REGIONE: ASSESSORE VERÌ LASCIA LEGA PER FDI? INTESA SU RICANDIDATURA NEL 2024, REGISTA MARSILIO

PRIMA I RUMORS ORA VOCI INSISTENTI DI UN CLAMOROSO CAMBIO DI CASACCA DELLA TITOLARE ABRUZZESE SANITÀ IN TRATTATIVA CON  PRESIDENTE IN VISTA DELLE PROSSIME REGIONALI. OPERAZIONE COINVOLGE DG ASL L'AQUILA ROMANO, CHE PUNTA A RICONFERMA. IN FUGA DAI SALVINIANI ANCHE CONSIGLIERI LA PORTA E DE RENZIS, OLTRE CHE DI MATTEO, DIMESSOSI DA VICE COORDINATORE

29 Marzo 2023 08:29

Regione - Consiglio Regionale, Politica

L’AQUILA – Prima i rumors, poi le voci insistenti, il tutto anche al di fuori degli ambienti politici: ad un anno dalle elezioni regionali, un clamoroso cambio di casacca scuote il centrodestra di Marco Marsilio, e segnatamente la Lega, che nonostante la fuoriuscita di tre eletti nel 2019, resta la prima forza della coalizione con sette consiglieri e quattro assessori, grazie al 28,5% conseguito alla consultazione di quattro anni fa.

Protagonista è Nicoletta Verì, assessore regionale alla Salute, la delega di gran lunga più pesante in giunta: la 67enne psicoterapeuta, passata nelle file dei salviniani prima delle elezioni regionali del febbraio del 2019 con i quali è stata eletta a palazzo dell’Emiciclo, sarebbe ora pronta a passare armi e bagagli a Fratelli d’Italia, partito della leader di Giorgia Meloni, e in prepotente ascesa anche in Abruzzo, dove alle elezioni del prossimo anno, è destinata a prendere il posto della Lega come partito trainante del centrodestra.

Secondo i beneinformati, il regista di questa operazione sarebbe proprio il meloniano Marsilio che, a meno di clamorosi stravolgimenti, sarà ricandidato alla presidenza della Regione: tra il governatore e la Verì si sarebbe instaurato un ottimo rapporto, sia umano, sia professionale, un fatto che l’ha portata a prendere le decisioni più importanti in un settore vitale con il vertice dell’esecutivo anziché con i capi del partito abruzzese, prima Giuseppe Bellachioma, poi Luigi D’Eramo, attuale sottosegretario all’Agricoltura. Tanto che gradualmente sarebbe diventata persona di fiducia di Marsilio, e vivrebbe da tempo come separata in casa con i salviniani.

Al centro della trattativa, ci sarebbe proprio la ricandidatura di Verì, eletta nelle circoscrizione di Pescara, con 4.934 voti, con la prospettiva di essere rinominata ancora assessore, in quota rosa. Verì, già consigliere regionale e presidente della commissione Sanità con la giunta di Gianni Chiodi quando è stata candidata nel listino, sotto le insegne del PdL, è molto stimata nel  territorio, e in più di un settore.

Verì non sarebbe l’unica candidata a lasciare la Lega che, di contro, lunedì a Pescara ha annunciato la adesione dell’ex assessore regionale di centrosinistra Mimmo Srour insieme ad un gruppo di riferimento di 25 ex ed attuali amministratori: malumori sempre più accentuati si registrerebbero da parte dei consiglieri regionali Luca Renzis e Antonietta La Porta, oltre che di Emiliano Di Matteo, che si è appena dimesso da vice segretario regionale in dissenso con la gestione politica del coordinatore regionale D’Eramo. Anche se non ha ancora annunciato la sua uscita dal partito per approdare a Forza Italia o seguire, nel mondo civico, il suo ex nemico, ora di nuovo suo amico, l’ex consigliere ed assessore regionale, il teramano Paolo Gatti, al centro delle  trattative per la scelta del candidato sindaco del centrodestra alle elezioni di Teramo, poi caduta sull’ex presidente del Teramo basket, l’avvocato Carlo Antonetti.





Il cambio di casacca di Verì porterebbe poi con sé anche un altro aspetto potenzialmente esplosivo per gli equilibri nella maggioranza: con lo spostamento del potente assessore cambierebbe anche la mappa del sostegno politico ai direttori generali delle Asl provinciali dell’Aquila in quota Lega. Ed anche in questo caso, voci insistenti indicherebbero un riposizionamento in quota Fdi, del dg dell’Aquila, Ferdinando Romano, molto stimato da Marsilio e da alcuni importanti dirigenti romani dei meloniani, tanto da essere al centro di trattative per assumere un incarico rilevante a Roma.

Romano già direttore dell’Agenzia Sanitaria Regionale d’Abruzzo, dal 2009 al 2011, è stato nominato nel giugno 2021, in una casella Lega, al posto di  Roberto Testa, arrivato a capo dell’azienda aquilana nel settembre del 2019, in quota Fdi, e poi caduto in “disgrazia”, dopo essere entrato in pesante conflitto in particolare proprio con la Lega e in generale con tutta la coalizione.  Testa è stato “licenziato” anticipatamente dal centrodestra.

A giugno Romano, dovrà sottoporsi all’esame di metà mandato, in base agli obiettivi raggiunti. Nonostante alcuni buoni risultati conseguiti, Romano si è trovato al centro di polemiche da parte di centrosinistra e sindacati e non sarebbe un caso che sia proprio Fratelli d’Italia, a difendere il suo operato.

Tornando alla Verì mese dopo mese, assicurano fonti interne al partito, è sempre più estranea in casa Lega, e mantiene oramai buoni rapporti con il solo Pierluigi Cosenza, direttore dell’Agenzia sanitaria regionale, nominato in quota Lega.

Insomma, alla luce degli equilibri, il partito regionale guidato dall’aquilano D’Eramo, fedelissimo del leader Matteo Salvini, non si straccerebbe nemmeno più di tanto le vesti per l’addio di Verì, ex Forza Italia, arrivata nella Lega a febbraio 2019, nel momento d’oro, quando veleggiava anche in Abruzzo ad oltre il 28%, ed eletta consigliere e poi assessore. Come potrebbe fare nelle prossime settimane scegliendo il partito più forte.

Laureata in psicologia all’Università La Sapienza di Roma, specializzata in psicoterapia, è stata una dirigente aziendale, e nella nona legislatura, con presidente il forzista Gianni Chiodi, era stata eletta con il Pdl, ricoprendo poi il ruolo di presidente della quinta commissione Affari sociali e Salute. Precedentemente è stata consigliere comunale a Pescara, tra il 2003 e il 2008, dove ha ricoperto il ruolo di vice presidente dell’assise civica. Verì incarna una tradizione politica più centrista e per questo è entrata più di una volta in conflitto con la Lega, che ora lavora a un assetto fatto di persone più aderenti alla linea politica dettata a livello nazionale da Salvini, a livello regionale da D’Eramo. Anche a costo di continuare a perdere pezzi.





Infatti, il Carroccio ne ha già persi, ed anche pregiati: ad essere infatti già andati via, contestando duramente la gestione del partito da parte di D’Eramo, Simone Angelosante, Tony Di Gianvittorio e Manuele Marcovecchio, quest’ultimo cacciato da Salvini, che hanno costituito il gruppo Valore Abruzzo, federato ora con Forza Italia. Si vocifera anche della progressiva insofferenza della consigliera regionale Antonietta La Porta, entrata in consiglio come “surrogata” dopo che Emanuele Imprudente è stato nominato vice presidente della Regione e assessore con delega all’Agricoltura. Stesso dicasi per Luca De Renzis, accostato ai tre  di Valore Abruzzo, per poi rientrare nei ranghi.

È poi esploso il caso del consigliere regionale Emiliano Di Matteo, ex sindaco di Ancarano, che si è dimesso da vice coordinatore regionale dopo l’esito delle elezioni per la presidenza della Provincia di Teramo. Inferocito per il “tradimento” della Lega perpetrato nei confronti del candidato alla presidenza della Provincia Massimo Vagnoni, da lui sostenuto, con i voti salviniani andati invece  al candidato, poi risultato vincente, Camillo D’Angelo, appoggiato dal centrosinistra, Italia viva e M5s.

Di Matteo è stato prontamente sostituito, nella carica di vice coordinatore regionale, da Antonio Zennaro, già deputato della Lega Salvini nella scorsa legislatura e componente della segreteria politica regionale. red

ERRATA CORRIGE

Contrariamente a quanto scritto nell’articolo, Verì non è stata eletta nel 2008 nel “listino” del presidente Gianni Chiodi, bensì nella lista del Popolo delle libertà totalizzando 5.258 preferenze. Ci scusiamo con i lettori e la diretta interessata per l’inesattezza. 

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