RETE OSPEDALIERA: ALESSE, “MODIFICHE DANNEGGIANO STRUTTURE A DIREZIONE UNIVERSITA’ DELL’AQUILA”

24 Maggio 2021 11:24

L’AQUILA – “Pur apprezzando lo sforzo organizzativo generale e la logica che sottostà al processo di riorganizzazione, mi trovo a dissentire sulla maggior parte delle modifiche proposte rispetto all’assetto antecedente relativamente alle strutture a direzione universitaria”.

A bocciare la bozza della nuova rete ospedaliera abruzzese  che sta avviando il suo iter di approvazione in Regione, è il rettore dell’Università dell’Aquila Edoardo Alesse, in riferimento a quanto previsto per l’ospedale San Salvatore, che è clinicizzato, ovvero che vede la partecipazione nella gestione anche l’ateneo con la sua prestigiosa facoltà di Medicina. Contestando anche il coivolgimento dell’ateneo aquilano nella stesura della bozza.

“In qualità di Rettore pro tempore dell’Università degli Studi dell’Aquila, che è sede formativa per i Corsi di studio di Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e Protesi dentaria nonché per numerosi corsi di area sanitaria – spiega nella nota Alesse -, ho recentemente ricevuto tramite un contatto privato, pertanto al di fuori di ogni ufficialità, la bozza del documento intitolato ‘Reingegnerizzazione della governance sanitaria- Rete ospedaliera, ormai nella disponibilità di tutti i medici ospedalieri e universitari della regione Abruzzo”.

“Suppongo che questo documento sia il medesimo che mi è stato illustrato sommariamente il 26 aprile 2021 presso il Dipartimento Sanità a Pescara, alla presenza, per parte universitaria, del sottoscritto e dei proff. Macchiarelli e Mastropasqua.  Ho avuto modo di dedicare un po’ di tempo all’analisi di dettaglio della proposta in circolazione e pur soprassedendo sul metodo che ha portato alla sua elaborazione, inusuale e irrispettoso del contributo sostanziale che l’Università dell’Aquila offre alla sanità regionale, finanche apprezzando lo sforzo organizzativo generale e la logica che sottostà al processo di riorganizzazione, mi trovo a dissentire sulla maggior parte delle modifiche proposte rispetto all’assetto antecedente relativamente alle strutture a direzione universitaria”, aggiunge Alesse.

“Infatti quanto previsto nel suddetto documento molto spesso non sembra guidato da una logica di migliore funzionalità, non tiene in conto le esigenze dei territori né lo sforzo programmatico e gli investimenti fatti dall’Università dell’Aquila per garantire la migliore formazione possibile per i propri studenti e specializzandi e, di converso, il miglior servizio assistenziale per i cittadini.  Nella ferma convinzione che questa mia presa di posizione  a tutela della qualità del Corso di studio di Medicina e Chirurgia e più in generale di tutti i corsi di area sanitaria possa essere condivisa non solo della comunità accademica, ma dall’insieme delle persone e dei territori che riconoscono come valore  primario e imprescindibile la formazione medica di qualità e la salute dei cittadini, mi permetto  di trasmettere ai decisori politici l’appello, preoccupato, ma fermo e  deciso, di ripensare le scelte, auspicabilmente condividendole e non imponendole, ad un interlocutore autorevole e sempre collaborativo, quale è l’Università degli Studi dell’Aquila”, conclude Alesse.

 

 

 

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