RECOVERY FUND, FEDERMANAGER ABRUZZO CHIEDE UN VERTICE: ”TAVOLO DI CONFRONTO SUI SOLDI”

9 Agosto 2020 15:11

PESCARA – Federmanager Abruzzo chiede un incontro aperto a tutte le categorie economiche Federmanager Abruzzo e Molise, per condividere un percorso legato all’utilizzo dei fondi in arrivo con il Recovery fund. Un tavolo di confronto sulle necessità di tutta la filiera economica, per cogliere nuove opportunità e stringere i tempi di accesso alle risorse, l’appello alla Regione Abruzzo e ai parlamentari abruzzesi da parte dell’associazione, perché gli interventi che potranno scaturire dai fondi siano pronti quando le risorse saranno fruibili.

“Ci aspetta un autunno difficile, con imprese in trincea e una comunità in piena difficoltà economica e sociale – dice il presidente Florio Corneli –  Per queste ragioni dobbiamo stringere le fila di un intervento tempestivo e capillare, dare ognuno il proprio contributo fattivo affinché disagi e danni derivanti dall’emergenza Covid e dal lungo stop necessario a contenerla, non allarghino il proprio effetto. 

L’avanzamento tecnologico conseguito durante quelle settimane deve essere ormai considerato un patrimonio per crescere anche in questa fase Federmanager Abruzzo e Molise è disponibile a supportare l’azione istituzionale, mettendo a sistema le competenze, le idee, i progetti, l’alta consulenza professionale in tutti i settori. Una vera e propria chiamata al servizio per sostenere l’economia provata dalla pandemia, che deve trovare una strada solida per risollevarsi e farlo attraverso il coinvolgimento di forze rappresentative di tutti i settori della filiera.





Il nostro intento è agire a vantaggio della nostra economia tutta, puntando sulla tecnologia, ma operando concretamente sui trasporti e le vie di comunicazione. Ciò che è accaduto alle autostrade deve convincere sull’esigenza della terza corsia, perché l’Abruzzo non venga percepito come elemento rallentatore dei transiti, così come l’intento governativo di potenziale le linee ferroviarie, deve rialimentare l’economia dell’indotto. Servono acceleratori d’impresa perché tutte le energie che abbiamo siano indirizzate nei giusti settori e abbiano i canali migliori per esprimersi. Abbiamo già un progetto già operativo sul fronte delle politiche attive del lavoro che sta facendo incontrare e sposare un certo numero di manager e di imprese abruzzesi, animato da una sinergia importante con Confindustria, con l’obiettivo di prendere spunto dai risultati di questa esperienza, per estenderla a livello regionale, dando un orizzonte e una dotazione economica più ampi, perché diventi strategico, soprattutto nella fase che la nostra economia deve affrontare. Le politiche attive del lavoro, insieme al valore che deriva dall’innovazione, dalle start up e dalle reti di impresa e a quello della sostenibilità, della sicurezza e della crescita green, sono l’orizzonte a cui guardare e a cui da tempo noi guardiamo. 

Anche perché, passato il peggio dell’emergenza sanitaria, entriamo ora nell’emergenza economica, fatta di imprese che resistono, di attività provate al punto da non poter ripartire, di lavoratori che si trovano ad essere fuori da un mercato dal futuro incerto. Per questo accanto alle idee più di natura economica deve andare di pari passo un intervento sociale, capace anche di riattivare comparti in difficoltà, come le costruzioni: bisogna cercare di ottimizzare il super bonus del 110 per cento per le ristrutturazioni in primis, agendo di pari passo nell’attivazione di progetti di social housing e cohousing nelle città a rischio degrado, per intervenire nelle periferie prima che disagio e altri fattori rendano più complicata la vita delle persone e lo sviluppo dell’economia e dei servizi.

Attraversiamo una fase delicatissima che deve avere anch’essa dirigenti e leader capaci, ma soprattutto canali snelli, veloci ed efficaci per risollevare il Paese a partire dalla nostra regione. Servono regole nuove, per semplificare le azioni, un po’ di coraggio per guardare oltre le difficoltà e percorsi agili, con sportelli unificati per dare risposte e soluzioni a chi le chiede. Insomma, il motore dell’economia è acceso e la filiera pronta a condividere una strada, bisogna stabilire la rotta insieme, prima di aprire le strade e ingranare la marcia giusta”.

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