REGIONALI: RITA INNOCENZI (PD), “L’ABRUZZO DEVE RISCATTARSI, QUI PER FARE POLITICA DAL BASSO”

10 Febbraio 2024 18:51

L'Aquila - Politica

L’AQUILA – “Sono in politica per proseguire nel solco dei valori che mi hanno trasmesso i miei genitori, che hanno segnato il mio impegno nel sindacato dall’età di 24 anni e che consistono nel mettersi al servizio degli altri, al fianco degli ultimi, di chi rimane indietro. Valori che sono alla base dell’economia civile, fondata sulla reciprocità, sulle relazioni che sono un volano di sviluppo, di un nuovo modo di vivere nelle comunità”





È uno dei passaggi dell’intervento di Rita Innocenzi, sindacalista della Cgil, candidata nel collegio provinciale dell’Aquila per il Partito democratico alle elezioni regionali del 10 marzo, durante l’incontro con la cittadinanza in un gremito centro polifunzionale di Camarda, frazione del comune dell’Aquila. Evento organizzato ‘dai sostenitori di Rita’ e dove la candidata ha esposto i contenuti del programma di governo per l’Abruzzo e per il territorio aquilano, con particolare focus sulle aree interne, sui piccoli centri montani e sulle trasformazioni che vi sono state come nel caso di Camarda a seguito del terremoto del 6 aprile 2009.

“Abbiamo bisogno di ricostruire una fiducia nei confronti della politica – ha proseguito Innocenzi -, una politica con la P maiuscola ma che non sia catapultata dall’alto, ma che parta dai cittadini, dalle piccole comunità. Per dare vita e prospettive a Camarda come in altri piccoli centri montani serve una visione generale, e concretezza nelle risposte. Occorre chiedersi, nei centri minori che fanno parte del cratere sismico, cosa ne sarà del loro futuro, una volta ultimata la ricostruzione. Serve una visione, ad esempio pianificando la creazione di una offerta turistica destagionalizzata e sostenibile, una ospitalità diffusa, con un programma di eventi che non si sovrappongano in determinati periodi dell’anno, con corsi di formazione e professionalizzazione per i giovani. Le istituzioni devono imparare a pianificare, e non a fotografare l’esistente”.





Allargando lo sguardo si è dunque accalorata la candidata: “la sanità pubblica non è più quella che ho conosciuta io da giovane, quella in cui mia madre prestava servizio. C’è carenza di personale, liste di attesa insopportabili, l’ospedale dell’Aquila è ridotto male. oggi c’è paura di rivolgersi ad un presidio sanitario e questo è inaccettabile. Altra preoccupazione è per il trasporto pubblico locale. Anche qui a Camarda, come in quasi tutti i centri montani, i giovani, gli studenti i pendolari per lavoro, non hanno il pieno diritto a muoversi in autonomia con i mezzi pubblici allo stesso modo di chi vive in un centro urbano. Ci sono servizi chiamati ‘minimi’ che devono essere garantiti anche per il trasporto, e questa asticella deve essere ripensata. Bene ha fatto Luciano D’Amico ad inserire tra i punti del programma della coalizione il trasporto pubblico gratuito, perché è possibile, è sostenibile ed è un investimento per il futuro”.

 

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