REGIONALI: MARSILIO RICANDIDATO PRESIDENTE NEL 2024? SFIDA TRA DEM PAOLUCCI E BIG M5S

PRIME INDISCREZIONI SU CORSA PROSSIME ELEZIONI IN ABRUZZO . CAPOGRUPPO PD IL POLE, MA IN CASO DI ALLEANZA CON PENTASTELLATI AMBISCONO A INVESTITURA CASTALDI, VACCA E PETTINARI

17 Settembre 2021 09:20

Regione: Abruzzo

L’AQUILA –  Marco Marsilio ricandidato presidente della Regione Abruzzo alle elezioni della primavera del 2024. Contro il dem Silvio Paolucci. Oppure, se dovesse prendere corpo l’alleanza organica tra Movimento 5 stelle e Partito democratico, contro un big pentastellato tra la seguente terna di papabili: l’ex sottosegretario per i Rapporti con il Parlamento, senatore Gianluca Castaldi, il deputato Gianluca Vacca, ex sottosegretario per le attività culturali e turismo e il consigliere regionale e vicepresidente vicario del consiglio, Domenico Pettinari, mister preferenze nel febbraio 2019.

La politica regionale è impegnata nelle campagne elettorali delle amministrative del 3 e 4 ottobre, le elezioni regionali della primavera 2024 sono ancora lontane, eppure già circolano voci, all’interno degli schieramenti e nei conciliaboli che contano, su quelli che potrebbero essere gli aspiranti candidati presidenti.

L’indiscrezione più clamorosa, che viene da fonti bene informate della coalizione, è quella sulla volontà di Marsilio di ricandidarsi alla guida del centrodestra in Abruzzo.

In particolare, il governatore di origini abruzzesi ma venuto da Roma dove era senatore e segretario regionale nel Lazio di Fratelli d’Italia, ne avrebbe discusso in più di un contatto con il leader nazionale, Giorgia Meloni, della quale è un fedelissimo. Tanto che per accettare il suo invito a candidarsi in Abruzzo lo ha convinto a lasciare l’ambito scranno di palazzo Madama dove è subentrato Nicola Calandrini, di Latina, altro uomo vicinissimo ai vertici del partito.

La ricandidatura di Marsilio presuppone la mancata corsa dell’ex senatore alle politiche del 2023, candidatura che faceva parte dell’accordo, stabilito prima delle regionali del febbraio del 2019. E che presupporrebbe il ritorno anticipato alle urne anche per la Regione.

Evidentemente Marsilio e la sua coalizione a trazione Lega, spesso al centro di roventi attacchi da parte delle opposizioni del centrosinistra e del Movimento cinque stelle, è convinta di aver fatto un buon lavoro e di poter fare ancora meglio per l’Abruzzo. Nonostante le ripetute frizioni interne alla maggioranza con più di una crisi, in particolare con continue liti tra Fdi e Lega, partito quest’ultimo forte di 4 assessori su 6 e 10 consiglieri su 17. Una costante spina nel fianco di Marsilio, che ha mostrato in più di un passaggio una estrema difficoltà a tenere unita la sua coalizione, e a dargli una mano è stato, ironia della sorte, la drammatica emergenza pandemica, che ha silenziato e sopito i contrasti interni  e le lotte per le nomine e posti al sole.

Ovviamente sull’ambizione di Marsilio dovrà pronunciarsi la stessa Lega e il tavolo nazionale, come sempre nelle more della ripartizione delle candidature nelle altre regioni e città principali che andranno al voto tra due anni e mezzo quando, va detto, lo scacchiere politico sarà probabilmente diverso dall’attuale.

Dalla parte opposta, come già riferito da Abruzzoweb, per il centrosinistra la posizione in pool position  è ad appannaggio del capogruppo del Partito democratico, il 44enne chietino Silvio Paolucci, ex assessore a Sanità e Bilancio della giunta di Luciano D’Alfonso, ora senatore.

C’è però una incognita, che ostacola le legittime ambizioni di Paolucci. È l’eventuale alleanza a livello nazionale e nelle regioni tra M5s e Pd, a riproporre, seppure su basi nuove e con altri protagonisti, lo schema della maggioranza giallo-rossa del secondo governo di Giuseppe Conte, oggi leader dei pentastellati, sempre più governisti e lontani dalle posizioni contestatarie delle origini quando a dettare la linea era il fondatore Beppe Grillo.

Come già riferito da questa testata, tra Pd ed M5s l’ipotesi è già stata sondata ed analizzata, seppure rimasta in buona parte sulla carta, e un punto fermo, nell’ambito della ripartizione nazionale, era la candidatura di un pentastellato in Abruzzo, dopo due candidature targate centrosinistra negli ultimo decennio, prima D’Alfonso e poi Giovanni Legnini, ex vice presidente del consiglio superiore della magistratura e ora commissario della ricostruzione post-sisma 2016.

E infatti a riprova che le elezioni regionali del 2024 non sono poi così lontane, già avrebbero fatto più di un pensiero per una loro discesa in campo, il 50 enne senatore vastese Gianluca Castaldi, ex sottosegretario per i Rapporti con il Parlamento e il 47enne pescarese Gianluca Vacca, oggi deputato e unico abruzzese nell’esecutivo del primo  governo Conte di M5s e Lega, come sottosegretario del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.

I due entrerebbero però in competizione con il consigliere regionale pescarese Domenico Pettinari, 42 anni, rieletto per la sua seconda volta all’emiciclo con quasi 10mila voti, record assoluto in Abruzzo, che da due consiliature sta tentando partita della candidatura a presidente, persa entrambe le volte a vantaggio del capogruppo Sara Marcozzi, molto quotata ai vertici del movimento.

Per quanto, lo ripetiamo, manca molto alle elezioni regionali, un viatico alle ambizioni degli aspiranti candidati presidenti arriveranno anche dal responso delle urne delle amministrative del 3 e 4 ottobre.

Per Paolucci, innanzitutto, visto che in campo a Vasto, nella provincia chietina suo collegio elettorale,  c’è infatti un suo fedelissimo, il sindaco uscente Francesco Menna, 43enne, come pure a Lanciano corre Leo Marongiu, 40enne presidente del consiglio comunale  uscente,  che è stato uomo dello staff di Paolucci.

Mantenere le due roccaforti del centrosinistra sarebbe per Paolucci un ottimo biglietto da visita, un successo che si aggiungerebbe a quello centrato a Chieti dell’ottobre 2020, dove, contro i pronostici della vigilia, ha vinto il dem Diego Ferrara.

Anche per le ambizioni di Castaldi non sarà indifferente il risultato elettorale nella sua Vasto, dove per il Movimento 5 stelle corre Dina Carinci.

Va evidenziato che in nessuna città abruzzese al voto, a parte Sulmona, M5s si è alleato con il centrosinistra.

A livello nazionale avrà un peso però, per la futura convergenza, il risultato di città del peso di Napoli e Bologna, dove i due partiti sono alleati, e dove i loro candidati, rispettivamente Gaetano Manfredi e Matteo Lepore, sono dati dai sondaggi in ampio vantaggio rispetto agli sfidanti del centrodestra e altri schieramenti.

Conte e il sindaco di Milano Beppe Sala, in corsa per il secondo mandato per il centrosinistra, lavorano già ad una alleanza alle regionali del 2023. Partite da cui dipendono in prospettiva anche destini personali ed assetti delle elezioni regionali abruzzesi. f.t.

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