REGIONALI: DI PAOLO, BLITZ CD A POCHI MINUTI DALLE 12 MA IL NOME NON C’E’

Autore dell'articolo: Alberto Orsini

26 Aprile 2014 18:09

L’AQUILA – Alla fine è l’ex assessore di centrodestra Angelo Di Paolo la vittima sacrificale tra le liste a sostegno di Luciano D’Alfonso: l’unico, tra gli esponenti ritenuti “incandidabili” dall’ala sinistra del centrosinistra, a rimanere davvero fuori.

La lista di Centro democratico è l’ultima ad arrivare, nella periferica sede post-sisma del tribunale dell’Aquila. C’è aria di sveltina ed esponenti della coalizione presidiano con aria sospetta l’aula C dove avviene il deposito.

“Se ci sarà Di Paolo in lista, D’Alfonso ritirerà l’apparentamento con Centro democratico, è già d’accordo. Quale candidato presidente avrà Cd? Affari loro”, sentenzia Marino Bruno, esponente di Sinistra ecologia libertà dell’Aquila, mentre gli altri annuiscono.

Quando arriva il leader regionale dei centristi di Tabacci, Gino Milano, assieme al coordinatore provinciale, Venanzio Cretarola, sale la tensione. “Aspettiamo 5 minuti”, mormorano tra loro quelli di Cd e il sospetto di possibile blitz si acuisce. Aiutati anche dall’altra lista ritardataria, Fratelli d’Italia, si siedono a consegnare solo 10 minuti prima della scadenza di mezzogiorno.

Appena è possibile dare un’occhiata alla lista, però, colpo di scena: si vede che Di Paolo non c’è. Milano firma tutto e fa per andarsene, ma viene avvicinato dai cronisti. Si sforza di mantenere l’aplomb, ma si capisce che il sacrificio c’è stato eccome, e verrà fatto pesare sul tavolo delle trattative.





“L’esclusione nasce dai rapporti tra gruppi politici e anche tra il candidato presidente e la direzione nazionale – spiega – Di Paolo è una gran brava persona. C’è un discorso politico ed è quello che è stato valutato, ma i discorsi politici vanno fatti anche sulla persona”.

Sulla minaccia di cacciata di Cd paventata da Sel, “Non so nulla, faccio semplicemente il servizi di corriere”, taglia corto Milano.

Poi, l’ammissione, con un’apertura per il futuro. “In politica non c’è niente di indolore, si lasciano sempre persone ferite ma la politica è l’arte del possibile, si spera che lasci aperte delle porte. Prima c’è il rispetto delle persone, poi programmi politici”.

La conclusione è ancora più chiara: “Non solo non escludo un coinvolgimento successivo per Di Paolo, ma me lo auguro”, chiude Milano.

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