REGIONALI, D’ALFONSO ATTACCA GATTI: “NON DOVEVA RITIRARSI DALLA POLITICA?”

11 Dicembre 2023 20:36

Regione - Politica

TERAMO – L’ex manicomio Sant’Antonio Abate di Teramo terreno di battaglia in occasione delle prossime elezioni regionali in programma a marzo in Abruzzo: un alterco nato dalle osservazioni dell’ex assessore regionale oggi candidato Paolo Gatti, di Fratelli d’Italia, in merito all’iter di assegnazione delle risorse e le tempistiche del progetto; una presa di posizione che ha scatenato subito la replica del deputato Pd Luciano D’Alfonso, già presidente della Regione, che nel controbattere non ha mancato di rimarcare: “A Gatti vorremmo rivolgere una domanda: che fine ha fatto il proposito, da lui annunciato su Facebook nel giugno 2018, di ritirarsi dalla politica? All’epoca disse: ‘La politica non mi piace più’ perché in essa ‘regnano arrivismo, incompetenza, ipocrisia, violenza verbale e scorrettezza’. E ora? È cambiato qualcosa? L’arrivo di Giorgia Meloni al governo lo ha illuminato sulla via di Damasco, o meglio dell’Aquila?”.

In particolare, assegnando i meriti all’attuale giunta regionale, Gatti ha sottolineato: “Fu impegno della regione Abruzzo, che oggi lo conferma, e pure dell’allora ministro Provenzano, di recuperare le risorse necessarie”; ma per D’Alfonso: “Occorre rinfrescare la memoria all’ex assessore regionale: la riqualificazione della struttura è stata già finanziata con 35 milioni di euro nel Masterplan approvato nel maggio 2016 grazie a un accordo tra la giunta regionale che ho presieduto e il governo nazionale”.

La nota di Gatti:





“Come è noto, il progetto ‘Interventi di valorizzazione ex Manicomio di S. Antonio Abate’, fu selezionato insieme ad altri per l’attingimento di risorse urgenti per fronteggiare l’emergenza covid 19, in quanto dai dati presenti nel Sistema Nazionale di Monitoraggio risultava non avviato. Nelle more del dialogo istituzionale con il Governo legato al percorso di cui al DL n.34/2019, essendo intervenuta la disastrosa pandemia da Covid 19 e la conseguente adozione a livello statale del DL n.18/2020 e del DL n. 34/2020, la Regione Abruzzo ha dirottato ingenti sforzi per attivare rapidamente una risposta in favore del territorio attraverso ogni risorsa disponibile a tali fini; in particolare il Dipartimento della Presidenza ha trovato la convergenza ideale tra il superamento dell’altissimo rischio di definanziamento degli interventi maglia nera e l’individuazione di risorse da utilizzare per fronteggiare l’emergenza derivata dal Covid”.

“Pertanto, ai sensi degli artt. 241 e 242 del DL n. 34/2020 (c.d. “decreto rilancio”), è stato definito l’Accordo ‘Provenzano’, dal nome dell’allora ministro del Pd, per 218 milioni di euro reperiti nell’ambito del Patto per il Sud 2014-2020 (tra gli interventi oggetto di attenzione del Governo), per garantire l’attivazione di azioni emergenziali e, al contempo, per evitare il taglio di tali significative risorse che risultavano associate a interventi in quel momento privi di un livello di avanzamento attuativo idoneo a scongiurare gravi rischi di perdite finanziarie per il territorio”.

“Al momento, essendo conclusa la fase di progettazione e la relativa validazione, si potrà procedere per assicurare le risorse necessarie a questo importante intervento, che certamente contribuirà a risollevare il centro storico della città di Teramo dalla surreale condizione in cui è piombato negli ultimi anni. Confido che ciò possa accadere, con piena soddisfazione di tutti, anche prima della scadenza elettorale del 10 marzo”.

La replica di D’Alfonso:





“Nella surreale Regione Abruzzo targata centrodestra capita anche di leggere che Paolo Gatti intervenga sulla riqualificazione dell’ex manicomio di Teramo, ascrivendo all’attuale giunta regionale la validazione del progetto e il futuro (?) stanziamento dei fondi. Due anni fa mi sentii persino costretto a scrivere al vescovo di Teramo, monsignor Lorenzo Leuzzi, per invocare la celebrazione di una messa per far partire i lavori. Bisogna infatti ricorrere all’aiuto divino per capire quali siano i motivi che non permettono l’avvio del cantiere, considerato che le risorse sono pronte da ben 90 mesi e la progettazione è stata elaborata”.

“E adesso Gatti arriva come Alice nel paese delle meraviglie e strologa di finanziamenti futuribili, senza citare minimamente le risorse del Masterplan. Certo, ormai siamo in campagna elettorale e ogni occasione è buona per il neo-iscritto a Fratelli d’Italia, in cerca di visibilità per rafforzare una candidatura il cui esito è quantomai incerto”.

“A Gatti vorremmo rivolgere una domanda: che fine ha fatto il proposito, da lui annunciato su Facebook nel giugno 2018, di ritirarsi dalla politica? All’epoca disse: ‘La politica non mi piace più’ perché in essa ‘regnano arrivismo, incompetenza, ipocrisia, violenza verbale e scorrettezza’. E ora? E’ cambiato qualcosa? L’arrivo di Giorgia Meloni al governo lo ha illuminato sulla via di Damasco, o meglio dell’Aquila? Attendiamo risposte, nel frattempo Gatti può documentarsi sull’iter dell’ex manicomio di Teramo, di cui finalmente (bontà sua) ha preso coscienza. Meglio tardi che mai”.

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