RECOVERY FUND: BAGNAI, ”CONTE HA MENTITO, SARA’ ALTRO MUTUO SULLE NOSTRE SPALLE”

19 Maggio 2020 16:30

ROMA – “Commentare uno strumento finanziario come il Recovery Fund, elaborato da Francia e Germania senza nessun coinvolgimento dell'Italia, è probabilmente superfluo, se non per sottolineare la consueta subalternità del nostro Governo, escluso in Europa dai tavoli rilevanti. Le fake news che stanno circolando rendono però necessario un chiarimento importante. Definendo il fondo Merkel-Macron un finanziamento 'a fondo perduto', il premier ha mentito agli italiani”. 

Così in una nota, riporta l'Ansa, il responsabile economico della Lega, Alberto Bagnai

“In realtà – spiega Bagnai – la proposta franco-tedesca parla esplicitamente di un “piano vincolante di restituzione” da parte degli Stati dei denari da essi ricevuti. Per gli Stati membri l'accesso al fondo quindi sarà un debito. Inoltre, i fondi verranno distribuiti agli utenti finali “in base alla programmazione di bilancio Ue” ma solo negli Stati che si impegnano a eseguire “una ambiziosa agenda di riforme”.





“Gli utenti finali – prosegue l'esponente leghista – dovranno cioè scontrarsi con la consueta burocrazia europea, mentre ai Paesi verranno chiesti i soliti tagli di pensioni e di servizi pubblici. Aggiungiamo che per rendere operativo il Recovery Fund si chiede agli Stati di approvare in tutta fretta il nuovo bilancio pluriennale dell'Unione europea, perché le risorse di questo bilancio dovrebbero garantire i titoli emessi del Recovery Fund. Tuttavia l'attuale proposta di bilancio europeo è tutta orientata sulla necessità franco-tedesca di riconvertire i rispettivi settori automotive all'elettrico, all'insegna del 'green'. Una riconversione a spese del contribuente europeo, a suon di tasse 'ecologiche' per cittadini e imprese di tutti gli Stati membri. Insomma, come di consueto Francia e Germania sfruttano le condizioni di urgenza per piegare le politiche europee a loro esclusivo vantaggio”.

“Dulcis in fundo, le somme previste sono irrisorie rispetto ai bisogni del Paese: si parlerebbe, nella migliore delle ipotesi, di 30 miliardi all'anno per tre anni a partire dal prossimo, ma anche questo scenario, catastrofico per la nostra economia, è probabilmente ottimistico, considerando che il presidente Ursula Von der Leyen ha detto che è improbabile che il Recovery Fund collochi più di 100 miliardi di titoli all'anno sul mercato”, afferma ancora.

“In estrema sintesi – conclude Bagnai – non è chiaro né quanto riceveremmo né come saremo obbligati a spendere le somme ricevute. Unico dato certo: l'aumento del nostro già cospicuo contributo netto al bilancio dell'Ue, in cambio dell'esclusione del nostro Paese dai tavoli in cui si decide il futuro di un progetto da noi finanziato”.

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