“NEL CENTRODESTRA IN REGIONE RISSA CONTINUA”. MARIANI, “SU NOMINE SI ASSISTE AD UN CIRCO”

11 Maggio 2021 11:29

L’AQUILA – “Di solito una maggioranza in regione inizia a litigare dopo il giro di boa della metà legislatura. Quella di centrodestra di Marco Marsilio ha bruciato i tempi:  ha iniziato sin da subito a litigare, per le nomine, per l’impossibilità di dar seguito alle mirabolanti promesse elettorali. Con grandi danni per i cittadini”.

Un Sandro Mariani che non lesina sarcasmo, interpellato nell’intervista ad Abruzzoweb per esprimere un giudizio sugli oltre due anni di legislatura della maggioranza di centrodestra di Marco Marsilio, Fratelli d’Italia, salito al potere nel febbraio 2019 e che è giunta dunque a metà della legislatura, di cui una segnata dalla drammatica emergenza coronavirus.

Il 38enne medico veterinario di Campli, in provincia di Teramo è consigliere di opposizione di Abruzzo in Comune, e nella passata legislatura capogruppo del Partito Democratico, nella maggioranza del dem Luciano D’Alfonso, ora senatore.

“Le ragioni di questa mancanza di coesione, di rissa continua parte da lontano – incalza il consigliere -, ovvero dalla campagna elettorale: molti esponenti di maggioranza presi dall’enfasi e dall’entusiasmo, hanno promesso mari e monti, ed ora non riescono a tener fede agli impegni”.

E’ accaduto però, prosegue il consigliere che “questa pandemia ha imposto una tregua, ha nascosto le loro incapacità e loro dissidi interni,  riemersi ora che si sta uscendo dalla crisi. Va però ricordato che la gestione dell’emergenza è stata gestita in pessimo modo, i ristori tanto strombazzati per le categorie maggiormente colpite sono arrivate a destinazione in minima parte e non sono stati in gradi di  organizzare una efficace azione di tracciamento dei contagi, che sarebbe stata determinante”.

Tra i motivi principali del dissidio, assicura Mariani, la partita delle nomine.

“Un vero è proprio circo quello che è stato messo in scena – ironizza ancora il consigliere -, in consiglio abbiamo assistito a veri e propri scontri petto a petto per questa o quell’altra poltrona. Il risultato è stato poi che la presidenza dell’Istituto zooprofilattico dopo trent’anni è andato non all’Abruzzo, ma al Molise. Ci sono  nomine bocciate dal Tar, come quella di Ricardo Chiavaroli al Corecom, non si riescono ancora a mettersi d’accordo per la nomina del difensore civico”.

Tra le promesse irrealizzabili che ora mettono in forte difficoltà la maggioranza, sostiene poi Mariani, è quella relativa alla nuova rete ospedaliera.

“Siamo ancora dopo due anni e mezzo ad una bozza – protesta il consigliere -, dove ci sono scritte cose inverosimili, ovvero non sono previsti ospedali di secondo livello, che pure sarebbero obbligatori, in base ai bacini di utenza, dalla norma vigente, la legge Lorenzin. Ne esce fuori una visione della sanità di venti anni fa, e questo perché l’assessore alla Salute, la leghista Nicoletta Verì, ha le mani legate, perché ogni volta che prova a prendere una decisione insorge questo o quel territorio, e con loro i rappresentanti in consiglio”.

Ultima riflessione sulle inchieste della Procura di Pescara che investono e preoccupano l’Emiciclo, quella che sul business dell’imprenditore abruzzese della sanità, Vincenzo Marinelli, che vede inquisiti il capo gruppo di Forza Italia in Regione, Mauro Febbo, il presidente del consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, anche lui forzista, il capogruppo in consiglio regionale del Partito democratico, Silvio Paolucci, e l’inchiesta sui presunti appalti truccati della Asl a favore della cooperativa La Rondine  con principale indagato il dirigente del Dipartimento di Salute Mentale della Asl di Pescara, Sabatino Trotta, candidato alle regionali del febbraio 2019 per Fratelli d’Italia, primo dei non eletti, che si è tolto la vita nel carcere di Vasto a 55 anni, e che ha coinvolto anche il dg della Asl di Pescara, Vincenzo Ciamponi.

“Sono vicende  che non possiamo sottovalutare, che pesano nel clima generale qui all’Emiciclo. Io sono garantista, la magistratura faccia il suo lavoro, ma si è innocenti fino a sentenza definitiva. Va detto che gli amministratori pubblici possono essere sottoposti ad una frequenza maggiore ad accertamenti di verità. Non è una jattura, ma una garanzia”.

L’INTERVISTA

 

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