REGIONALI: DI DALMAZIO, ”D’ALFONSO VUOLE L’ABRUZZO PETROLIFERO”

21 Maggio 2014 12:41

TERAMO – “Il governo di Gianni Chiodi è quello che ha scongiurato la petrolizzazione dell’Abruzzo, è stato l'unico che ha fatto provvedimenti in senso diverso. Passaggi che aprono allo sfruttamento degli idrocarburi mi pare invece li stia facendo il governo Renzi, e anche Luciano D’ Alfonso, che si riempie la bocca in Abruzzo contro i progetti di estrazione di idrocarburi, e poi fa cose diverse a Roma, senza molta coerenza”.

L’attacco al candidato presidente di Regione del centrosinistra arriva dall’assessore al Turismo Mauro Di Dalmazio, candidato per la lista civica Abruzzo futuro – Chiodi presidente, nella coalizione di centrodestra,e dunque a sostegno del candidato presidente Gianni Chiodi.

Sul tema caldo dei progetti di estrazione petrolifera che insistono sull’Abruzzo, per Di Dalmazio “non si può affrontare il discorso affermando che se c'è una cosa non può essercene l'altra, lo sviluppo sostenibile può prevedere anche compatibilità tra vocazioni diverse del territorio”.

La priorità per lo sviluppo futuro della Regione resta però il turismo e Di Dalmazio in campagna elettorale si presenta con l’elenco dei risultati che egli ritiene di aver centrato come assessore al ramo.

“In questi anni – spiega – abbiamo inaugurato una nuova stagione del turismo abruzzese, fatto di aggregazioni, reti d'impresa e coinvolgimento di tutti i territori regionali: in una parola ‘SistemAbruzzo’, un sistema in grado di elevare il turismo a fattore produttivo essenziale nella scala di Pil regionale. Avremo tredici destination management company (Dmc) e una product management company (Pmc), con 4.500 operatori coinvolti e 3.824 soci diretti, con 6,5 milioni di euro di investimento per l'avvio dei progetti di sviluppo, e oltre 700 strutture ricettive interessate”.




“Questo nuovo sistema secondo il centro studi di Confindustria Abruzzo porterebbe a un incremento del 6% sull'indotto e del 2% sull'occupazione”, fa notare.

“La crisi economica – spiega poi – ha colpito anche la nostra regione, non però il numero di presenze, il che significa che manteniamo la nostra attrattività e che il sistema resta competitivo, ma non il fatturato, perché i turisti spendono di meno. Inoltre l’Abruzzo regge il passo delle regioni del Nord per quanto riguarda il turismo montano, con incremento importante di fatturato e presenze”.

Altro risultato che Di Dalmazio vanta è Bike to coast, il progetto di pista ciclopedonale lungo la costa abruzzese da Martinsicuro a San Salvo, che, se realizzata con i fondi europei già impegnati, diventerebbe la più lunga d’Italia. Con i suoi 131 chilometri, infatti, supererebbe per estensione anche la Ciclovia Destra Po, in Emilia Romagna, che detiene attualmente il “record” con 125 chilometri di tracciato.

C’è poi l’incompiuta del piano demaniale marittimo, il nuovo piano regolatore delle spiagge, per cui è mancata l’approvazione nell’ultimo Consiglio regionale utile, ma Di Dalmazio spiega come sia stato “un percorso lungo e concertato, ora però il provvedimento è pronto e manca solo il suggello del voto dell’aula. Non è affatto vero che esso prevede, come dice qualcuno, la cementificazione eccessiva di alcuni tratti di costa. E anzi un provvedimento a lungo meditato che compenetra le esigenze di chi investe nel turismo balneare e la tutele dell’ambiente”.

Ultima annotazione dell’assessore regionale al turismo è dedicata ai Parchi. “Anche qui bisogna evitare visioni manichee, i parchi sono importanti strumenti di sviluppo, una struttura di servizi che creano ricchezza. Non devono però essere un freno, ma poli di attrazione”, conclude.

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