OGGI IN CONSIGLIO REVOCA NOMINA ASSESSORE CADUTO VITTIMA VENDETTA LEGA, E DECRETI CON DELEGHE E NOMINE RIMPASTO; IN FORZA ITALIA E' PERO' IL CAOS: TERAMO AVEVA FATTO QUADRRATO SU D'ANNUNTIIS CHE POTREBBE LASCIARE PARTITO PER FDI, RIVIENDICAZIONI ANCHE DA PESCARA PER MARINA FEBO E DA L'AQUILA; L'ORAMAI EX COMPONENTE DELL'ESECUTIVO, "ENTRATE IN GAMBA TESA PER COLPIRE SEGRETARIO REGIONALE PAGANO"

REGIONE: FEBBO FUORI DA GIUNTA “FA PARTE DEL GIOCO”, “AL MIO POSTO D’AMARIO? DECISO DAL NAZIONALE”

di Filippo Tronca

27 Ottobre 2020 07:51

L’AQUILA  – “Capisco le legittime ambizioni dei territori, almeno quelle di Teramo, molto meno quelle di L’Aquila e Pescara che sembrano più che altro una entrata in gamba tesa contro il coordinatore Pagano. Va però detto che sul tavolo nazionale è stato definito il passaggio per il quale dalla giunta esce il sottoscritto ed entra il capogruppo Daniele D’Amario”.

A parlare, contattato da questa testata, è Mauro Febbo, l’oramai ex potentissimo assessore regionale ad Attività produttive, Cultura e Turismo,, il forzista caduto vittima della vendetta tremenda della Lega che ha ottenuto la sua cacciata dalla giunta, “reo” per non aver appoggiato a Chieti, sua città e feudo politico, il candidato sindaco salviniano Fabrizio Di Stefano, alle ultime amministrative.

Nelle stesse ore il presidente della Giunta Regionale Marco Marsilio, ha firmato gli attesi decreti, con la nominato assessore il capogruppo Fi Daniele D’Amario, in sostituzione di Febbo, attribuendogli le medesime deleghe. Febbo farà il capogruppo al suo posto. Di conseguenza, visto che di assessore ce ne può essere uno solo,  Marsilio ha provveduto a sostituire l’assessore al Lavoro e Istruzione, Piero Fioretti della Lega, con il consigliere Pietro Quaresimale, capogruppo dei salviniani, ex sindaco di Campli, in provincia di Teramo.

Un rimpasto di giunta, innescato dalla defenestrazione di Febbo, che ha provocato però un putiferio dentro Fi, visto che il posto lasciato libero da Febbo è stato fino all’ultimo reclamato, innanzitutto, dal partito di Teramo, che ha indicato con risolutezza il sottosegretario di giunta, Umberto de Annuntiis, che ora potrebbe passare armi e bagagli in Fratelli d’Italia, e anche dagli azzurri della provincia di Pescara e dell’Aquila. Mettendo così in estrema difficoltà, nel tentativo di  non far implodere il partito, il senatore Nazario Pagano, segretario regionale degli azzurri. Contattato da questa testata, Pagano non ha inteso rispondere, essendo impegnato a Roma, dicendosi disponibile per la giornata di oggi.

Certo è che il problema non riguarda solo le defezioni  sui territori, l’addio  a Forza Italia da parte di D’Annuntiis, farà sì che il gruppo in consiglio regionale avrà un solo consigliere, il capogruppo Febbo, e sarà dunque un problema giustificare la rappresentanza in giunta, con D’Amario assessore, più  la presidenza del Consiglio, con Lorenzo Sospiri.

Oggi in consiglio  regionale all’ordine del giorno c’è la discussione sulla revoca e sul rimpasto di giunta.

Febbo va però detto, ha a sorpresa, vista la sua fama di sanguigno guerriero, accettato di fare un passo indietro, mantenendo almeno per ora un basso profilo, proprio perché sarà sostituito da un suo fedelissimo.

“In queste ore sono uno spettatore, so solo che non sarò più assessore. Faccio politica da decenni e la politica significa avvicendamento, è nella  logica delle cose – afferma Febbo -. A Chieti ho preso una posizione, decidendo di appoggiare il civico Bruno di Iorio, avevo messo in conto quello che poi è accaduto”.




A non mantenere un basso profilo sono invece i rappresentati locali di Forza Italia: in provincia di Teramo, tutti o quasi hanno fatto quadrato per la nomina ad assessore del sottosegretario D’Annuntiis ex sindaco di Colonnella, e sul conseguente ingresso in consiglio del primo dei non eletti, l’ex sindaco di Atri,  Gabriele Astolfi,  coordinatore provinciale teramano, forte di oltre 4.400 preferenze alle scorse regionali, il doppio dei voti, si fa notare di quelli ottenuti da D’Amario.

A rivendicare un posto in giunta, per un assessore esterno, sono stati anche i forzisti di Pescara e L’Aquila.

Nel capoluogo adriatico la richiesta è di far entrare Marina Febo,  vice presidente del consiglio comunale di Spoltore prima dei non eletti nel collegio pescarese, alla luce di una necessità “di equilibrio territoriale tra Chieti e Pescara”, “di riconoscimento del contributo elettorale di Marina”,  e delle “ qualità morali e capacità professionali maturate in un brillante percorso lavorativo europeo considerati elemento distintivo e un valore aggiunto”, si legge in una nota del Andrea Sborgia e Giancarlo Febo, consiglieri comunali di Spoltore.

A stretto giro è arrivata anche la richiesta dell’Aquila, firmata dal deputato eletto sul territorio, il pescarese Antonio Martino: “Questa è un’occasione che, creata per motivi politici, ha ancora qualche ora di tempo per essere sfruttata, la provincia dell’Aquila merita l’assessore in questa area liberale di Forza Italia per riequilibrare quello che è successo nelle regionali dello scorso anno”, ha detto Martino.

Taglia però corto Febbo: “Le richieste di Teramo sono basate su argomenti concreti, al di là che siano condivisibili o meno, e praticabili. Quelle dell’Aquila e Pescara mi sembrano strumentali, un modo per gettarla in confusione, per colpire Pagano, che ha l’onore e l’onere di fare il segretario e ora di gestire un passaggio oggettivamente delicato”.

Infine Febbo assicura di non meditare nessuna “vendetta” nei confronti del segretario regionale della Lega, il deputato Luigi D’Eramo, principale fautore della sua defenestrazione dalla giunta.

“Ripeto, fa parte del gioco della politica: la mia risposta arriverà alle prossime elezioni quando mi impegnerò al massimo per far votare Forza Italia, a discapito anche della Lega. Con i salviniani in consiglio poi il rapporto è buono, loro hanno subìto le scelte dei vertici, ed una certa lettura, non condivisibile, dell’esito elettorale”.

Una cosa è certa, assicura Febbo, “all’opposizione non ci vado per nessuna ragione al mondo, come  potrei mettermi insieme a Pd e M5s il cui governo, con l’ultimo Dpcm, stanno mettendo in ginocchio il Paese? Renderò noti i numeri elaborati dai miei uffici dell’assessorato, su quante aziende chiuderanno e di quanti posti di lavoro si perderanno. Una ecatombe, e purtroppo i conti sono capace a farli,  essendo tributarista”.

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