RECOVERY PLAN: CONFASSOCIAZIONI ABRUZZO INCONTRA ERCOLE CAUTI

9 Aprile 2021 17:11

TERAMO – Venerdì 9 Aprile, Confassociazioni Abruzzo incontra l’esperto in materia di progettazione comunitaria, l’ingegner Ercole Cauti, per discutere del Recovery Plan e di come tale piano di recupero potrebbe generare grandi opportunità di crescita non solo per il Paese, ma anche per regioni come l’Abruzzo.

Project manager, direttore del Polo di Innovazione Chimico – Farmaceutico “CapitanK”, membro del Comitato di Sorveglianza del Por Fesr Abruzzo 2014-2020 e membro del Comitato di Pilotaggio della Carta di Pescara, Cauti vanta un’esperienza ventennale nella gestione di fondi comunitari, sviluppo locale e strategie d’innovazione regionale. “Ad oltre un anno dallo scoppio della pandemia, in cui ci ritroviamo a vivere nuovi lockdown e restrizioni, ci è sembrato doveroso, in quanto istituzione a servizio del territorio, focalizzarci sul rilancio economico e sociale della regione Abruzzo. Al momento, il Recovery Plan rappresenta senz’altro uno strumento che ci fa ben sperare in un domani migliore”, dichiara il Presidente di Confassociazioni Abruzzo Claudio Boffa. “Ma per cogliere appieno questa nuova possibilità, visione strategica del futuro e competenze diventano fondamentali. Chi meglio di Ercole Cauti per dettare le linee guida della ripresa post-pandemica Abruzzese?”

Durante il confronto, svoltosi in videoconferenza, sebbene Cauti riconosca l’importanza storica del nuovo piano di recupero, per via dell’ingente dispiego di risorse in programma, si affretta fin da subito a definirlo come “un’occasione da non sprecare”, soprattutto in relazione all’attuale situazione Abruzzese in cui gli effetti della crisi da Covid-19 vanno a gravare su un tessuto economico e sociale già provato dai sismi del 2009 e 2016. Uno scenario che è possibile scongiurare solo attraverso un “meccanismo virtuoso di programmazione” che guardi al futuro con passione ed entusiasmo. Con questo spirito, l’Ingegnere ricorda infatti come l’Abruzzo non sia propriamente “all’anno zero”, ma piuttosto sia un territorio dal grande potenziale poiché rappresenta la “regione italiana con la più alta percentuale di PIL derivante dall’attività manifatturiera”,  percentuale non solo ben al di sopra delle media italiana, ma addirittura “paragonabile alle principali regioni tedesche”. Per non parlare poi delle varie università e centri di ricerche di eccellenza che le hanno permesso di partecipare a numerosi bandi di ricerca e sviluppo, registrando risultati straordinari.

Ma affinché la Regione si avvii correttamente in questo percorso di ricostruzione e modernizzazione, è essenziale pensare a delle nuove idee di sviluppo smart e sostenibile. “Non più uno sviluppo legato semplicemente al turismo dei borghi”, ma uno sviluppo in grado di riconoscere i punti di forza del proprio territorio, di correggere quelle lacune tipiche del Mezzogiorno e di investire, in maniera rapida e massiccia, in campi strategici come le infrastrutture, la digitalizzazione, la sostenibilità ambientale e l’efficientamento energetico. L’Abruzzo ha tutte le carte in regola per competere a livello internazionale, ma per raggiungere quegli obiettivi di crescita e sviluppo, Cauti ritiene necessario puntare sulle competenze e su una stretta collaborazione con le istituzioni nella pianificazione e gestione delle risorse e relative aree di intervento.

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