REFERENDUM, I QUESITI APPROVATI DALLA CONSULTA: ALLE URNE TRA 15 APRILE E 15 GIUGNO

16 Febbraio 2022 19:13

Italia: Politica

ROMA – Sono in tutto 5 i referendum che hanno superato il vaglio di ammissibilità della Corte costituzionale.

Dichiarato inammissibile il referendum sulla depenalizzazione della coltivazione della cannabis, decisione che ha scatenato non poche polemiche.

“Abbiamo dichiarato inammissibile il referendum sulle sostanze stupefacenti, non sulla cannabis. Il quesito è articolato in tre sotto quesiti ed il primo prevede che scompare tra le attività penalmente punite la coltivazione delle sostanze stupefacenti di cui alle tabelle 1 e 3, che non includono neppure la cannabis ma includono il papavero, la coca, le cosidette droghe pesanti. Già questo sarebbe sufficiente a farci violare obblighi internazionali”, ha detto il presidente della Corte costituzionale Giuliano Amato in conferenza stampa a Palazzo della Consulta.

Sui cinque referendum dichiarati ammissibili dalla Corte costituzionale si voterà in una domenica compresa tra il 15 aprile e il 15 giugno prossimi. La consultazione verrà indetta con decreto del Presidente della Repubblica dopo la decisione sulla data del Consiglio dei ministri. Tuttavia, se prima del giorno in cui è previsto lo svolgimento del referendum il Parlamento abroga le norme oggetto della consultazione, l’Ufficio centrale per il referendum dichiara che le operazioni relative non hanno più corso. Inoltre il referendum viene sospeso e si svolge l’anno successivo in caso di scioglimento anticipato delle Camere.

Questi, nel dettaglio, i temi su cui i cittadini saranno chiamati alle urne la prossima primavera.

LEGGE SEVERINO

Il quesito propone l’abolizione del decreto legislativo del 2012 sulla incandidabilità, ineleggibilità e decadenza automatica per i parlamentari, per i rappresentanti di governo, per i consiglieri regionali, per i sindaci e per gli amministratori locali in caso di condanna.

CUSTODIA CAUTELARE

Con il referendum si propone di limitare la carcerazione preventiva per il pericolo di “recidiva” solo ai reati più gravi. Obiettivo dei promotori, quello di arginare eventuali “abusi”.

SEPARAZIONE CARRIERE

Si propone lo stop totale alla possibilità per i magistrati di passare, nel corso della carriera, dalla funzione requirente a quella giudicante e viceversa.

ELEZIONI CSM

Il quesito concerne l’abrogazione dell’obbligo, per un magistrato che intende candidarsi alle elezioni per i togati al Csm, di trovare da 25 a 50 firme per presentare la candidatura.

AVVOCATI IN CONSIGLI GIUDIZIARI

La proposta riguarda la possibilità dei ‘laici’ – avvocati o professori – di partecipare al voto nei Consigli giudiziari in caso di deliberazioni sulla valutazione professionale dei magistrati.

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