RECOVERY: GOVERNO VARA PIANO DA 191 MILIARDI, DRAGHI, “C’E’ VIA LIBERA DA COMMISSIONE EUROPEA”

25 Aprile 2021 08:49

L’AQUILA – “C’è il via libera della Commissione europea sul Piano nazionale di ripresa e resilienza: “Green light”. Lo ha detto ieri il premier Mario Draghi aprendo ieri il Consiglio dei ministri sul Pnrr.

Draghi si è scusato per il ritardo del Cdm, che era convocato alle 10 ed è stato riconvocato alle 21.30. Il ministro dell’Economia Daniele Franco ha poi ribadito che c’è un sostanziale via libera al testo, prima di illustrare al Consiglio dei ministri il testo del Pnrr.

“Ci sono questioni molto marginali su cui la discussione continua” ha aggiunto Draghi aprendo il Consiglio dei ministri sul Recovery plan.

E’ stato in particolare il colloquio del premier Mario Draghi con Ursula Von Der Leyen a “sbloccare l’impasse” nelle interlocuzioni con la Commissione europea che aveva portato allo slittamento del Consiglio dei ministri.  Il premier ha garantito l’impegno dell’Italia sulle riforme: ci sarà il cambio di passo necessario per garantire il rilancio e la crescita del Paese.

Il ministro dell’Economia Daniele Franco ha spiegato in Consiglio dei ministri che si impegnerà per l’inserimento della proroga del superbonus nel 2023. Ciò si svilupperà dopo una valutazione sugli effetti della misura da fare dopo l’estate sulla base dei dati disponibili. Se questa valutazione sarà positiva le risorse potranno essere inserite nella legge di bilancio, si sottolinea.

A dividere la maggioranza è stato soprattutto il Superbonus al 110% per le ristrutturazioni edilizie, con il M5s in pressing per la proroga fino alla fine del 2023. Nella bozza del piano, infatti, la proroga non c’è. Per M5s è “indispensabile”. I pentastellati hanno chiesto al presidente Draghi di dare «segnali inequivocabili» su questo fronte già lunedì prossimo, quando il piano verrà ufficialmente presentato in parlamento. Lo stesso Giuseppe Conte ha scritto su Facebook che la proroga dell’incentivo è “essenziale”.

In pressing anche Forza Italia e Partito Democratico.

Poi c’è la fine di Quota 100: la decisione non piace alla Lega, ma il partito di Matteo Salvini non sembra intenzionato a fare le barricate. Altro nodo complicato da sciogliere è rappresentato dalla nascita della rete unica a banda larga per le telecomunicazioni.

ll piano si compone di oltre 300 pagine e punta a cogliere l’opportunità «imperdibile» di innescare una crescita economica “duratura e sostenibile” con i 191,5 miliardi di euro del Next Generation EU. Gli obiettivi sono ambiziosi, con una spinta stimata alla crescita del Pil del 3,6% nel 2026. E il premier Draghi ha deciso di tenere la regia politica a Palazzo Chigi, tramite un comitato ristretto che dovrebbe coinvolgere i ministri competenti. Coordinamento e attuazione saranno invece delegati al ministero dell’Economia, anche ricorrendo a task force locali.

Il piano dispone che il 40% delle risorse venga impiegato al Sud, il 38% in progetti “verdi” e il 25% in progetti digitali. Comprende sei missioni e quattro riforme strutturali: pubblica amministrazione, giustizia, libera concorrenza e semplificazioni, soprattutto per quanto riguarda gli appalti.

Dopo l’invio del piano in Europa, il governo si appresta a varare una serie di decreti legge. Il primo servirà a rendere più rapido l’iter burocratico di autorizzazione dei singoli progetti, il secondo per le assunzioni nella pubblica amministrazione e il terzo per definire la governance del piano, ancora in alto mare. Per l’attuazione del piano, invece, che i cittadini potranno monitorare attraverso un apposito sito web, la parte del leone spetterà al ministero dell’Economia, che dovrà coordinare i soggetti locali e dialogare con la Commissione europea.

 

Commenti da Facebook

RIPRODUZIONE RISERVATA

    Ti potrebbe interessare: