RACCOLTA DIFFERENZIATA: 81 COMUNI ABRUZZESI OLTRE IL 65 PER CENTO

6 Dicembre 2016 14:26

L'AQUILA – In 81 comuni abruzzesi, il 26,56% del totale, si supera il 65% di raccolta differenziata di rifiuti, a Balsorano (L'Aquila), primo “Comune Riciclone”, si raggiunge il 94,09%.

 Sono dodici i Comuni 'rifiuti free' – di cui tre sopra i diecimila abitanti, Cepagatti (Pescara), Ortona (Chieti) e Pineto (Teramo) – ovvero quelli che puntano sulla riduzione del residuo non riciclabile da avviare a smaltimento, producendo meno di 75 kg annui per abitante di rifiuto secco indifferenziato.

E' quanto emerge dai dati 2016 di Legambiente. 






“Ora la vera scommessa – dichiara il presidente Legambiente Abruzzo Giuseppe Di Marco – è far diventare tutto l'Abruzzo 'Rifiuti free' con crescita della differenziata, tariffazione puntuale, aumento dei costi di discarica e un sistema impiantistico che metta al centro l'economia circolare. Quella dei Comuni ricicloni e dei Rifiuti free è una riforma anti-spreco che dimostra quanto l'economia del riciclo è già in parte in atto”.

 “E' ora di traghettare i tanti comuni ricicloni verso la nuova sfida della riduzione del secco residuo da avviare in impianti di incenerimento e in discarica – prosegue Di Marco – per accompagnarli verso la rottamazione di questo sistema impiantistico che ha caratterizzato gli anni '90 e 2000. Per realizzare ciò, oltre all'impegno delle amministrazioni e dei cittadini, è importante che la politica faccia la sua parte attraverso l'introduzione di un sistema di tariffazione puntuale su larga scala, replicando le buone pratiche su tutto il territorio e definendo un nuovo sistema di incentivi e disincentivi per far in modo che prevenzione e riciclo siano sempre più convenienti”. 

Nonostante i passi avanti dal punto di vista normativo, per promuovere riciclo e prevenzione bisogna fare di più. Per Legambiente occorre, tra l'altro, utilizzare i proventi dell'ecotassa per politiche di prevenzione, riuso e riciclo; completare la rete impiantistica regionale per riciclaggio e riuso con impianti anaerobici e aerobici per trattare l'organico, quelli di riciclo di tutte le filiere e frazioni nelle regioni sprovviste; stop a qualsiasi commissariamento per l'emergenza rifiuti.

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