REGIONALI: TESTA A TESTA IN SARDEGNA, FIATO SOSPESO ANCHE IN ABRUZZO

26 Febbraio 2024 19:27

Italia - Politica

CAGLIARI – È testa a testa per le regionali in Sardegna dove, quando sono state scrutinate 1.228 sezioni su 1.844 (il 66,6%), la candidata del campo largo a trazione Pd-M5s Alessandra Todde passa nuovamente avanti col 45,5%, in vantaggio sullo sfidante del centrodestra Paolo Truzzu– che durante la serata aveva allungato di 4 punti percentuali, resta per ora al 45,1%. Seguono sempre Renato Soru con la Coalizione Sarda all’8,5% e Lucia Chessa con Sardigna R-esiste allo 0.9%.

Un risultato particolarmente atteso in un Abruzzo con il fiato sospeso a due settimane dalle elezioni che vedranno sfidarsi il governatore uscente Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia, alla ricerca del secondo mandato per il centrodestra, e Luciano D’Amico, alla guida del campo largo di centrosinistra.





Dalla Sardegna intanto i numeri arrivano col contagocce, dati che vengono caricati prima sui siti dei singoli comuni, che hanno attivato pagine ad hoc per diffondere i risultati in tempo reale, piuttosto che sul portale regionale. Più che una lentezza nelle operazioni di spoglio delle schede nei 1.844 seggi, l’imbuto sul flusso si crea davanti al pc.

Una maledizione digitale che continua, dopo il flop del 2019 quando, invece, furono i seggi a non riuscire a completare lo spoglio nei tempi di legge, con la conseguenza che le urne furono nuovamente sigillate e andarono ad affollare i rispettivi uffici elettorali circoscrizionali per il conteggio finale e la trasmissione dei verbali alla Corte d’appello di Cagliari.

Questa volta la Regione è corsa ai ripari con una circolare: il termine delle 19 per completare le operazioni di scrutinio dopo 12 ore dall’inizio, non sarà più perentorio, così presidente e scrutatori potranno proseguire nella verifica dei voti finché ce ne sarà bisogno. In loro aiuto, in caso di necessità, è previsto l’arrivo di qualche funzionario comunale per chiudere il più celermente possibile. A creare i ritardi, sono le comunicazioni tardive tra Comuni e Regione.





“Il sistema funziona regolarmente se i comuni caricano i dati: tutti i comuni che hanno inserito i numeri al 100% questi sono stati immediatamente resi fruibili sul portale”, spiega dopo le polemiche Sergio Loddo, direttore del servizio di statistica elettorale per la Regione che ha messo a disposizione dei comuni l’assistenza di 25 persone.

Lo spoglio a rilento, in effetti, è dovuto al fatto che alcuni comuni hanno dato la precedenza ai siti locali piuttosto che a quello regionale. Da qui la disparità di informazioni sui risultati ottenuti dagli aspiranti governatori che hanno spiazzato anche gli addetti ai lavori e gli stessi staff dei quattro candidati. Eppure la Regione aveva anche verificato, nei giorni scorsi, l’efficienza della sua macchina digitale con uno stress test sugli accessi (due) dati a ciascuno dei 377 comuni isolani. Così, con i risultati in arrivo col contagocce, la Regione si è mossa e ha suonato la sveglia ai Comuni sollecitando un cambio di passo nel caricamento dei dati sul portale ufficiale dell’amministrazione regionale. Un intervento che ha avuto l’effetto di accelerare leggermente il flusso, ma non abbastanza per avere già a metà pomeriggio l’esito finale del voto, atteso dunque nelle prime ore del mattino, tra le 4 e le 5.

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