RACCOLTA TARTUFI: PETTINARI SCRIVE A IMPRUDENTE, “CHIAREZZA SU PARTITA IVA”

26 Novembre 2020 17:52

L’AQUILA- “Chiarezza in merito all’attività di ricerca e raccolta dei tartufi durante il periodo di vigenza della zona rossa”. A chiederlo è il vice presidente del Consiglio regionale Domenico Pettinari che spiega: “Ho scritto una lettera per avere informazioni dall’assessore Emanuele Imprudente e dal direttore del Dipartimento Agricoltura in merito a un caso specifico, che riguarda le persone che svolgono questa attività in possesso del versamento per sostituto d’imposta entro i 7.000 euro modello F24 ma non di partita Iva”.

“Tra le attività consentite all’interno delle zone rosse, come previsto dal Dpcm del 3 novembre e recepito dall’Ordinanza del presidente della Giunta regionale del 16 novembre, è prevista la ricerca e raccolta dei tartufi anche al di fuori del proprio comune di residenza, domicilio o abitazione. Infatti si tratta di un’attività assimilabile a quella lavorativa, a condizione però che il raccoglitore in questione sia provvisto del tesserino di abilitazione e dell’attestazione del versamento della tassa regionale. A queste, si aggiunge la necessità di possedere anche la partita Iva o l’attestazione del versamento per sostituto d’imposta entro i 7.000 euro del modello F24, così come riportato anche da una nota del vicepresidente della Regione Abruzzo”.




“È qui che nascono potenziali problematiche per i raccoglitori. Infatti – prosegue – in alcune regioni classificate come ‘zona rossa’ quale la Lombardia, sarebbero state inflitte delle sanzioni da parte delle Forze dell’Ordine deputate al controllo, nei confronti di chi era in possesso del versamento del modello F24 ma non della partita Iva. Un rischio che potrebbe ripetersi in Regione Abruzzo secondo le stesse modalità, con i raccoglitori sprovvisti di partita Iva che potrebbero trovarsi costretti a pagare multe fino a 400 euro. Si tratta di una possibile ambiguità che va chiarita al più presto, a maggior ragione in questa situazione di emergenza sanitaria ed economica. È per questo che ho scritto alle istituzioni di Regione Abruzzo, così da poter dare ai cittadini risposte chiare”, conclude.

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