REGIONE: VALORE ABRUZZO IN FI, MATRIMONIO RINVIATO E CAOS. TAJANI A L’AQUILA MA I TRE NON PASSANO

COORDINATORE PAGANO, "STANNO RIFLETTENDO". TRA DUBBI E UNA COMUNICAZIONE INEFFICACE DIETROFRONT DI ANGELOSANTE E DI GIANVITTORIO PROMESSI SPOSI DICHIARATI CHE SI RICOMPATTANO CON L’INDECISO MARCOVECCHIO. SOLO INTESA SU FEDERAZIONE NEL CONVEGNO DEL PPE DEL 7 MAGGIO SENZA SIMBOLI AZZURRI PER IL QUALE E’ STATO “SCOMODATO” IL VICE PRESIDENTE NAZIONALE. ERA STATO ORGANIZZATO PER L’ADESIONE DEGLI EX LEGA ORA CIVICI. IMBARAZZO TRA GLI AZZURRI. COORDINATORE ABRUZZESE: PER ORA NON CONFLUISCONO, AUSPICHIAMO ADESIONE IN FUTURO”  

5 Maggio 2022 08:03

L'Aquila: Politica

L’AQUILA – I tre ex consiglieri regionali della Lega Simone Angelosante, Antonio Di Gianvittorio e Manuele Marcovecchio, che dopo la scissione hanno costituito il gruppo civico di “dalfonsiana” memoria Valore Abruzzo, restano “anime in pena”, cioè in cerca di una casa definitiva: è saltata infatti, all’ultimo momento e senza ragioni ufficiali, il matrimonio con Forza Italia, partito con il quale la formazione civica è comunque federata ed aveva una trattativa molto ben avviata. E non si sa quando e se passeranno, dal momento che nessuno sa come andrà a finire questa storia che, più che una trattativa seria, appare una partita legata all’ottenimento di posti e posizioni, ma soprattutto alla ricandidatura alle elezioni regionali del 2024.

In una vicenda segnata da confusione, viziata da passaggi strani e caratterizzati da una comunicazione nebulosa e mai fino in fondo ufficiale e rispondente, il ribaltone ha però del clamoroso, si tinge di giallo e crea imbarazzi tra gli azzurri, visto che il passaggio dei promessi sposi, il capogruppo di Va, Angelosante, eletto in provincia dell’Aquila, e il teramano Di Gianvittorio, sembrava cosa fatta e con questi ultimi impegnati a convincere il terzo, indeciso perché nel collegio di Chieti ha la strada sbarrata dall’uomo forte di Fi e del centrodestra Mauro Febbo.

Ma proprio la indecisione di Marcovecchio ha riportato indietro i due. Una vicenda che si inserisce nelle dinamiche di una maggioranza di centrodestra in regione dilaniata da spaccature interne e da continue liti per rimpasto e poltrone alle quali non sono estranei i tre di Valore Abruzzo. I quali, determinati per il numero legale necessario per la seduta, sono stati in questo senso protagonisti, come denunciato dalla opposizione di centrosinistra al termine del consiglio regionale di martedì, causando il ritardo tattico dei lavori di sei ore e mezzo, molto probabilmente per portare avanti richieste per la sola famiglia civica e non in tandem con gli azzurri.

Contattato da Abruzzoweb, ad annunciare il dietrofront è stato il coordinatore abruzzese, il senatore Nazario Pagano: “per ora i tre consiglieri regionali non passano, preferiscono riflettere ancora – ha spiegato Pagano -. Il mio auspicio è che in futuro possano confluire nel nostro movimento politico per rafforzare il gruppo regionale azzurro. I tre, comunque federati con noi, sono vicini alle nostre idee, speriamo che il convegno del Ppe organizzato per sabato all’Aquila sia un passaggio intermedio – conclude Pagano.

A proposito dell’evento di sabato prossimo, targato Partito Popolare Europeo, in occasione del quale è stato fatto scomodare per affidargli le conclusioni il big azzurro Antonio Tajani, vice presidente di Forza Italia, europarlamentare e vice presidente del Ppe e già presidente del Parlamento europeo, era stato organizzato proprio per brindare al passaggio di due almeno due dei tre ex Lega: invece non è sfuggito il particolare che non ci sono simboli di Forza Italia né nella locandina né nei ruoli dei protagonisti azzurri, tra cui Pagano, il presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, e gli europarlamentari, Andrea Caroppio e Aldo Patriciello.

Non “scritturato” l’altro parlamentare abruzzese Antonio Martino che, nonostante le apparenze, non ha buoni rapporti con Pagano. Presenti nel prestigioso parterre Angelosante, Di Gianvittorio e Marcovecchio, citati come presidenti, rispettivamente della commissione Politiche europee, della commissione Immigrazione e Lavoro e della commissione Territorio, Ambiente e Infrastrutture. Per il solo Angelosante viene fatto il nome Valore Abruzzo. Non compare il capogruppo in consiglio regionale, Mauro Febbo, che pure era stato dato come uno dei tessitori della operazione vista la sua amicizia con il senatore Maurizio Gasparri.

Una regia che poi sembra passata nelle mani del pugliese Caroppo e di Sospiri, in Abruzzo. Insomma, un bel pastrocchio.

Del convegno finalizzato alla investitura in Fi e di una conferenza stampa alla presenza di Tajani aveva parlato Di Gianvittorio di recente, nei giorni in cui si scriveva dell’imminente suo passaggio e di quello di Angelosante, giorni in cui quest’ultimo si è scagliato con whatsapp polemici contro questa testata e contro il suo direttore “rei” di aver parlato di spaccatura nel gruppo alla luce del passaggio di due consiglieri su tre. Ancora a proposito dell’evento Ppe, è stato annunciato ufficialmente alla stampa con l’invio del banner del convegno da parte dall’addetto stampa del gruppo civico Alessandra Sciullo, ex capo della comunicazione della Lega abruzzese, che aveva anche annunciato una conferenza stampa di presentazione per oggi 5 maggio alle 12.

Tanti gli indizi, nelle passate settimane, che avevano fatto capire che almeno due dei tre, Angelosante e Di Gianvittorio, potessero aderire agli azzurri, con il gruppo spaccato politicamente per il no di Marcovecchio: poi, inspiegabilmente, tutto è tramontato ufficialmente con il gruppo civico degli indecisi che si è ricompattato al contrario. Un ripensamento che sembrava impossibile il 24 aprile quando i tre di Valore Abruzzo, insieme a Sospiri, Pagano, l’assessore regionale esterno forzista Daniele D’Amario e Caroppio, si sono incontrati nella Festa del carciofo di Cupello, dove Marcovecchio è stato sindaco.

Il ripensamento di una operazione che ha visto più padrini ha messo in imbarazzo anche i vertici regionali e anche nazionali di Forza Italia che comunque non ha gestito alla perfezione la comunicazione di questa vicenda: tra annunci e conferenze stampa sussurrate e non convocate, la confusione è stata subito chiara, innescata dai continui ripensamenti dei tre.

Eppure nei giorni scorsi, vale la pena di sottolineare ancora, due dei tre consiglieri, il capogruppo, Angelosante che, solo alle elezioni dello scorso mese di ottobre ha perso la fascia da sindaco nel suo paese di origine, Ovindoli, contro il maestro di sci, Angelo Cimminelli, e il consigliere del comune di Notaresco Di Gianvittorio, erano vicinissimi al partito di Berlusconi, avendo partecipato alla convention nazionale a Roma dello scorso mese di aprile, dove avevano incontrato, tra gli altri, il senatore Gasparri, che aveva dichiarato l’interessamento del partito degli azzurri. Ma poi qualcosa è cambiato e il gruppo civico si è ricompattato.

Ed ora si fa largo la ipotesi della conferma della federazione con i tre che rimangono però con la casacca di Valore Abruzzo, già di fatto sancita per quel che riguarda i lavori delle commissioni consiliari. Un po’ poco per un partito come Fi che aveva pensato di arrivare a cinque consiglieri più l’assessore esterno Daniele D’Amario con la possibilità di arrivare al sesto con l’ingresso del teramano Gabriele Astolfi in caso di surroga del sottosegretario Umberto De Annuntiis, eletto tra gli azzurri e passato a Fdi. Niente male considerando che in maggioranza la Lega ne ha sette consiglieri, Fdi tre, e Azione politica uno.

Si diceva della comunicazione dalla quale si è disimpegnata Forza Italia: singolare e irrituale che a dare l’annuncio dell’evento del Ppe – con l’invio di una semplice locandina poco esplicativa – , lo stesso Valore Abruzzo dei tre ex Lega, eletti nel febbraio 2019: Angelosante e Di Gianvittorio, per dissidi con il segretario regionale e deputato Luigi D’Eramo, hanno sbattuto la porta, mentre Marcovecchio, è stato silurato su decisione degli organi nazionali presieduti dal leader, Matteo Salvini, per non aver appoggiato il candidato leghista a Vasto alle amministrative dell’autunno 2020.

Fuori luogo in questa vicenda il nervosismo di Angelosante, presidente commissione Europa, capogruppo di Va, che ha duramente attaccato questa testata che aveva ipotizzato una spaccatura nel gruppo di Valore Abruzzo, proprio sulla scelta di aderire a Forza Italia, parlando di “assoluta sintonia politico-amministrativa”. infine, errata la valutazione di Di Gianvittorio che al quotidiano Il Centro aveva spiegato all’indomani della partecipazione, insieme ad Angelosante, alla convention nazionale a Roma che l’adesione formale a Fi, sarebbe stata rimandata ad una conferenza stampa all’Aquila nei primi giorni di maggio alla presenza del vice presidente Tajani. (red.)

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