IN ABRUZZO IL 73,6%, IN ITALIA IL 69,6% A FAVORE DEL TAGLIO DI UN TERZO DEI PARLAMENTARI, IL NO AL 30%; REAZIONI E COMMENTI; DOMANI SPOGLIO PER VOTO IN 62 COMUNI ABRUZZESI; AFFLUENZA IN REGIONE DEL 67,4% ALLE AMMINISTRATIVE, DEL 50,7% PER CONSULTAZIONE REFERENDARIA; NIENTE QUORUM PER LISTA UNICA DEL SINDACO, COMMISSARIAMENTO A BISENTI

REFERENDUM: SI’ VINCONO A VALANGA, IN ABRUZZO AL 73,7% IN ITALIA AL 69,6%

22 Settembre 2020 07:59

PESCARA – Gli abruzzesi vogliono, senza se e senza ma, la riduzione di un terzo dei parlamentari, ritenuti evidentemente in numero eccessivo e troppo costosi: si è consumata infatti una schiacciante vittoria del Sì al referendum costituzionale con il 73,76 % dei Sì, contro un misero 26,24 % dei No, pari rispettivamente a 384.565 elettori,  contro 136.805.

In Italia, con tutte le 61.622 sezioni scrutinate, i Sì sono risultati pari al 69,62 %,  i No 30,38%.

Questo significa che in Abruzzo si passerà, alle prossime elezioni politiche da 14 a 9 posti per i deputati, e da 7 a 4  per i senatori.

In provincia dell’Aquila i Sì sono stati 71,73 %, i No 28,27 %; in provincia di Teramo Sì al 73,99 % , No al 26,01 %,  In provincia di Pescara Sì al 73,71 %, No al 26,29 %, in Provincia di Chieti Sì al 75,36 %, No al 24,64 %

L’affluenza al referendum è stato in Abruzzo del 50,78%, in Italia del 53,8%. In Italia del 53,84%

Record in provincia dell’Aquila con il 58,8%, seguita da quella di Chieti 51,6%, Teramo, 46,5% e Pescara 46,4%

Alle amministrative si sono invece recati alle urne il 67,4% degli abruzzesi aventi diritto al voto, il dato italiano è del 65,2%.

Attesa per l’esito del voto in 62 comuni abruzzesi: dalle 9 comincerà lo spoglio.

Ad essere chiamati al voto in Abruzzo 187 mila cittadini: in provincia dell’Aquila sono 48 i Comuni chiamati al voto amministrativo, 5 in provincia di Teramo, 5 in Provincia di Chieti e 4 in provincia di Pescara. Partite più attese quelle di Chieti e Avezzano.

Un dato relativo alle amministrative abruzzesi intanto però c’è: il comune di Bisenti, di circa 1.800 abitanti, in provincia di Teramo, sarà commissariato fino alle prossime elezioni che avverranno nel 2021.

In corso una sola lista, quella guidata dal candidato sindaco Marcello De Antoniis. Non è stato raggiunto il quorum: si è registrato un 39,64% mentre occorre un 50% più uno dei votanti per validare la tornata elettorale.

LA VITTORIA DEL SI’: COSA CAMBIA E LE REAZIONI

Al  referendum si era chiamati ad approvare o bocciare le modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari, approvate in via definitiva dalla Camera nell’ottobre 2019.

Con la vittoria del sì, si avrà una riduzione del 36,5% dei componenti di entrambi i rami del Parlamento: da 630 a 400 seggi alla Camera, da 315 a 200 seggi elettivi al Senato. La soglia minima di senatori per ciascuna regione si abbassa da 7 a 3.

Con l’approvazione della riforma saranno ridotti anche i parlamentari eletti dagli italiani all’estero: passeranno da 12 a 8 e i senatori da 6 a 4. Verrà inoltre stabilito un tetto massimo al numero dei senatori a vita nominati dai presidenti della Repubblica: mai più di 5.

La riforma entrerà in vigore a partire dalle prossime elezioni politiche. Non era previsto un quorum di partecipanti perché il referendum fosse valido, bastava per vincere anche un voto in più.

La legge non è ancora operativa: serviranno 60 giorni prima della sua entrata in vigore. L’attuale parlamento resta pienamente legittimo e non cambia in alcun modo la sua conformazione. I collegi verranno ridisegnati in base alle modifiche. Camera e Senato cambieranno però la rappresentanza. Ora il rapporto è di un deputato ogni 96mila abitanti, mentre il taglio cambierebbe la proporzione di 1 su 151 mila. Il Senato ha una rappresentanza di un senatore ogni 188 mila abitanti, con il taglio uno ogni 302 mila.

Ad esultare per la vittoria del Sì il capogruppo della Commissione Cultura e Istruzione alla Camera dei deputati, l’abruzzese del Movimento 5 stelle Gianluca Vacca: “L’Abruzzo ha visto una grande affluenza di cittadini che si sono recati alle urne, nonostante non fossero presenti altre competizioni elettorali regionali, e registra una percentuale che si attesta al di sopra della media nazionale (circa il 70% ) arrivando a ben il 73% di Sì. L’Italia ha detto Sì a un Parlamento più efficiente e a una riduzione dei costi della politica. Un taglio che tutti a parole hanno promesso, ma che solo con il M5S al governo di questo Paese si è trasformato in realtà.

“C’è soddisfazione rispetto ai blocchi di partenza quando la partita era data per persa ma c’è anche l’amaro in bocca perché se, come avevamo chiesto noi del comitato del No, si votato ad ottobre sono convinto che avrebbe vinto il No”: così il pescarese Nazario Pagano, senatore di Forza Italia, e coordinatore regionale del partito in Abruzzo,uno dei promotori del Comitato del No.

“Abbiam o avuto solo due settimane per fare campagna elettorale, peraltro nella confusione della campagna delle regionali – ha detto il forzista – Eppure in solo due settimane c’è stata l’ascesa impressionante del No. Se avessimo avuto due settimane in più, avremmo vinto, ne sono profondamente convinto. Questo ci stimola a proporre nel più breve tempo possibile una vera riforma costituzionale che supero questa espressione della demagogia e dell’antipolitica”.

La Lega, per bocca del coordinatore regionale Luigi D’Eramo, si è detta soddisfatta: “Partecipazione è libertà. Abbiamo sempre e coerentemente voluto, sostenuto e votato per la riduzione del numero dei parlamentari in tutti i passaggi previsti sia alla Camera che al Senato. Il responso delle urne è netto. Gli elettori ci hanno dato pienamente ragione”.

Il segretario del Partito Democratico abruzzese, Michele Fina commenta a sua volta: “Grazie all’esito referendario non si ferma il percorso di riforme iniziato col voto parlamentare quasi unanime, in ultima lettura, dell’ottobre dell’anno scorso. Ora è essenziale non restare in mezzo al guado e proseguire con il resto delle riforme complementari. Il Parlamento può funzionare bene anche con 618 parlamentari, saranno deluse tutte le spinte antipolitiche che sperano in un indebolimento delle istituzioni”.

Commenta invece Lorenzo D’Onofrio, esponente pescarese del Fronte sovranista italiano (Fsi), schierato per il No:  “Per la nostra Repubblica è un giorno buio, ma il voto va rispettato, sempre, perché è sempre espressione di democrazia”.

LE GRANDI SFIDE DELLE COMUNALI IN ABRUZZO

Le sfide più attese, per numero di elettori coinvolti sono senz’altro quelli di Chieti, 51 mila abitanti, unico comune capoluogo di provincia al voto in Abruzzo, e Avezzano, città di oltre 40 mila abitanti.

Unici due comuni in cui è previsto un eventuale turno di ballottaggio il 4 e 5 ottobre.

Due sfide da cui dipendono anche gli equilibri nella maggioranza di centrodestra in Regione Abruzzo, e assumono una valenza che va ben oltre il dato locale, essendo schierati al gran completo tutti i partiti e non pochi big.

A Chieti, dove  è sindaco di centrodestra uscente e non ricandidato Umberto Di Primio, sono cinque gli aspiranti primi cittadini.  L’ex parlamentare ed ex consigliere regionale aennino ora leghista Fabrizio Di Stefano, di professione farmacista, candidato del centrodestra, sostenuto da Lega, FdI, Udc, Ideabruzzo, Giustizia sociale, Popolo della famiglia – Cambiamo Chieti.





C’è poi il medico Bruno Di Iorio, alla sua prima esperienza politica, sostenuto da Forza Chieti, che fa riferimento all’assessore regionale di Forza Italia Mauro Febbo, e ai consiglieri forzisti uscenti. Febbo si è autosospeso da Forza Italia che ufficialmente sostiene il candidato Di Stefano.

Ad appoggiare Di Iorio anche Chieti viva, lista capitanata dal renziano Alessandro Marzoli,  Azione democratica, lista composta ad dissidenti del Pd, e la sua lista Bruno Di Iorio sindaco di Chieti.

Nel centrosinistra, che prova ad espugnare una storica roccaforte del centrodestra,  il candidato di punta  è il medico e consigliere di minoranza uscente Diego Ferrara, appoggiato da Partito democratico, Chieti per Chieti, lista di Luigi Febo, già candidato sindaco nel 2015 sconfitto da Di Primio, la Sinistra con Diego, la lista Ferrara sindaco.

Della partita sarà a Chieti anche il Movimento 5 stelle, che non ne ha voluto ​sapere di ​apparentarsi con il Pd alleato di governo e schiera Luca Amicone, 40enne impiegato di banca.

In corsa Paolo De Cesare, imprenditore teatino e presidente dell’Ance giovani di Chieti, sostenuto dalle liste Chi ama Chieti, La Teatinità, Chieti c’è e Azione politica.

Ad Avezzano, si torna al voto dopo che a giugno 2019  il comune è commissariato da oltre un anno, dopo la prematura caduta del sindaco di centrodestra, ora di Forza Italia, Gabriele De Angelis, vittima delle crisi nella sua maggioranza anche a seguito della sentenza dell’ “anatra zoppa” del Consiglio di Stato, che ha riconteggiato le preferenze e fatto mancare i numeri in aula al sindaco.

Il centrodestra corre diviso, in modo ancora più netto rispetto a Chieti.

In corsa il segretario provinciale della Lega e imprenditore Tiziano Genovesi, appoggiato da quattro liste: la Lega, Fratelli d’Italia, Udc, Cambiamo il futuro.

Forza Italia  è andata invece per la sua strada, con regia del sindaco uscente De Angelis: a candidarsi è infatti la docente e presidente dell’Aciam Anna Maria Taccone, che sarà sostenuta da quattro liste, Forza Italia, Siamo Avezzano, Io ci sono per Avezzano, e Avezzano domani.

A candidarsi, con una proposta civica che guarda sia destra che a sinistra è poi l’ex sindaco di centrosinistra Gianni Di Pangrazio, alla guida di Avezzano dal 2012 al 2017, prima di essere sconfitto da De Angelis. Gianni Di Pangrazio fratello dell’ex presidente del Consiglio regionale, il dem Giuseppe Di Pangrazio, sarà sostenuto da ben otto liste, con numerosi ex amministratori, ma anche esponenti del mondo delle professioni: Avezzano Città Territorio, Avezzano Libera, Uniti per Avezzano, Riformisti per Az, Azione Civica per Avezzano, Io sto con Avezzano, Patto per la Marsica, Avezzano al centro.

Outsider del centrodestra è poi Antonio Del Boccio, ex Fratelli d’Italia, ufficiale della Polizia provinciale, che corre con le liste civiche Civiltà Italiana e Io per Avezzano.

Anche l’ex consigliere comunale nella maggioranza di Di Pangrazio, e poi all’opposizione, Mario Babbo, avvocato e rugbista, tenterà la scalata di Palazzo, alla guida di ben sei liste, prime delle quali il Partito democratico e  la renziana Avezzano viva., più quattro civiche.

Infine il professore precario Nicola Stornelli guiderà la lista “Avezzano bene comune”, ispirata da Rifondazione comunista e Potere al popolo.

Terza città in ordine di importanza, in base alla popolazione residente, è poi Celano, nella Marsica, oltre 10mila abitanti, governata da vent’anni dal centrodestra. A ricandidarsi il sindaco uscente, Settimio Santilli, di Fratelli d’Italia, a capo della lista civica di centrodestra Una città da amare, in cui si candida anche l’ex sindaco ed parlamentare prima Fi e Pdl, poi di Ncd, Filippo Piccone.

Se la dovrà vedere con Gesualdo Ranalletta, imprenditore nel settore del contact center, alla testa di una coalizione civica Per Celano, che sarà appoggiata anche dal centrosinistra, e da dissidenti della Lega che non hanno gradito la ricandidatura di Santilli.

Spostandoci in provincia di Chieti, la sfida più pesante è quella di Guardiagrele, circa 9mila abitanti.

Sarà una corsa a tre, tra il primo cittadino in carica Simone Dal Pozzo, avvocato di 46 anni, di area centrosinistra, a capo della lista Guardiagrele il bene in comune, e ancora  Donatello Di Prinzio, geometra di 52 anni, consigliere comunale di area centrodestra e Gianna Di Crescenzo, con la lista Guardiagrele per tutti, dal 2005 al 2015 consigliere comunale con la lista Guardiagrele il bene in comune, prima nella maggioranza e poi all’opposizione. Tra le file del Partito Democratico è stata candidata alle elezioni politiche del 2013 alla Camera dei Deputati.

In provincia di Teramo, sfida più attesa quella di Montorio al Vomano, oltre 8mila abitanti, che torna voto anticipato a causa della rovinosa caduta a maggio del sindaco di area centrodestra Ennio Facciolini.

A candidarsi è Eleonora Magno, con Montorio Guarda Avanti appoggiata dal Partito Democratico, dal Partito Socialista, dai Progressisti.  C’è poi la civica di Impegno Comune, dell’ex sindaco Alessandro Di Giambattista, e la civica Un’altra Montorio dell’assessore della Regione Lombardia di Forza Italia, Fabio Altitonante, che ha deciso di essere della partita nel suo paese di origine.

A Carsoli, 5.100 abitanti si ricandida Velia Nazzarro, eletta per il primo mandato con il sostegno del centrosinistra.

Ora l’attuale sindaco correrà con una lista civica, e che sarà a sorpresa appoggiata anche da Fratelli d’Italia, tramite un accordo programmatico.

A sfidare Nazzarro ci sarà Domenico D’Antonio, già sindaco di Carsoli dal 2013 al 2015, appoggiato anche da esponenti del Partito democratico.

Infine Castel Di Sangro (5.985 abitanti): in pista  il sindaco uscente, e presidente della Provincia dell’Aquila, Angelo Caruso, alla guida di una compagine di centrodestra, e Daniele Marinelli, a capo di una lista di centrosinistra.

COMUNI ABRUZZESI TUTTE LE LISTE E CANDIDATI

COMUNI PIU’ POPOLOSI AL VOTO

COMUNI PROVINCIA TERAMO
COMUNI PROVINCIA L’AQUILA
COMUNI PROVINCIA DI PESCARA
PROVINCIA DI CHIETI
FILETTO (ballottaggio tra i due candidati sindaci Marilena Ruscitelli e Rocco Di Nanno)

 

 

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