REDDITO DI CITTADINANZA, VALDITARA: “IMMORALE DARLO A CHI INTERROMPE GLI STUDI”

23 Novembre 2022 19:37

Italia - Politica, Scuola e Università

ROMA – È immorale dare il reddito di cittadinanza a chi non ha terminato l’obbligo scolastico o a chi, pur avendo un titolo di scuola superiore, non lavori e non sia impegnato in attività di formazione, “è inaccettabile moralmente: significherebbe legittimare e addirittura premiare una violazione di legge”.

A dirlo è il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, che ha fatto mettere a punto una ricerca, alle strutture del ministero che guida, sui giovani nella fascia compresa tra i 18 e i 29 anni percettori di reddito.

Lo studio ha dato un esito che il ministro ha definito “sorprendente e inquietante”, rispetto alla quale ha annunciato una proposta destinata a sollevare polemiche: o si colma il gap o si perde il reddito.





Dallo studio emerge che in Italia ci sono 364.101 percettori di reddito di cittadinanza nella fascia tra i 18 e i 29 anni. Di essi 11.290 possiede solo la licenza elementare o nessun titolo, e altri 128.710 soltanto il titolo di licenza media.

“Noi riteniamo si debba prevedere l’obbligo di completare il percorso scolastico per chi lo abbia illegalmente interrotto o un percorso di formazione professionale nel caso di persone con titolo di studio superiore ma non occupate né impegnate in aggiornamenti formativi, pena in entrambi i casi la perdita del reddito, o dell’eventuale misura assistenziale che dal 2024 lo sostituirà”, osserva il ministro.

“Anche la percezione del reddito da parte di un giovane – prosegue – che ha titoli di studi superiori, non ha impedimenti personali, o familiari, ma non cerca un lavoro, né investe in formazione su se stesso, non è sostenibile economicamente e culturalmente, è inaccettabile moralmente: significherebbe legittimare e addirittura premiare una violazione di legge”.





Per la dirigente scolastica Cristina Costarelli, presidente di Anp Lazio, “Se il reddito di cittadinanza viene percepito in modo illegale, questo va perseguito in ogni caso. Bisogna poi capire il perché accade che ci siano ragazzi che non completano la scuola dell’obbligo e perché questi giovani siano usciti sistema formativo”.

Più dura la deputata del Pd Ilenia Malavasi: “Lasciano basiti – dice – le parole pronunciate oggi dal ministro Valditara, le ennesime, con cui propone di togliere il reddito di cittadinanza a chi non ha il diploma. Crede che per combattere la dispersione scolastica siano utili misure penalizzanti, coercitive o repressive? In alcune zone del Paese, la scuola è un miraggio, i ragazzi fanno fatica ad esercitare il diritto allo studio garantito dalla Costituzione. Con questa proposta aumenterebbero delinquenza e fragilità”.

Irene Manzi (Pd) parla di “boutade assurda del ministro”. Che tuttavia tira dritto. “Sento dire che tagliare il reddito sarebbe disumano; a me pare disumano convivere con l’illegalità, calpestare il diritto allo studio, educare i ragazzi al mantenimento a spese della società piuttosto che a credere in loro stessi e alla possibilità di migliorare le loro condizioni di vita”, conclude.

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