RIABITARE CON L’ARTE: INAUGURATO AD OCRE LO SCAFFALE DELLA MEMORIA DELL’ARTISTA EGIZIANA HUDA LUFTI

30 Agosto 2021 11:19

L’AQUILA – Frammenti della quotidianità in forma di oggetti, elevati ad espressione artistica, per svelarne la vita nascosta, il significato intimo ma anche storico. Un eclettico archivio, che testimonia coralmente la memoria collettiva, la comprensione della cultura materiale, una riappropriazione del passato prossimo, che ha in sé una promessa di futuro.

Questo è il segno lasciato dall’artista egiziana Huda Lufti a San Panfilo d’Ocre, dove è stata celebrata l’inaugurazione dello Scaffale della memoria con la grande partecipazione degli abitanti, che hanno contribuito materialmente a realizzarlo, nella chiesa sconsacrata della Madonna dei Raccomandati.

Huda Lufti, 73enne docente dell’Università americana del Cairo, una delle figure intellettuali di maggior spicco in Egitto, è una dei 13 artisti coinvolti in “Riabitare con l’arte, residenze artistiche internazionali nell’Area Omogenea 8 del Cratere sismico 2009”.

Progetto realizzato da Carsa e con il sostegno dell’Usrc, l’Ufficio speciale per la ricostruzione del Cratere, che fino ad ottobre avrà come teatro i comuni di Barisciano, Fontecchio, Fossa ed Ocre, sostenitori del progetto, Acciano, Fagnano Alto, Poggio Picenze, San Demetrio ne’ Vestini, Sant’Eusanio Forconese, Tione degli Abruzzi e Villa Sant’Angelo, con protagonisti affermati artisti internazionali multidisciplinari, provenienti da Costa Rica, Argentina, Stati Uniti, Perù, Spagna, Germania, Egitto e Iran, di trovare nei borghi abruzzesi nuova ispirazione.

Dopo aver ringraziato una ad una le persone che hanno messo disposizione gli oggetti, prelevati in molti casi dalle abitazioni terremotate, e che hanno aiutato ad allestire lo Scaffale della memoria, Huda Lufti ha spiegato che “questa per me rappresenta un’esperienza importante. Ho vissuto per settimane in una terra meravigliosa, le persone di Ocre e degli altri paesi coinvolti nel progetto resteranno nel mio cuore. Ogni oggetto ha una storia che merita di essere raccontata, all’artista il compito di creare questo racconto, collocando gli oggetti, associandoli anche creando contrasti e occasioni di molteplici letture, ma alla fine è sempre lo sguardo dello spettatore che completa l’opera”.

Ha spiegato poi il sindaco di Ocre, Gianmatteo Riocci: “Questa giornata riassume in modo esemplare il significato e l’efficacia di Riabitare con l’arte: l’arrivo di Huda, la realizzazione dello Scaffale della memoria, hanno rappresentato l’occasione per restituire alla collettività uno spazio che era utilizzato solo come magazzino dopo il terremoto del 6 aprile 2009. L’arte, insomma, può essere anche recupero di spazi materiali”.

Lufti, a proposito del “ready made”, ovvero dell’oggetto di uso comune prelevato dal suo contesto quotidiano ed esposto come opera d’arte senza ulteriori interventi da parte dell’artista, che anche lo Scaffale della memoria ha di fatto messo in pratica, ha spiegato che Marcel Duchamp, grande artista francese, propose un orinatorio di porcellana datato e firmato, intitolato ‘La fontana’, per essere esposto in un museo, creando grande scandalo, e un vivace dibattito. Fu un gesto che aprì nuove prospettive all’arte di avanguardia, gli artisti si sentirono più liberi di ampliare i linguaggi, utilizzando anche oggetti di uso quotidiano, in Italia su questa linea di inserisce l’Arte povera, e anche in Egitto, da dove provengo, il ready made ha avuto una grande importanza”.

Prossima tappa di Riabitare con l’arte a  Barisciano il 3 settembre, per la presentazione dell’artista californiano Lewis deSoto che raccoglierà storie da parte dei residenti collegate a luoghi per loro speciali nel paesaggio. I luoghi indicati verranno fotografati, geolocalizzati e associati ad un testo.

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