REGISTRO TERZO SETTORE, SOLO ABRUZZO A NORMA. QUARESIMALE: “IN ATTO RIVOLUZIONE”

POLITICHE SOCIALI, ENTRO SETTEMBRE NUOVA PIATTAFORMA NAZIONALE CON CENSIMENTO E REQUISITI ENTI E ASSOCIAZIONI, DURA LETTERA MINISTERO WELFARE A ALTRE REGIONI PER RITARDO ITER; ASSESSORE: "CAMBIAMENTO EPOCALE"

24 Aprile 2021 08:29

TERAMO – L’Abruzzo è l’unica regione in Italia a rispettare le tempistiche dell’iter che a settembre dovrà portare una Registro unico nazionale del Terzo settore (Runts), terzo settore destinato a segnare una rivoluzione nel comparto.

La certificazione del primato trova conferma in una lettera del direttore generale del Ministero del Lavoro e del Welfare, Alessandro Lombardi, inviata il 9 aprile a tutte le regioni, in cui si sollecitano perentoriamente tutte le regioni italiane a fare i compiti casa, implicitamente complimentandosi con l’Abruzzo, unica regione adempiente.

Scrive Lombardi: “Si richiama l’attenzione sul fatto che finora non risulta pervenuto, fatta eccezione per la Regione Abruzzo, il report riguardante l’implementazione delle attività necessarie all’attivazione Registro unico nazionale del Terzo settore, per il quale la scadenza era prevista il 15 marzo”.

Il  Runts è la nuova piattaforma informatica centralizzata, con un censimento dettagliato e completo della natura, stato patrimoniale, competenze di ciascun soggetto che opera a favore delle persone fragili e nel campo della solidarietà, che sostituirà i registri regionali e metterà fine ad una jungla che ha negli anni comportato la dispersione delle già scarse risorse pubbliche, specie in zone d’ombra in cui come sempre si annida chi vuole speculare.

Una rivoluzione conferma ad Abruzzoweb l’assessore regionale della Lega, Pietro Quaresimale, che ha delega alle Politiche sociali.

“Il governo – spiega l’assessore – ha stanziato per la Regione Abruzzo 641mila euro per i passaggi tecnici per l’attivazione del registro. Noi ci siamo subito messi al lavoro, attribuendo a questa partita una priorità, e  siamo riusciti entro i termini ad inviare il report riepilogativo delle attività messe in campo con queste risorse, e necessarie a centrare l’obiettivo dell’attivazione a settembre prossimo”.

Il registro sarà istituito presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ma operativamente gestito su base territoriale e con modalità informatiche in collaborazione con ciascuna Regione.

Sostituirà i registri regionali, e dunque si rende ora necessario – a questo sono destinati i 641 mila euro menzionati da Quaresimale -, il passaggio della grande mole di dati alla nuova piattaforma informatica, ed anche per svolgere attività di formazione e assistenza tecnica degli operatori ed utenti.

“Merito dell’amministrazione regionale è di aver compreso che ci troviamo di fronte ad un cambiamento epocale in materia di terzo settore – spiega l’assessore -, strategico per dare risposte alle persone fragili.  Soprattutto in questo difficile periodo come ente regionale stiamo spendendo grande energia, si pensi alla recente delibera che ha stanziato 330mila euro a favore proprio del terzo settore, e ai 500 mila euro aggiuntivi a favore dei caregiver. Con il registro unico – aggiunge l’assessore – ci sarà più trasparenza ed efficienza, sarà più facile programmare la spesa per il sociale, con bandi mirati, con un quadro di interlocutori certo e affidabile. Voglio ringraziare per l’impegno e il buon risultato ottenuto, i collaboratori del Servizio Programmazione Sociale”.

Entrando nel dettaglio, possono iscriversi al Runts le organizzazioni di volontariato, le associazioni di promozione sociale, gli enti filantropici, le imprese sociali, incluse le cooperative sociali, le reti associative, le società di mutuo soccorso, le associazioni, riconosciute o non riconosciute, le fondazioni e gli altri enti di carattere privato diversi dalle società.

Senza l’iscrizione al registro, i soggetti del terzo settore non potranno più partecipare ai bandi pubblici, e soprattutto non potranno essere coinvolti in azioni di co-progettazione con gli enti pubblici, che rappresenta la nuova frontiera delle politiche sociali.

La piattaforma dialogherà con l’Agenzia delle Entrate, a garanzia di trasparenza, legalità e regolarità contributiva.

Ciascuna scheda  dovrà contenere l’atto costitutivo dell’ente, lo statuto, l’oggetto dell’attività di interesse generale, il codice fiscale o la partita Iva, il possesso della personalità giuridica e il relativo patrimonio minimo, le generalità dei soggetti che hanno la rappresentanza legale, le generalità dei soggetti che ricoprono cariche sociali con indicazione di poteri e limitazioni. Scatterà l’informativa anti-mafia quando gli enti superano per due esercizi consecutivi uno stato patrimoniale di 1,1 milioni di euro ed entrate di 2,2 milioni di euro, e se i dipendenti sono più di dodici.

 

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