REGIONALI: FDI, A UN MESE DA VERTICE TUTTO TACE, MONTA RABBIA ASPIRANTI CANDIDATI ALL’OSCURO

28 Novembre 2023 09:07

Regione - Politica

L’AQUILA  – Monta il malessere e la rabbia in Fratelli d’Italia, a L’Aquila in particolare, a ormai 26 giorni dal fatidico vertice del 3 novembre nel capoluogo, nulla si sa di certo delle liste dei candidati alle regionali del 10 marzo, i nomi restano in cassaforte, il gotha del partito è trincerato dietro una cortina di silenzio. E anche da Roma, dove il segretario regionale e senatore, Etel Sigismondi, ha inviato la lista dei prescelti, tutto tace.

Malessere e rabbia sommersi e dietro le quinte, sia ben chiaro, perché nessuno esce allo scoperto per non rischiare di perdere un treno che potrebbe non passare più, quello di un partito che punta a confermare, con il presidente uscente Marco Marsilio, il 28% delle elezioni politiche di un anno fa, e che vale 10 eletti in caso di vittoria.

Le uniche notizie che emergono sono le voci di corridoio o di eventi elettorali ufficiali come quella dei prossimi giorni di Paolo Gatti, uomo forte a Teramo, ex assessore regionale di Forza Italia campione di preferenze, salito anche lui sul carro in corsa di Fdi, e che solo due anni fa aveva annunciato il ritiro dalla politica. E di Alessandro Piccinini, ex assessore all’Aquila ed ex presidente della Gran Sasso Acqua,  che pare abbia vinto la partita con il sindaco di Navelli, Paolo Federico, nella corsa ad un posto in lista nel territorio aquilano, come vedremo in dettaglio qui di seguito.

Il tutto in un clima di conflittualità, soprattutto a L’Aquila, territorio dove il partito può esibire le percentuali più alte e da dove è cominciata la cavalcata trionfale del partito di Giorgia Meloni,  con la conquista del capoluogo di regione nel 2017, e dove domenica è stato convocato il congresso con l’ipotesi di nomina a candidato unitario di Claudio Gregori, sindaco di Barete, e direttore della Cna.

Tra gli aspiranti candidati,  ma anche tra sindaci e dirigenti locali, all’oscuro di ogni cosa, serpeggia il sospetto che in realtà in quella famosa riunione non si sia deciso nulla di definitivo, e che non siano stati sciolti i nodi più duri da parte dei convenuti, ovvero il segretario regionale e senatore Etel Sigismondi, il presidente Marsilio, i due vice segretari, il senatore aquilano Guido Liris, e il deputato pescarese Guerino Testa, il sindaco del capoluogo, e commissario provinciale dell’Aquila, Pierluigi Biondi, e i segretari provinciali delle altre tre province, Stefano Cardelli, Pescara, Marilena Rossi, Teramo e Antonio Tavani, Chieti.

Resta solo la stringata nota di resoconto di Sigismondi, che aveva detto che i nominativi erano stati inviati a Roma, per l’approvazione definitiva.

E non è tutto, si brancola nel buio anche per le imminenti elezioni provinciali per il rinnovo dei quattro consigli con l’elezione di secondo livello, riservata a sindaci e consiglieri, il 17 dicembre a Teramo, il 21 dicembre a Pescara, Chieti e  L’Aquila, dove è presidente il sindaco di Castel di Sangro, Angelo Caruso, vice presidente nazionale Unione province italiane, esponente proprio di Fdi. E si sfoga a questo proposito un amministratore locale, elettore e potenziale candidato, e che mantiene il rigoroso anonimato: “si  fanno riunioni con i vertici provinciali, provinciali, ma i sindaci non sanno niente. Che sta uscendo da queste riunioni? È umiliante quello che sta succedendo negli ultimi giorni.  Non si rendono conto del malessere che c’è”, si sfoga.

Il muro di gomma dei vertici del partito, tornando alle regionali, sta surriscaldando il clima soprattutto in provincia dell’Aquila, dove si consuma, come se non bastasse, lo scontro per il controllo del partito tra Biondi e Liris, amici di vecchia data e ora ai ferri corti.

In provincia dei quattro candidati maschi su sette, per la regola delle quote rosa, inamovibili sono nell’area marsicana, la più popolosa, l’assessore regionale al Bilancio, Mario Quaglieri, ex sindaco di Trasacco, e dal capogruppo di Fdi in consiglio regionale Massimo Verrecchia,  ex parlamentare, ex dirigente regionale ed ex capo di gabinetto dello staff del presidente Marsilio. Per l’area peligna e dell’Alto Sangro c’è Vincenzo Uzzeo, ex assessore comunale di Castel di Sangro

Per il territorio aquilano in teoria dovrebbe spettare un solo posto, sempre se Uzzeo non farà un passo indietro candidandosi magari con la lista del presidente, e questo posto è da tempo conteso tra l’ex assessore Alessandro Piccinini, sostenuto da Biondi, e da Paolo Federico, sindaco di Navelli, sostenuto da Liris. Anche loro non hanno nessuna certezza matematica, scritta nero su bianco, di essere in lista. Ma intanto hanno dovuto dimettersi entro il termine delll’11 novembre dalle cariche incompatibili con la candidatura alle regionali: Piccinini ha detto addio alla presidenza della Gran Sasso Acqua, la società pubblica del ciclo idrico integrato, Federico da commissario della Comunità montana Montagna Aquilana e da presidente dell’Asp 1 L’Aquila.

Piccinini sicuro di sé ha detto chiaro e tondo ad Abruzzoweb: “ho avuto rassicurazioni dal presidente Marsilio sulla mia candidatura”. E questo si presume non ha fatto piacere certo a Federico e i suoi sostenitori, visto che a lui nessuno avrebbe rassicurato nulla, come del resto a tanti altri candidati.

L’orientamento era però, almeno fino a qualche settimana fa, quello di preferire Piccinini, tanto che sarebbe stata offerta a Federico in cambio di un passo indietro, la poltrona di coordinatore provinciale, la cui scelta per diktat del partito nazionale, dovrà essere unitaria e senza rovinosi conflitti tra correnti.  Federico ha detto no, ed è poi spuntata l’ipotesi del vice presidente della Provincia, Vincenzo Calvisi, e infine di Gregori, in quota Liris, ma amico di Biondi.





E anche in questa partita gioca un ruolo il conflitto tra fazioni: l’ipotesi di Federico era in fondo assai gradita, per prendere il controllo del partito in provincia, da Liris e Verrecchia, che fanno oramai squadra e detengono la netta maggioranza delle tesseramento in provincia dell’Aquila, a quota 2.600, contro le 1.300 tessere  portate a casa dall’asse Biondi e Quaglieri, che comunque sommate fanno quasi la metà di tutte quelle regionali. E Calvisi, ex componente dello staff di Liris ai tempi dell’assessorato regionale al Bilancio, era invece il nome gradito a Biondi, che non potrà, dopo il commissariamento, diventare coordinatore, perché la carica è incompatibile con il ruolo di responsabile nazionale Enti locali di Fdi.

Se dunque in provincia dell’Aquila si è nell’impasse, non va meglio in provincia di Chieti: qui il problema ha un nome e cognome, l’assessore regionale all’Ambiente ed Energia Nicola Campitelli, che ha abbandonato la Lega, con cui ha preso alle regionali del 2019  8.160 preferenze e ha aderito a Fdi. I salviniani hanno espresso un secco niet alla ricandidatura del “traditore” Campitelli. Marsilio lo vorrebbe in corsa, anche per la sua dote di voti, ma il circolo di Lanciano ha lanciato la candidatura alternativa dell’assessore comunale, Paolo Bomba.

E le castagne dal fuoco, a mani nude, prova ora a toglierle il segretario regionale Sigismondi, aquilano di adozione, marito dell’assessore comunale di Fdi Ersilia Lancia, anche lei in odore di candidatura, ma originario di Vasto.

Sigismondi si è precipitato a Lanciano ad incontrare il circolo ribelle, scrivendo poi su facebook, “il nostro partito è abituato al confronto, a ragionare prima di prendere le decisioni. Gli interventi degli iscritti hanno arricchito la discussione, offrendo spunti preziosi in vista dei prossimi congressi, e delle elezioni regionali, per Fratelli d’Italia la partecipazione è fondamentale: funziona così da noi”.

Però anche nel collegio di Chieti e segnatamente a Lanciano è buio fitto su chi sarà candidato e chi no, con i nomi che restano sottochiave. Ed è scelta difficile, anche per garantire copertura agli altri territori, candidare sia Bomba che Campitelli.

Infine la grana esplosa a Pescara: fino all’ultimo era in corsa il segretario provinciale Stefano Cardelli, presidente del Mercato ortofrutticolo di Cepagatti, ente regionale, poi è spuntata l’ipotesi alternativa di Alfredo Cremonese, assessore al Commercio di Fratelli d’Italia, che comunque non ha ancora sciolto la riserva. Per questa ragione Cardelli non si è dimesso entro il 10 novembre, passo necessario come detto per rimuovere i motivi di incandidabilità.

E Cardelli non l’ha presa affatto bene, essendo del resto l’unico coordinatore provinciale a non essere candidato dal partito a cui  ha dato anima e cuore nelle retrovie. A parte il sindaco dell’Aquila Biondi, commissario nella sua provincia e fuori dai giochi alle Regionali,  Marilena Rossi sarà candidata in provincia di Teramo, Antonio Tavani in provincia di Chieti.

Nella forte incertezza, non resta che riproporre qui di seguito il totonomi, nella versione aggiornata.

Provincia di Pescara

Qui grava l’incognita dell’assessore alla Salute Nicoletta Verì, ora nella Lega, che potrebbe però passare in Fdi e candidarsi. Certo è il nome di Luca De Renzis, consigliere regionale anche lui ex Lega, eletto nel 2019 con 4.398 voti.

Di Cremonese e Cardelli abbiamo detto, altra new entry è invece l’ex sindaco di Montesilvano, il medico Pasquale Cordoma, coordinatore cittadino di Fdi, che avrebbe avuto la meglio su Valter Cozzi, consigliere comunale anche lui a Montesilvano. Certa dovrebbe essere la candidatura  del consigliere regionale uscente Leonardo D’Addazio, presidente della quinta commissione Salute, entrato all’Emiciclo a dicembre 2022 come surrogato di Guerino Testa.

Tra le donne ci sono poi la consigliera comunale di Scafa, Manuela di Fiore e l’assessore alle Politiche Sociali di Cepagatti, Liliana D’Innocenzo.





Provincia dell’Aquila

Dei candidati maschi abbiamo già detto. Affollata è però anche la corsa per i tre posti delle candidate donne: a Sulmona correrà l’avvocato Anna Berghella, ex presidente della Dmc dell’Appennino Terre d’Amore in Abruzzo, e moglie del consigliere comunale e candidato sindaco alle ultime elezioni  Vittorio Masci. E c’è poi Antonella Buffone, sindaco di Balsorano.

A L’Aquila in lizza sono l’assessore comunale dell’Aquila al Turismo, l’avvocato Ersilia Lancia, moglie del segretario regionale e senatore Etel Sigismondi e la consigliera comunale Tiziana Del Beato, che nel 2020 è passata dalla Lega a Fdi.

Provincia di Chieti

Oltre ai citati Bomba e Campitelli,  a volersi giocare la partita sono il coordinatore provinciale, Antonio Tavani, sindaco di Fara San Martino. Buone possibilità per Francesco Prospero, consigliere comunale di Vasto, figlio Antonio Prospero, componente del cda di Tua, ed ex consigliere regionale.

Una new entry è rappresentata da Franco Vanni, consigliere comunale di Ortona.

Tra le donne troviamo l’ex sindaco di San Salvo, Tiziana Magnacca, ora presidente del consiglio comunale, che dopo essere stata in Forza Italia, è passata alla Lega, dunque è tornata in Forza Italia, e infine, a giugno, è approdata in Fratelli d’Italia. Si fanno i nomi poi di Carla Di Biase, consigliere comunale di opposizione a Chieti, e di Carla Zinni, vicesindaco di Casalbordino.

Provincia di Teramo

In provincia di Teramo, affila le armi l’avvocato Paolo Gatti, ex assessore regionale di Forza Italia, già mister preferenze alle regionali del 2009, con 10.120 voti , e del 2014, con 10.875 voti , leader della civica teramana Futuro in.

C’è poi l’uscente Umberto D’Annuntiis, sottosegretario alla presidenza della Giunta regionale con delega ai Trasporti, eletto nel 2019 con Forza Italia, e con 5.569 preferenze, e ancora il consigliere regionale Marco Cipolletti, eletto nel 2019 con 2.182, ma nelle file del Movimento 5 stelle. Buone possibilità per l’ex sindaco di Notaresco, ed ex presidente della Provincia, Diego Di Bonaventura.

Tra le donne in pole position sono la citata Marilena Rossi, coordinatrice provinciale di Teramo, e Mimma Centorame, assessore comunale di Atri. New entry del totonomi è invece Luciana Di Marco, vicesindaco di Silvi.

 

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