la scena con la proposta di Silvio Berlusconi che non aveva né i numeri né le possibilità di essere eletto, è una grande responsabilità delle destre. Sono impegnata con il Pd fin dal primo istante a trovare e votare un nome condiviso a partire dalla maggioranza che governa il paese. Necessario anche un patto di legislatura per affrontare il Pnrr, la pandemia e la crisi economica e sociale. Oggi temo sarà una seduta senza esito, inevitabilmente, ma queste ore sono decisive per trovare una soluzione all’altezza del lavoro fatto da Mattarella in questi sette anni”.

Netta la posizione del dem ex presidente della Regione, Luciano D’Alfonso: “Il Presidente della Repubblica non deve essere il centravanti di una parte politica, tutti devono trovarvi una rappresentanza. Vorrei che si facesse lo sforzo di considerare i 60 milioni di italiani, il contrario delle proposte concepite tra le mura di partito. Una figura che non abbia in odio la politica”.

Nazario Pagano, segretario regionale di Forza Italia commenta ad Abruzzoweb: “Con la sua rinuncia alla candidatura a Presidente della Repubblica, sabato scorso Berlusconi, pur potendo contare su di un numero considerevole di voti, ha voluto mandare un messaggio agli altri leader politici: in momenti così difficili segnati dalla crisi pandemica, per il bene dell’Italia non è il momento di battaglie personali ma dell’unità e della condivisione più ampia possibile. Al momento non mi sembra che il centro sinistra abbia ancora colto in pieno questo messaggio, cercando ancora di porre veti e di condizionare fortemente la scelta del prossimo capo dello Stato. Per questo temo che le prime due votazioni serviranno solo a misurare gli equilibri reali in Parlamento. Solo successivamente sarà possibile capire quali sono le candidature che hanno realmente possibilità di essere elette e, spero, si potrà giungere ad un nominativo largamente condiviso”.

Il pentastellato Primo Di Nicola in una intervista a Radio Radicale ha espresso non poca irritazione sulla situazione di stallo: “mentre gli italiani fanno i conti con la crisi economica dovuta alla pandemia, assistiamo a giochi tipici della partitocrazia di antico rito che mettono a rischio la credibilità delle istituzioni, deludendo le aspettative dei cittadini. Questo non serve al Paese. Al contrario noi dobbiamo dare ai cittadini il Presidente della Repubblica di cui ha bisogno: una figura in grado di accompagnare l’Italia a uscire da una delle emergenze più gravi dalla nascita della Repubblica”.

Al quotidiano il Centro ha detto la deputata M5S Daniela Torto:”Il presidente Giuseppe Conte ha tutta la fiducia dell’appoggio del movimento che ricordiamo la prima forza in parlamento per lavorare come sta facendo egregiamente a trovare una soluzione che sia la più condivisa possibile”.

Per quanto riguarda i tre grandi elettori designati dal consiglio regionale abruzzese, Sara Marcozzi ha evidenziato un intervista a Rete 8 che tra i 58 delegati regionali scelti per partecipare alla votazione del prossimo Capo dello Stato, pochissime sono donne.  “Anche questa volta partiamo con il piede sbagliato, sento dire anche che ‘ci piacerebbe l’indicazione di un presidente donna purché preparata’, come se gli uomini fossero sempre preparati o se non importasse della loro preparazione. Per cui c’è sempre una sorta di piccola discriminazione anche a volte involontaria nelle parole di chi auspica appunto una donna. Solo cinque grandi elettrici delegate regionali è un po’ la conseguenza anche della composizione dei consiglieri regionali”.

Ha poi evidenziato al quotidiano Il Centro, sull’ipotesi di Mario Draghi: “Su questo nome nel movimento ci sono posizioni dialoganti C’è chi lo vede bene e chi no sulla carta a tutt’oggi è la figura più adatta e competente la sua tenerezza è riconosciuta anche all’estero personalmente ritengo che la sua lezione sarebbe un unico un precedente importante nella storia della Repubblica.

Il presidente del  Consiglio regionale Sospiri dopo aver caldeggiato la candidatura del suo leader Berlusconi, ha evidenziato che “il centro-destra ha il diritto di esprimere altre candidature così come hanno sempre fatto le forze centro-sinistra così è stato per la candidatura di Prodi Napolitano, di Scalfari, dello stesso Mattarella”.

Sull’ipotesi Draghi afferma: “è certamente una figura di alto livello che può aspirare a ricoprire la figura di presidente della Repubblica ma il paese non è in questo momento in condizioni di particolare stabilità e rinunciare alla sua guida del governo  sarebbe una scelta poco auspicabile”.

Ha caldeggiato fino all’ultimo momento la candidatura di Berlusconi anche presidente Marsilio e da esponente di Fratelli d’Italia alla domanda del quotidiano Il Centro sul rischio elezioni anticipate afferma: “io non uso la parola rischio, esercitare il diritto di voto non è una patologia o una disdetta, ora siamo stati un parlamento di moribondi, meno della metà dei deputati e  senatori rientrerebbe con il taglio dei parlamentari. Meglio eleggere un nuovo governo dal mandato forte, piuttosto che cercare un altro nome meno carismatico e autorevole come il presidente del Consiglio. Meglio non tenere in piedi un governo solo per assicurare un posto e un lauto stipendio ai parlamentari attuali”.

 

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