REGIONALI: D’ALFONSO, “CENTRODESTRA TERRORIZZATO”; D’ERAMO: “CAMPO LARGO GIA’ DIVISO”

VOTO IN SARDEGNA CONTINUA AD AGITARE L'ABRUZZO; DEPUTATO PD: "EFFETTO MOVIMENTISMO RIPARATORE DI TANTI GIAMBURRASCA; D'AMICO E' UN PRODI RIUSCITO"; SOTTOSEGRETARIO MASAF E SEGRETARIO LEGA: "CITTADINI RICORDANO DISASTRI CENTROSINISTRA, NOSTRA SQUADRA DI SPESSORE, CONTINUEREMO A GOVERNARE PER I PROSSIMI 5 ANNI"

28 Febbraio 2024 18:51

Regione - Politica

L’AQUILA – L’esito delle elezioni regionali in Sardegna, con la vittoria di Alessandra Todde, continua ad agitare l’Abruzzo in attesa del voto del 10 marzo. Se da un lato il centrosinistra vede più concreta una possibile conquista della Regione, dall’altro il centrodestra smentisce le voci di un’ansia crescente.

A sfidare il governatore uscente Marco Marsilio, di FdI, sarà, per il campo ‘larghissimo’ di centrosinistra, Luciano D’Amico, già rettore dell’Università di Teramo e presidente di Tua, l’azienda del tpl pubblico abruzzese.

“Dopo la Sardegna nel centrodestra sono terrorizzati, ogni assessore ora sembra affetto da un ‘movimentismo riparatore’, sembrano tanti Gianburrasca perché sanno che devono recuperare cinque anni in dieci giorni”, le parole all’agenzia Dire del deputato del Partito democratico, Luciano D’Alfonso.





Per il centrodestra è intervenuto oggi il sottosegretario Masaf, nonché segretario regionale della Lega Luigi D’Eramo che ha parlato di “un’operazione elettorale fatta a tavolino che tiene insieme tutto e il suo contrario. Questo il tanto sbandierato ‘campo largo’ di cui si sta facendo forte il centrosinistra. Le distanze fra M5S e Pd sono evidenti, con Giuseppe Conte che rimarca i distinguo da Elly Schlein, bacchetta Carlo Calenda e dice chiaramente che l’alleanza siglata in Abruzzo non è scontata altrove”.

Il riferimento di D’Eramo e alle parole del leader pentastellato che ha dichiarato:  “In Abruzzo non siamo alleati con Renzi e Calenda. Sono forze civiche con candidati che si rifanno a loro”.

Da qui la considerazione del sottosegretario: “Gli abruzzesi hanno buona memoria e si ricordano dei disastri lasciati dal centrosinistra quando è stato al governo della Regione, dalla sanità ai fondi che non erano in grado di spendere, un territorio che era stato relegato ai margini del panorama nazionale”.





Dal campo largo di centrosinistra, dove le speranze di invertire la rotta si sono fatte più forti, D’Alfonso sostiene con ancora più fermezza D’Amico: “Il nostro candidato è un Prodi riuscito, ha grande competenza, una parola convincente e mai barcollante, ha alle spalle lavori fatti, risanamenti veri e gestioni riconosciute. Chi lo conosce lo adora, chi non lo conosce lo vuole conoscere. Marsilio invece è acciaccato, la sua estraneità all’Abruzzo lo rende incoerente, non ha ancora imparato il territorio regionale: basti ricordare che ha dato 14 milioni al Napoli Calcio pensando di aiutare così tutti i club dilettantistici abruzzesi”.

Senza parlare, ha proseguito il deputato dem, “del tuffo alle Naiadi che ha ricordato il petto gonfio del capo del ventennio, spiegando di averlo fatto per garantire che la piscina sarebbe stata resa idonea: peccato che poi non è accaduto nulla, se non il sequestro. L’unica attenzione che ha attirato è stata infatti quella giudiziaria, come dimostra anche la sanità”.

Dall’altro fronte, però, D’Eramo si dimostra sicuro: “Il centrodestra, in particolare la Lega, ha messo in campo liste di spessore e candidati vicini ai territori con un programma chiaro, a differenza di altri. Il 10 marzo i cittadini sceglieranno un governo forte e stabile e confermeranno la Lega forza politica determinante della coalizione, con un risultato a doppia cifra. Continueremo nei prossimi cinque anni il lavoro che abbiamo iniziato e che ha permesso all’Abruzzo di tornare a crescere e a correre”.

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