COMUNALI: GUERRA FDI-LEGA, TENSIONI IN REGIONE. DOPO IL VOTO VERIFICA E RIMPASTO

RESA DEI CONTI NEL CENTRODESTRA GIA' DALLA PROSSIMA SETTIMANA: LA GEOGRAFIA DEL CONSENSO E COME E' CAMBIATO IN DUE ANNI NEI CINQUE COMUNI AL BALLOTTAGGIO, MELONIANI IN FORTE CRESCITA, SALVINIANI IN FLESSIONE, A RISCHIO PRECARI EQUILIBRI IN CONSIGLIO

di Filippo Tronca

16 Ottobre 2021 07:29

Regione: Abruzzo

L’AQUILA – In campagna elettorale deve vigere la regola del silenzio e del basso profilo, almeno in teoria. Ma nel centrodestra di Marco Marsilio di Fratelli d’Italia, trionfatore delle elezioni regionali del febbraio 2019, il nervosismo traspare sempre più nitidamente, e la brace arde sotto la cenere. I risultati delle elezioni amministrative del 3 e 4 ottobre nei cinque principali comuni al ballottaggio domani e lunedì, sono stati ben al di sotto delle aspettative, e questo sta avendo ripercussioni anche sugli equilibri interni della maggioranza.

Non tanto per l’esito complessivo, con i candidati del centrodestra, ad eccezione di Lanciano, costretti ad inseguire quelli del centrosinistra a Vasto e Francavilla, e il civico Mario Nugnes a Roseto, e per la bruciante esclusione a Sulmona.

Bensì soprattutto perché sono cambiati i rapporti di forza rispetto ai risultati delle regionali del febbraio del 2019 che hanno incoronato Marsilio presidente della Regione, con la Lega di gran lunga il primo partito capace di portare in consiglio ben 10 consiglieri e ottenere 4 assessorati su 6. I salviniani arretrano infatti vistosamente, mentre Fratelli d’Italia moltiplica i voti.

Evenienza che non potrà che rinfocolare la competizione tra i due principali partiti della maggioranza, che già più volte si sono scontrati fino ad arrivare alle soglie della crisi. In vista poi c’è il rimpasto annunciato l’anno scorso, e poi messo nel congelatore dopo che è esplosa l’emergenza pandemica e in attesa proprio dell’esito delle amministrative. Ed ora per la Lega sarà più complicato fare la voce grossa, mentre Fdi, c’è da scommetterci, alzerà la posta, per posti in giunta e varie poltrone ancora da occupare. Forza Italia, vittima sacrificale del rimpasto – a seguito del passaggio del sottosegretario di Giunta, Umberto D’Annnuntiis, da Fi a Fdi -, è pronta a fare le barricate, visto che tutto sommato il partito rispetto alle regionali è cresciuto a Vasto, ha retto a Lanciano,  a Francavilla ha perso meno di quello che  si poteva temere in epoca di tramonto del berlusconismo,  ha conquistato Penne. Va poi detto che l’assessore “traballante”, Daniele D’Amario, candidato nella sua Francavilla, è risultato essere il più votato in assoluto nella coalizione di centrodestra.

Vero è che la partita delle elezioni regionali è ben diversa da quella delle comunali, dove in corsa ci sono le liste civiche, prevale il voto di “prossimità” e “amicale” a questo quel candidato, molti i parenti, e meno il voto di opinione, dove conta anche la presenza scenica e l’ascendente dei leader nazionali. Vero anche che il voto dei partiti viene sottratto da questo o quell’esponente che si candida in altre liste o tenta le corse solitarie per la fascia tricolore.

È anche vero però che ci sono partiti, tutti presenti con i loro simboli, che nel quadro frammentato e  disperso delle comunali hanno visto erodere, per non dire crollare i voti, altri invece i voti li hanno addirittura aumentati, e questo qualcosa deve pur significare.

Numeri alla mano, a Vasto i salviniani al netto della buona prestazione del consigliere regionale Sabrina Bocchino, non sono più il primo partito del centrodestra, superati da Fdi che rispetto a due anni fa aumenta consensi, mentre la Lega li riduce di un terzo.

A Lanciano la Lega resta prima, ma dimezza i voti mentre Fdi li ha triplicati. Calo vistoso della Lega a Francavilla che da primo partito e ora alle spalle di Fratelli d’Italia che anche qui ha quadruplicato i voti. A Sulmona la Lega, con la consigliera Antonietta La Porta in campo, non è più il primo partito, scalzato dal Pd, e tallonato da Fratelli d’Italia. Infine a Roseto, dove la Lega ha schierato il deputato Giuseppe Bellachioma, e il consigliere regionale Simona Cardinali,  è, all’esito dell’ultimo seggio mancante scrutinato solo mercoledì scorso, diventato da primo a secondo partito del centrodestra, ma è un ricordo il 33% delle regionali. Mentre anche qui Fratelli d’Italia raddoppia consensi e passa in testa. Brucia poi alla Lega la sconfitta alle comunali di Ovindoli, del sindaco uscente Simone Angelosante, consigliere regionale e pezzo da novanta del partito.

Sintomo del forte nervosismo che si si respira all’Emiciclo, può essere letta la “sbroccata” del presidente Marsilio nell’ultimo consiglio regionale, che ha dato del “pagliaccio” al consigliere regionale del Movimento 5 stelle Domenico Pettinari, inviperito perché il presidente non si era presentato a tempo debito in aula, ritardando l’avvio dei lavori per mancanza di numero legale.

Ma non solo: a causa di divergenze tra Marsilio e il vicepresidente della giunta, Emanuele Imprudente e l’assessore Nicola Campitelli, entrambi leghisti, non è stata esaminata la modifica della riforma della Protezione civile, una delle priorità programmatiche della legislatura.

Va poi ricordato che all’indomani del voto il deputato di Forza Italia, Antonio Martino ha lanciato bordate a Marsilio, dopo che questi, assieme al segretario regionale Etel  Sigismondi aveva evidenziato che Fratelli d’Italia è “il partito più votato del centrodestra”, il “primo in Abruzzo”, il  “traino del centrodestra”. “Marsilio è il presidente di tutti – ha ribattuto Martino – un umile consiglio:  più presidente di Regione, meno segretario di partito, siamo contenti che Fdi avanzi ma non basta per far vincere il centrodestra”.

Il deputato e coordinatore regionale, Luigi D’Eramo, ha ribattuto che la Lega “ha ottenuto risultati importanti” e che “nei comuni sotto i 15mila abitanti ha eletto complessivamente 38 nuovi consiglieri comunali”.

Nei banchi dell’opposizione si ringalluzzisce invece il Partito democratico, che parla, con il segretario regionale Michele Fina, di “una vittoria netta ed una sconfitta per il centrodestra che rivela una debolezza evidente, dovuta alle divisioni nazionali e al malgoverno regionale”. Il capogruppo in regione,  Silvio Paolucci soddisfatto per i risultati nei comuni chietini che rappresentano il suo bacino elettorale, attacca parlando di  “una sonora sconfitta della politica sovranista e del populismo incarnati in particolare da Matteo Salvini e dalla Lega” e non manca di additare come responsabile di questa sconfitta Marsilio, “corpo estraneo all’Abruzzo”.

Clima cupo nel Movimento 5 stelle, che ha perso ovunque una vagonata di consensi rispetto alle regionali, e ora si vive il dilemma di tornare alle origini movimentiste oppure di lavorare ad un alleanza organica con il centrosinistra, ma c’è chi osserva, nel ruolo poco allettante di “ruota di scorta”, e in questo senso l’apparentamento a Francavilla con il dem Leo Marongiu rappresenta un’importante esperimento.

I PARTITI ALLA PROVA DELLE URNE: IL CONFRONTO TRA REGIONALI E COMUNALI 

Cominciamo da Vasto, dove al ballottaggio è in testa il centrosinistra di Francesco Menna, sindaco uscente, con il candidato del centrodestra, Guido Giangiacomo, all’inseguimento: alle regionali del febbraio 2019, la Lega ha preso 4.800 voti (27,1%), Fdi 1.530 voti (8,6%) Forza Italia 887 (5%). Nelle comunali del 3 e 4 ottobre Fratelli d’Italia ha preso 1.987 voti è è al 8,9% ed è dunque primo partito della coalizione, la Lega invece è in flessione, con 1.314 voti, al 5,9%, bene Forza Italia con 1.177 voti (5,2%), in crescita.

Male il Movimento 5 stelle, che passa dai 4.189 voti (23,6%) ad appena 976 voti pari al 4,4%, nella città dei parlamentari Gianluca Castaldi e Carmela Grippa e del consigliere regionale Pietro Smargiassi.

Il Partito democratico nel 2019 aveva preso 2.581 voti (14,6%), al primo turno delle comunali ha preso 3.417 voti (15,3%) , diventando primo partito in assoluto.

Spostiamoci a Lanciano, dove è ad un passo dalla vittoria il candidato del centrodestra, Filippo Paolini, contro il centrosinistra di Leo Marongiu.

La Lega resta primo partito del centrodestra, ma ha dimezzato i voti rispetto alle regionali, mentre Fdi  li ha triplicati: i salviniani hanno preso 2.230 voti pari all’11,7%, alle regionali avevano preso 4.468 voti, pari al 27,6%. Fratelli d’Italia ha preso 1.881 voti (9,8%), alle regionali solo 683 voti (4,2%).

Forza Italia, insieme a Udc e Autonomi e partite Iva, ha ottenuto 1.209 voti (6,3%), mantenendo tutto sommato la posizione rispetto al 2019 quando Fi da sola ha preso 1.055 voti (6,5%).

Il Partito democratico ha preso 2.062 voti (10,8%), non molti di meno di quelli delle regionali, 1.906 pari all’11,8%.

Infine il Movimento 5 stelle passa dai 3.781 voti del 2019 (23,4%) a 1.019 voti (5%), quasi un quarto persi per strada in soli due anni.

Veniamo a Francavilla, dove è in forte vantaggio l’assessore uscente del Pd Luisa Russo rispetto al candidato del centrodestra, Roberto Angelucci.

Calo vistoso della Lega, passata dai 2.475 voti del 2019 (22,5%) a soli 651 voti (5%).
Primo partito diventa così Fdi con 1.142 voti (8,8%), quadruplicando i voti che alle regionali sono stati 361 (3,2%)

Forza Italia è passata di 1.694 voti del 2019 (15,4%) ai 1.123 delle comunali (8,7%)

Il Partito democratico nel 2019 ha preso 1.943 voti (17,7%), alle comunali 1.593 (12,3%), tenuto conto che a fare man bassa di voti è stata la lista del sindaco uscente dem Antonio Luciani, al 14,1%. Diventando comunque il primo partito dell’arco parlamentare in lizza.

Il Movimento 5 stelle è passato da 2.463 voti (22,4%) di due anni fa, ai 606 voti di domenica e lunedì, pari ad un misero 4,7%

A Sulmona è stata una debacle un pò per tutto il centrodestra con il candidato Vittorio Masci, escluso dai ballottaggi dove sono andati il centrosinistra di Gianfranco Di Piero, e i civici dell’ex assessore regionale Andrea Gerosolimo, che poi, mancato l’accordo con il centrodestra, e stufo di defezioni dei suoi e denunciando continui attacchi personali, si è clamorosamente ritirato dalla partita. Le sue sette liste sono comunque in corsa.

Il Pd è ora primo partito con  1.354 voti (10,5%), in alleanza, a sostegno di Di Piero, con il Movimento 5 stelle che ha preso 607 voti (4,7%). Nel 2019 nella città di Ovidio il Pd aveva racimolato la miseria di 767 voti, appena il 6,5%, mentre i pentastellati avevano ottenuto 1.747 voti (15%),  e dunque anche per loro si è registrata una vistosa flessione.

E veniamo al centrodestra: la Lega nel 2019 era il primo partito con 2.771 voti (23,8%), ora è scesa a 966 voti (7,5%). Resta il primo partito del centrodestra, ma si accorcia la distanza da Fdi che ha preso 652 voti (5%), crescendo rispetto alle regionali, quando il risultato è stato di 520 voti (4,4%).

Forza Italia alle comunali ha preso 300 voti (2,3%) alle regionali aveva preso 420 voti (3,6%), in ogni caso un risultato molto modesto e tra i peggiori d’Abruzzo.

Infine Roseto, dove la partita, ancora apertissima, è tra il civico Nugnes, sostenuto dall’ex deputato montiano Cesare Sottanelli, ora coordinatore regionale di Azione di Carlo Calenda,  e il candidato di centrodestra, William Di Marco, arrivato secondo.

Qui la Lega alle regionali aveva sbancato con 3.466 voti, pari al 31,6%, al primo turno delle comunali ha preso 1.018, il 7,7%, e viene seppur di poco superata da Fratelli d’Italia con 1.028 voti (7,8%), che nel 2019 aveva preso 565 voti (5,1%), ed ora invece li ha raddoppiati.

Calo vistoso anche di Forza Italia, passata da 574 voti del 2019 (5,2%) a 251 voti (1,9%).

Male anche il Pd che ha sostenuto il candidato sindaco e primo cittadino uscente Sabatino Di Girolamo: i dem nel 2019 avevano preso 1.702 voti (15,5%), ora solo 782 voti (5,9%).

Il Movimento 5 stelle passa anch’esso da 2.185 voti del 2019 (19,9%)  525 voti, pari al 4%.

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