“REFERENDUM GIUSTIZIA RIVOLUZIONARIO”, SALVINI IN ABRUZZO, TAPPA A PESCARA E L’AQUILA

LEADER CARROCCIO: MODIFICARE DDL ZAN", "REDDITO CITTADINANZA CREA LAVORO NERO"

5 Luglio 2021 11:45

L'Aquila: Politica

L’AQUILA – “La firma che avete messo o metterete è rivoluzionaria, democratica e pacifica. Per 30 anni la politica e il Parlamento hanno promesso riforme della giustizia e per 30 anni non è cambiato nulla. Ora adesso tocca a voi: questo referendum sancisce alcuni principi sacrosanti in primis che se un giudice sbaglia sulla pelle di un cittadino, paga come tutti gli altri lavoratori d’Italia”.

Così leader della Lega, Matteo Salvini, oggi in Abruzzo, prima a Pescara, in piazza I maggio, e poi all’Aquila, in corso Vittorio Emanuele, nell’ambito della campagna avviata in tutta Italia per chiedere il referendum sulla riforma della giustizia, attraverso gazebo nei quali è possibile aderire all’iniziativa.

Per quello che riguarda il referendum, obiettivi della Lega sono processi veloci, certezza della pena, stop alle correnti, giustizia giusta e equo processo per tutti. Temi sui quali viene proposta una serie di quesiti referendari.

“È una grande battaglia di democrazia e libertà, priva di ideologie, nell’interesse dei cittadini e soprattutto di quei magistrati perbene e non politicizzati”, ha sottolineato il coordinatore regionale della Lega, il deputato Luigi D’Eramo, che ha accompagnato il segretario del partito nel tour abruzzese, insieme allo stato maggiore dei salviniani. Presenti, tra gli altri, il vice presidente della Giunta regionale Emanuele Imprudente, il coordinatore della provincia dell’Aquila Tiziano Genovesi, il deputato Antonio Zennaro.

“L’emergenza dei prossimi mesi sarà tutelare le lavoratrici e lavoratori. Devo dirvi che ovunque io stia andando in questo periodo gli imprenditori mi chiedono di rivedere il reddito di cittadinanza perché invece di creare lavoro sta creando problemi e lavoro nero”, ha poi affermato il leader della Lega a Pescara.

E ha poi detto: “Ho fatto una proposta a Letta e a tutti i partiti. Troviamoci entro domani sul ddl Zan. Togliamo quelli che anche secondo il Santo Padre e la Santa Sede sono passaggi critici: le scuole, i bimbi, la cui educazione spetta a mamma e papà, i reati di opinione e le censure. Concentriamoci sulle punizioni di chi abusa o aggredisce due ragazzi o due ragazze che hanno tutto il diritto di amarsi. Spero che Letta e il Pd – ha aggiunto – non insistano nella loro strada solitaria perché rischiano di affossare totalmente e definitivamente la legge”.

Aggiungendo: “Mi interessa che i giocatori italiani si inginocchino non all’inizio della partita, ma alla fine della partita, dopo aver segnato”.

All’Aquila è poi tornato a toccare diversi temi, dai migranti alle restrizioni anti covid.

“Vedere la vita mi fa un bell’effetto, in tutta Italia e all’Aquila in particolare. Ci tenevo ad aprire la campagna di firme per i referendum dall’Aquila, dove i cittadini hanno dimostrato una capacità unica in Italia di sapersi rialzare”.

“In Italia entra chi ha il permesso di entrare, per quello che mi riguarda. L’Italia non può essere il campo profughi dell’Europa. Accogliere uomini e donne in fuga dalla guerra è un dovere sacrosanto, far sbarcare 20 mila persone in poco tempo, come sta accadendo in Italia, da qualche tempo nel dopo Covid non è giusto nei confronti loro, non è giusto nei confronti degli italiani”, ha detto rispondendo ai giornalisti sulle dichiarazioni del Capo dello Stato, Sergio Matteralla, in relazione al problema migranti.

Il leader della Lega ha incontrato i giornalisti prima di tenere un comizio nel cuore del centro storico. “Ogni sbarco è un regalo agli scafisti – ha aggiunto –  quindi sono d’accordo con il presidente Mattarella quando dice che bisogna aiutare il continente Africano, aiutare i suoi
figli a non scappare però non è possibile che l’Italia diventi un campo profughi a cielo aperto”.

Sulla questione covid: “Dobbiamo restituire agli italiani fiducia e rispetto che hanno dimostrato in questo anno e mezzo soprattutto i giovani e il mondo del lavoro. Tenere ancora chiuse in Italia le sale da ballo, le discoteche non ha senso né medico, né scientifico, umano, economico, culturale. Prima si riapre con protocolli di sicurezza, meglio è”.

E ancora: “Pensate che ancora oggi nella regione Campania c’è un governatore del Pd che alla faccia di tutto il resto dell’Italia, obbliga all’uso delle mascherine all’aperto, è un follia”.

Ha poi risposto ai giornalisti sul Cts che ha previsto l’uso delle mascherine in classe alla riapertura del nuovo anno scolastico. “Siamo agli inizi di luglio, continuiamo a mettere in sicurezza gli italiani che ne hanno bisogno, e poi io conto che a settembre le scuole riaprano, le università riaprano, le biblioteche riaprano, gli stadi riaprano e si torni a vivere in maniera prudente, rispettosa, consapevole”.

DIRETTA DA PESCARA

 

L’AQUILA

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