L’AQUILA – La maggioranza delle aventi diritto al voto in Abruzzo sono donne, 616.235  contro i 592.041 uomini. Con le recenti norme sulla parità di genere, le candidature femminili non sono state meno di 3 su 7 per ciascuna lista, o non meno di 3 su 8 nella provincia di Chieti. Ed era anche possibile esprimere due preferenze sulla scheda, obbligatoriamente per una candidatura maschile e una femminile. Tanti candidati si sono presentati in ticket, un uomo e una donna, proprio per favorire questa opzione.

Eppure alla fine dei conti per ora in consiglio le donne elette sono state appena 3 su 31, comprendendo anche due candidati presidenti, ovviamente maschi, per il centrodestra Marco Marsilio, il vincitore,  e Luciano D’Amico, per il campo largo del centrosinistra.

Commenta a questo proposito, sconsolata, la presidente del coordinamento regionale Antigone Marialaura Di Loreto, intervistata da Rainews. “La mancanza o comunque la scarsità di donne all’interno del consiglio regionale è un problema di parità. Non vogliamo dire che gli uomini non siano in grado di accogliere certe tematiche di genere, ma la sensibilità di una donna politicamente è sicuramente un un tassello che ci aiuta”.

Certo è che intanto che a questione della parità di genere in politica, anche in Abruzzo,  è un risultato lungi dall’essere realizzato, e non è solo una questione di regole e quote rosa.

Ad entrare all’Emiciclo, lo ricordiamo sono state per ora, per la maggioranza del centrodestra, Tiziana Magnacca di Fratelli d’Italia, ex sindaco di San Salvo e attuale presidente del Consiglio e Marianna Scoccia per Noi moderati, sindaco di Prezza, in provincia dell’Aquila
confermata per un secondo mandato.

Per l’opposizione la sola Erika Alessandrini, del Movimento 5 stelle, consigliera comunale di Pescara. Tutti maschi i sei consiglieri del Partito democratico, e l’unico eletto per l’intera opposizione in provincia dell’Aquila, Pierpaolo Pietrucci, era in ticket con la sindacalista Cgil, Rita Innocenzi, arrivata terza, non eletto nonostante gli oltre 4mila voti.

Nulla da fare per le altre e qualificatissime nuove proposte e per le consigliere uscenti, già poche. Come Sara Marcozzi, già due volte candidata presidente della Regione per il Movimento 5 stelle e poi passata a Forza Italia, che pure si è concentrata su questioni di genere, con progetti di legge e proposte, lo stesso che ha fatto un’altra big del centrodestra, la leghista Sabrina Bocchino. Niente da fare nemmeno per l’assessore alla salute uscente, Nicoletta Verì che si è candidata con la lista Marsilio presidente dopo aver abbandonato la Lega, per Barbara Stella, del MoVimento 5 stelle, come pure per la forzista Antonietta La Porta, ex leghista, e per la leghista  Simona Cardinali

Per vedere se questa legislatura avrà una quota femminile almeno pari, ovvero di cinque consigliere, o anche maggiore, anche se pur sempre minoritarie, occorre però attendere la nomina dei sei assessori, di cui uno esterno, e anche qui detto per inciso vale la regola che almeno un assessore deve essere donna.

I consiglieri eletti che andranno a fare l’assessore lasceranno infatti il posto al primo o alla prima candidata non eletta, e qui dovrebbe scattare qualche altro posto per le donne.

Potrebbero infatti entrare per Fdi Maria Assunta Rossi ex presidente della Banca di credito cooperativo di Pratola Peligna con la nomina a assessore di Mario Quaglieri, e Marilena Rossi coordinatrice del partito in provincia di Teramo, al posto di Paolo Gatti.

Per Forza Italia la citata Antonietta La Porta, se Roberto Santangelo andrà a fare l’assessore e non il presidente del Consiglio regionale, che sembra l’ipotesi data come più probabile, e che non prevede il meccanismo della surroga.

Per la Lega potrebbe entrare a L’Aquila Carla Mannetti, ex assessore comunale dell’Aquila, al posto di Emanuele Imprudente, oppure a Pescara Daniela Sulpizio, commercialista e dirigente aziendale, al posto di Vincenzo D’Incecco.

C’è poi l’ipotesi un assessorato esterno per Sabrina Bocchino, tenuto conto che in provincia di Chieti la Lega non ha rappresentanti in Regione, e c’è anche l’ipotesi di ripescaggio di Nicoletta Verì, in quota Marsilio.