BANKITALIA: CROLLA REDDITIVITA’ IMPRESE ABRUZZESI, GIU’ OCCUPAZIONE, RADDOPPIANO RISPARMI

TUTTI I DATI DEL RAPPORTO CHE FOTOGRAFA IMPATTO SULL'ECONOMIA NEL 2020; REGIONE MAGLIA NERA PER DIGITALIZZAZIONE; TRA I SETTORI PIU' COLPITI TURISMO COMMERCIO E TRASPORTI

17 Giugno 2021 12:31

L’AQUILA  -La redditività delle imprese abruzzesi è stimata in forte calo nel 2020, avvicinandosi a livelli minimi toccati nel 2012. Le accresciute esigenze di liquidità, anche per finalità precauzionali si sono riflesse aumento della domanda di credito. Le misure straordinarie di sostegno disposte dal Governo hanno favorito il soddisfacimento delle richieste di finanziamento delle imprese; i prestiti bancari hanno progressivamente accelerato, soprattutto per le aziende di piccola dimensione. Sebbene i consumi siano scesi dell’11% la propensione al risparmio degli abruzzesi, in linea con il trend nazionale, è raddoppiata. L’Abruzzo paga un ritardo nella digitalizzazione, “indispensabile per sostenerne la competitività e per promuovere l’inclusione sociale nel lungo periodo”.

E’ quanto emerge dal Rapporto annuale ‘L’economia dell’Abruzzo’ di Bankitalia, illustrato presso la filiale della Banca d’Italia in Corso Federico II a L’Aquila,  nel corso di un convegno, seguito in diretta streaming da Abruzzoweb.

Dal rapporto emerge che nel mercato del lavoro la pandemia ha determinato anche in Abruzzo un netto peggioramento del quadro occupazionale. Il tasso di attività è sceso di oltre 2 punti percentuali, al 63,6%, a fronte del calo del numero di persone in cerca di occupazione.  Le assunzioni di lavoratori dipendenti (al netto delle cessazioni) sono diminuite, in particolare nel comparto dei servizi e per le forme contrattuali meno stabili, ne hanno risentito soprattutto i giovani e le donne.

Nei primi quattro mesi del 2021 si è tuttavia registrata una ripresa della creazione netta di posizioni lavorative, in particolare con forme contrattuali a tempo determinato. Il ricorso agli strumenti di integrazione salariale è stato eccezionalmente elevato, soprattutto nei primi mesi dell’emergenza sanitaria. I redditi delle famiglie sono stimati in calo di oltre il 3%, una flessione lievemente più accentuata rispetto al dato medio nazionale.

Il calo è stato limitato dall’accresciuto ricorso alle diverse forme di sostegno del reddito. La marcata riduzione dei consumi, più intensa del calo del reddito, da ricondurre anche a motivazioni di tipo precauzionale, ha determinato un significativo aumento delle disponibilità liquide delle famiglie.

A maggio dell’anno in corso il clima di fiducia delle famiglie ha fatto registrare un significativo miglioramento. I prestiti al settore hanno ristagnato, prevalentemente per il minor ricorso al credito al consumo.

Il calo degli acquisti di abitazioni ha determinato una diminuzione delle nuove erogazioni di mutui nella media dell’anno. Nel 2020 i prestiti all’economia abruzzese sono tornati a crescere in misura sostenuta, sospinti dall’incremento dei finanziamenti alle imprese. Pur in presenza di un forte peggioramento della congiuntura, il flusso di nuovi crediti deteriorati è rimasto pressoché invariato, anche grazie alle misure governative di sostegno ai redditi, alle garanzie pubbliche e alle moratorie sui prestiti.

Le banche hanno tuttavia aumentato in modo marcato la quota di finanziamenti in bonis classificati come rischiosi. La raccolta bancaria da famiglie e imprese residenti è cresciuta, in particolare nelle forme più liquide, come i depositi in conto corrente. Il numero delle banche operanti in Abruzzo è rimasto invariato, mentre si è ulteriormente ridotto il numero di sportelli operativi, al ridimensionamento della rete distributiva tradizionale ha fatto seguito un ulteriore ampliamento dell’offerta online dei servizi finanziari.

RADDOPPIA PROPENSIONE AL RISPARMIO DEGLI ABRUZZESI

Sebbene i consumi siano scesi dell’11% la propensione al risparmio degli abruzzesi, in linea con il trend nazionale, è raddoppiata.

“Si rileva una forte spinta al miglioramento, dovuta anche dalla fiducia accresciuta dalla campagna di vaccinazione” ha detto Dealma Fronzi, il direttore della filiale regionale L’Aquila Banca d’Italia, nell’illustrare stamattina il rapporto annuale dell’Economia in Abruzzo 2020.

“Sono stati molti gli strumenti di sostegno messi a disposizione di imprese e cittadini nel periodo della crisi.  Moratorie e garanzie su prestiti hanno consentito al paese di non fermarsi, quando gli strumenti verranno meno è indispensabile una ripresa economica e l’ammodernamento digitale anche bancario, per colmare il gap in cui il paese si è trovato durante la pandemia”.

Le stime del quadro macroeconomico in Abruzzo, elaborate da Prometeia, indicano una flessione del PIL dell’8,6% nel 2020, un calo di entità sostanzialmente in linea rispetto a quanto registrato per il complesso del Paese.

Nel settore Imprese la caduta del prodotto è stata ampia nell’industria. La contrazione delle vendite, sia import sia export, è stata particolarmente diffusa tra le aziende di piccola dimensione.

Il calo dei ricavi e il peggioramento del clima di fiducia hanno frenato l’accumulazione di capitale.

Le attese per l’anno in corso prospettano tuttavia una ripresa delle vendite e degli investimenti. Le esportazioni si sono significativamente ridotte al -6,2% su cui ha inciso la forte contrazione delle vendite all’estero registrata nei primi due trimestri, in particolare verso i paesi della UE.

Al calo ha contribuito principalmente il dato negativo delle vendite di mezzi di trasporto, mentre un impulso positivo è provenuto dai comparti farmaceutico e alimentare. La graduale ripresa delle vendite all’estero, registrata nella seconda parte dell’anno, è proseguita anche nel primo trimestre del 2021.

Nelle costruzioni la contrazione del prodotto è stata meno accentuata della media dei settori.

Dopo la caduta registrata nel primo semestre, a partire dall’estate l’attività produttiva è tornata a collocarsi su livelli vicini al 2019. Anche nel mercato immobiliare il recupero osservato nel secondo semestre ha contenuto l’intensità della flessione delle compravendite.

I servizi, in particolare il turismo, il commercio e i trasporti, sono stati pesantemente colpiti dalla pandemia.

Le giornate di presenza dei turisti ridotte del 35% circa rispetto al 2019. Dopo l’eccezionale calo del movimento turistico registrato ad inizio pandemia, si è osservata una parziale ripresa nei mesi estivi, cui è seguita una nuova e marcata contrazione in autunno in coincidenza con l’avvio della seconda fase di diffusione del virus. Dinamiche simili hanno interessato anche gli altri comparti dei servizi.

DIGITALIZZAZIONE: ABRUZZO MAGLIA NERA

La digitalizzazione dell’economia nel contesto della pandemia ha evidenziato che Il grado di digitalizzazione di un territorio è indispensabile per sostenerne la competitività e per promuovere l’inclusione sociale nel lungo periodo. Alla vigilia dell’emergenza sanitaria, l’indicatore della digitalizzazione dell’economia e della società abruzzese risultava inferiore alla media nazionale.

Durante la pandemia l’utilizzo delle forme di lavoro agile si è rivelato più diffuso tra le aziende che maggiormente avevano investito in digitalizzazione, contribuendo a facilitare la riorganizzazione dei processi produttivi imposta dalla pandemia. Il ricorso alla didattica a distanza ha determinato anche in Abruzzo una spinta alla digitalizzazione delle scuole e al potenziamento delle dotazioni informatiche degli studenti, sostenuta dagli stanziamenti governativi a favore delle scuole e delle famiglie.

“Il grado di digitalizzazione dell’Italia nei paesi Ocse occupa gli ultimi posti e l’Abruzzo è in fascia inferiore alla media nazionale -, ha detto Dealma Fronzi – La banche hanno ampliato i servizi internet forniti alla clientela, ma c’è ancora molto da fare per rispondere alle cresciute necessità della popolazione che è ormai abituata ai servizi digitali. Lo sforzo del Governo è andato verso la digitalzzazione, soprattutto per far fronte alle necessità sorte per lo smart working e la didattica a distanza, particolarmente sentiti in Abruzzo dato il periodo prolungato di chiusura a causa della forte incidenza della pandemia sulla popolazione. Occorre investire, attraverso l’utilizzo dei fondi europei, per recuperare il gap della modernità che divide l’Italia dagli altri paesi”, conclude il direttore filiale regionale Banca Italia

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