REGIONE: RISSA SU FONDI, FEBBO NEGA TENSIONI, ”MIEI EMENDAMENTI CONDIVISI”

28 Novembre 2019 18:20

L'AQUILA – L'assessore regionale alle Attività produttive, Mauro Febbo, smentisce tensioni in merito all'ultima seduta di commissione, quella in cui la maggioranza è arrivato a confrontarsi in maniera molto dura sui finanziamenti a pioggia contenuti negli emendamenti presentati al progetto di legge numero 63, quello sulle tasse automobilistiche per le auto d'epoca.

“Veramente non ho marinato un bel nulla – replica Febbo ad AbruzzoWeb – Ho illustrato i miei emendamenti in prima Commissione tenutasi martedì prima del Consiglio. Consiglio, slittato al pomeriggio, a cui non ho potuto partecipare perché impegnato in incontri con vertici nazionali di importanti istituti di credito (Bper, ndr) precedentemente assunti, venuti appositamente da fuori Abruzzo. Il tutto comunicato all'ufficio di Presidenza del Consiglio. Non ho dovuto smaltire alcunché – conclude Febbo – poiché i miei emendamenti erano condividi da tutta la maggioranza e 'anticipati' a rappresentanti dell'opposizione”.

Tutto è nato dai provvedimenti sostenuti dall'assessore Mauro Febbo, che ha recuperato 90 mila euro da precedenti economie. Di questi 45 mila sono stati finalizzati a iniziative sul territorio (tra cui “Strisciando 2.0” a Lettomanoppello e “Transumanzia” di “Theate musica antiqua”) e 45 messi a disposizione degli altri consiglieri. 




Qui sarebbe intervenuto il presidente del Consiglio Lorenzo Sospiri, con un sub emendamento “prendi tutto” (tra le altre cose per la messa in sicurezza di alcune chiese, tra cui Pietranico e Santa Maria della Croce a Francavilla e immobili comunali, come a Pratola). Qui si sarebbe scatenata l'ira della Lega. E su questo avrebbe chiesto spiegazioni anche Marianna Scoccia, che ha raccontato di essere stata apostrofata duramente dallo stesso Sospiri.

Tra i fondi stanziati – la legge è poi passata in Consiglio – ci sono anche i 220 mila euro da destinare al bando della legge regionale numero 55 al fine di finanziare quasi tutti gli eventi culturali ed artistici riconosciuti ammissibili. Anche questo è un provvedimento voluto da Febbo.

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