IN BASE A SONDAGGIO FUORI LE URNE 60-64% ELETTORI FAVOREVOLI TAGLIO DI UN TERZO DEI PARLAMENTARI, IL NO AL 36-40%; DOMANI MATTINA SPOGLIO PER I 62 COMUNI ABRUZZESI. NIENTE UNICA LISTA, COMMISSARIAMENTO A BISENTI; REGIONALI: TESTA A TESTA IN PUGLIA E TOSCANA

REFERENDUM: EXIT POLL, VINCE IL SI’, AFFLUENZA ABRUZZO SOTTO 50%, PER COMUNALI OLTRE 64%

21 Settembre 2020 15:38

PESCARA – Gli abruzzesi vogliono senza se e senza ma, alla riduzione di un terzo dei parlamentari: con 1.271 1.634 sezioni scrutinate si profila una schiacciante vittoria del Sì al referendum
sono al 73,2% contro un misero 26,7% dei No.

In Italia su 45.000 sezioni scrutinate su 61.622 i sì sono al 69,2% e i No 30,7%. Un divario a questo punto incolmabile.

Per le elezioni amministrative e l’esito del voto in 62 comuni abruzzesi, occorrerà attendere domattina, quando dalle ore 9 comincerà lo spoglio.

L’affluenza al referendum è stato in Abruzzo del 50,7%, in Italia del 53,8%.
Alle amministrative si sono recati alle urne, il 67,4% degli aventi diritto, il dato italiano è del 65,2%

“Quello raggiunto oggi è un risultato storico. Torniamo ad avere un Parlamento normale, con 345 poltrone e privilegi in meno. È la politica che dà un segnale ai cittadini. Senza il MoVimento 5 Stelle tutto questo non sarebbe mai successo”, Lo scrive su Fb il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. tace per ora il fronte del No.

Un dato relativo alle amministrative abruzzesi intanto c’è: il comune di Bisenti, di circa 1800 abitanti, in provincia di Teramo, sarà commissariato fino alle prossime elezioni che avverranno nel 2021.

In corso una sola lista, quella guidata dal candidato sindaco Marcello De Antoniis. Non è stato raggiunto il quorum: si è registrato un 39,64% mentre occorre un 50% più uno dei votanti per validare la tornata elettorale.

Per quanto riguarda poi le regionali, in base all’exit poll del consorzio Opinio Italia per la Rai, in Veneto Luca Zaia (centrodestra) è al 72-76%. Segue Arturo Lorenzoni (centrosinistra) al 16-20%, Enrico Cappelletti (M5S) 3-5%, Gadagnini (Civica) 0-2%.

In Toscana Eugenio Giani (centrosinistra) è al 43,5-47,5. Seguono Susanna Ceccardi (centrodestra) 40-44%, Irene Galletti (M5S) 4,5-6,5%, Tommaso Fattori (Civica) 2-4%.

In Liguria il governatore uscente Giovanni Toti (Centrodestra) raggiunge una forchetta del 51-55%, seguito da Ferruccio Sansa (Centrosinistra) con il 38-42%

Nelle Marche Francesco Acquaroli (Centrodestra) è dato con una forchetta del 47-51%. Lo segue il candidato del centrosinistra, Maurizio Mangialardi con il 34-38%. Gian Mario Mercorelli di M5s è dato a 7-9%.

In Campania il governatore uscente Vincenzo De Luca (Centrosinistra) è dato a 54-58%. E’ seguito dal candidato di Centrodestra, Stefano Caldoro con il 23-27%. Valeria Ciarambino (M5s) è al 10,5-14,5%, Giuliano Granato, Potere al Popolo è all’1-3%

In Campania Raffaele Fitto (centrodestra) e Michele Emiliano (centrosinistra) sono testa a testa con 39-43%. Seguono Antonella Laricchia (M5S) all’11-15% e Ivan Scalfarotto (Italia Viva) al 1-3%.

In Valle d’Aosta (dove si vota con un sistema elettorale diverso rispetto alle altre regioni) il primo partito è la Lega (20-24%), seguito dal Progetto Civico Progressista (che comprende anche il Pd) con il 13-17% e dall’Union Valdoteaine (11-15%) e dal Centrodestra (FI e Fdi-Meloni) 8-10%)

Tutti i cittadini abruzzesi aventi diritto di voto sono stati chiamati ad esprimersi per il referendum confermativo sulla riduzione del numero dei deputati e dei senatori. In 187 mila sono anche chiamati a rinnovare i consigli comunali in 62 comuni su 305, il 20% del totale.

In provincia dell’Aquila sono 48 i Comuni chiamati al voto amministrativo, 5 in provincia di Teramo, 5 in Provincia di Chieti e 4 in provincia di Pescara.

Per quanto riguarda il referendum si era chiamati ad approvare o bocciare le modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari, approvate in via definitiva dalla Camera nell’ottobre 2019.

Con la vittoria del sì, si avrà una riduzione del 36,5% dei componenti di entrambi i rami del Parlamento: da 630 a 400 seggi alla Camera, da 315 a 200 seggi elettivi al Senato.

La soglia minima di senatori per ciascuna regione si abbassa da 7 a 3.

La riforma entrerebbe in vigore a partire dalle prossime elezioni politiche. In Abruzzo si passerebbe da 14 a 9 deputati, e da 7 a 4 senatori.

Non è previsto un quorum di partecipanti perché il referendum sia valido: la spunterà insomma chi avrà un voto in più.

LE SFIDE DELLE COMUNALI

Le sfide più attese, per numero di elettori coinvolti sono senz’altro quelli di Chieti, 51 mila abitanti, unico comune capoluogo di provincia al voto in Abruzzo, e Avezzano, città di oltre 40 mila abitanti.

Unici due comuni in cui è previsto un eventuale turno di ballottaggio il 4 e 5 ottobre.

Due sfide da cui dipendono anche gli equilibri nella maggioranza di centrodestra in Regione Abruzzo, e assumono una valenza che va ben oltre il dato locale, essendo schierati al gran completo tutti i partiti e non pochi big.

A Chieti, dove  è sindaco di centrodestra uscente e non ricandidato Umberto Di Primio, sono cinque gli aspiranti primi cittadini.  L’ex parlamentare ed ex consigliere regionale aennino ora leghista Fabrizio Di Stefano, di professione farmacista, candidato del centrodestra, sostenuto da Lega, FdI, Udc, Ideabruzzo, Giustizia sociale, Popolo della famiglia – Cambiamo Chieti.





C’è poi il medico Bruno Di Iorio, alla sua prima esperienza politica, sostenuto da Forza Chieti, che fa riferimento all’assessore regionale di Forza Italia Mauro Febbo, e ai consiglieri forzisti uscenti. Febbo si è autosospeso da Forza Italia che ufficialmente sostiene il candidato Di Stefano.

Ad appoggiare Di Iorio anche Chieti viva, lista capitanata dal renziano Alessandro Marzoli,  Azione democratica, lista composta ad dissidenti del Pd, e la sua lista Bruno Di Iorio sindaco di Chieti.

Nel centrosinistra, che prova ad espugnare una storica roccaforte del centrodestra,  il candidato di punta  è il medico e consigliere di minoranza uscente Diego Ferrara, appoggiato da Partito democratico, Chieti per Chieti, lista di Luigi Febo, già candidato sindaco nel 2015 sconfitto da Di Primio, la Sinistra con Diego, la lista Ferrara sindaco.

Della partita sarà a Chieti anche il Movimento 5 stelle, che non ne ha voluto ​sapere di ​apparentarsi con il Pd alleato di governo e schiera Luca Amicone, 40enne impiegato di banca.

In corsa Paolo De Cesare, imprenditore teatino e presidente dell’Ance giovani di Chieti, sostenuto dalle liste Chi ama Chieti, La Teatinità, Chieti c’è e Azione politica.

Ad Avezzano, si torna al voto dopo che a giugno 2019  il comune è commissariato da oltre un anno, dopo la prematura caduta del sindaco di centrodestra, ora di Forza Italia, Gabriele De Angelis, a seguito della sentenza dell’ “anatra zoppa” del Consiglio di Stato, che ha riconteggiato le preferenze e fatto mancare i numeri in aula al sindaco.

Il centrodestra corre diviso, in modo ancora più netto rispetto a Chieti.

In corsa il segretario provinciale della Lega e imprenditore Tiziano Genovesi, appoggiato da quattro liste: la Lega, Fratelli d’Italia, Udc, Cambiamo il futuro.

Forza Italia  è andata invece per la sua strada, con regia del sindaco uscente De Angelis: a candidarsi è infatti la docente e presidente dell’Aciam Anna Maria Taccone, che sarà sostenuta da quattro liste, Forza Italia, Siamo Avezzano, Io ci sono per Avezzano, e Avezzano domani.

A candidarsi, con una proposta civica che guarda sia destra che a sinistra è poi l’ex sindaco di centrosinistra Gianni Di Pangrazio, alla guida di Avezzano dal 2012 al 2017, prima di essere sconfitto da De Angelis. Gianni Di Pangrazio fratello dell’ex presidente del Consiglio regionale, il dem Giuseppe Di Pangrazio, sarà sostenuto da ben otto liste, con numerosi ex amministratori, ma anche esponenti del mondo delle professioni: Avezzano Città Territorio, Avezzano Libera, Uniti per Avezzano, Riformisti per Az, Azione Civica per Avezzano, Io sto con Avezzano, Patto per la Marsica, Avezzano al centro.

Outsider del centrodestra è poi Antonio Del Boccio, ex Fratelli d’Italia, ufficiale della Polizia provinciale, che corre con le liste civiche Civiltà Italiana e Io per Avezzano.

Anche l’ex consigliere comunale nella maggioranza di Di Pangrazio, e poi all’opposizione, Mario Babbo, avvocato e rugbista, tenterà la scalata di Palazzo, alla guida di ben sei liste, prime delle quali il Partito democratico e  la renziana Avezzano viva., più quattro civiche.

Infine il professore precario Nicola Stornelli guiderà la lista “Avezzano bene comune”, ispirata da Rifondazione comunista e Potere al popolo.

Terza città in ordine di importanza, in base alla popolazione residente, è poi Celano, nella Marsica, oltre 10mila abitanti, governata da vent’anni dal centrodestra. A ricandidarsi il sindaco uscente, Settimio Santilli, di Fratelli d’Italia, a capo della lista civica di centrodestra Una città da amare, in cui si candida anche l’ex sindaco ed parlamentare prima Fi e Pdl, poi di Ncd, Filippo Piccone.

Se la dovrà vedere con Gesualdo Ranalletta, imprenditore nel settore del contact center, alla testa di una coalizione civica Per Celano, che sarà appoggiata anche dal centrosinistra, e da dissidenti della Lega che non hanno gradito la ricandidatura di Santilli.

Spostandoci in provincia di Chieti, la sfida più pesante è quella di Guardiagrele, circa 9mila abitanti.

Sarà una corsa a tre, tra il primo cittadino in carica Simone Dal Pozzo, avvocato di 46 anni, di area centrosinistra, a capo della lista Guardiagrele il bene in comune, e ancora  Donatello Di Prinzio, geometra di 52 anni, consigliere comunale di area centrodestra e Gianna Di Crescenzo, con la lista Guardiagrele per tutti, dal 2005 al 2015 consigliere comunale con la lista Guardiagrele il bene in comune, prima nella maggioranza e poi all’opposizione. Tra le file del Partito Democratico è stata candidata alle elezioni politiche del 2013 alla Camera dei Deputati.

In provincia di Teramo, sfida più attesa quella di Montorio al Vomano, oltre 8mila abitanti, che torna voto anticipato a causa della rovinosa caduta a maggio del sindaco di area centrodestra Ennio Facciolini.

A candidarsi è Eleonora Magno, con Montorio Guarda Avanti appoggiata dal Partito Democratico, dal Partito Socialista, dai Progressisti.  C’è poi la civica di Impegno Comune, dell’ex sindaco Alessandro Di Giambattista, e la civica Un’altra Montorio dell’assessore della Regione Lombardia di Forza Italia, Fabio Altitonante, che ha deciso di essere della partita nel suo paese di origine.

A Carsoli, 5.100 abitanti si ricandida Velia Nazzarro, eletta per il primo mandato con il sostegno del centrosinistra.

Ora l’attuale sindaco correrà con una lista civica, e che sarà a sorpresa appoggiata anche da Fratelli d’Italia, tramite un accordo programmatico.

A sfidare Nazzarro ci sarà Domenico D’Antonio, già sindaco di Carsoli dal 2013 al 2015, appoggiato anche da esponenti del Partito democratico.

Infine Castel Di Sangro (5.985 abitanti): in pista  il sindaco uscente, e presidente della Provincia dell’Aquila, Angelo Caruso, alla guida di una compagine di centrodestra, e Daniele Marinelli, a capo di una lista di centrosinistra.

COMUNI ABRUZZESI  PIU’ POPOLOSI AL VOTO
COMUNI PROVINCIA TERAMO
COMUNI PROVINCIA L’AQUILA
COMUNI PROVINCIA DI PESCARA
PROVINCIA DI CHIETI
FILETTO (ballottaggio tra i due candidati sindaci Marilena Ruscitelli e Rocco Di Nanno)

 

 

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