RIABITARE CON L’ARTE, LA BELLEZZA CHE RICOSTRUISCE. “ORA ESTENDERLO IN ALTRI COMUNI CRATERE SISMICO”

DIBATTITO-CONVEGNO A FONTECCHIO SU BILANCIO E PROSPETTIVE PRIMA EDIZIONE PROGETTO  DI CARSA E USRC, CHE HA PORTATO SUL TERRITORIO  PER TRE MESI 13 ARTISTI INTERNAZIONALI PER INTERVENTI CHE HANNO COINVOLTO LE COMUNITÀ LOCALI. DI VINCENZO, "CULTURA FONDAMENTALE PER RENDERE ATTRATTIVI PAESI"

23 Ottobre 2021 10:22

L'Aquila: Cultura

FONTECCHIO  – “L’aspetto culturale è fondamentale, assieme ai servizi primari, per rendere attrattivi i nostri paesi, i territori delle aree interne, che sono già del ‘buon vivere’, perché hanno dalla loro parte la bellezza della  storia e della natura, e ora hanno bisogno della bellezza della socialità. Riabitare con l’arte ha percorso un pezzo di questa strada, con il coinvolgimento della popolazione locale, ed ora è un progetto che va sviluppato ed esteso”.

Questo il bilancio e la prospettiva di Riabitare con l’arte, nelle parole di Roberto Di Vincenzo, presidente di Carsa, soggetto realizzatore in collaborazione con l’Usrc, l’Ufficio speciale ricostruzione dei comuni del cratere 2009, del progetto sviluppato da luglio ad ottobre, nei  comuni aquilani dell’area omogenea 8 del cratere sismico 2009 Barisciano, Fontecchio, Fossa ed Ocre, sostenitori del progetto, e ancora ad Acciano, Fagnano Alto, Poggio Picenze, San Demetrio ne’ Vestini, Sant’Eusanio Forconese, Tione degli Abruzzi e Villa Sant’Angelo.  Protagonisti tredici artiste e artisti di spessore internazionale, arrivati da nove Paesi, che hanno coinvolto cittadini e turisti in laboratori, performance, ideazione e realizzazione di mosaici, murales, progetti video e fotografici, teatrali, artigianali, concettuali, in un dialogo intimo con il territorio, i suoi valori, le sue aspirazioni.

A tirare le somme dell’iniziativa e a definirne gli sviluppi futuri, nel convento di San Francesco di Fontecchio, oltre a Roberto Di Vincenzo, c’erano ieri Raffaello Fico, titolare dell’Usrc, Giovanni Legnini commissario straordinario ricostruzione post-sisma 2016, Roberto Santangelo, vice presidente del Consiglio regionale d’Abruzzo, Stefania Pezzopane, deputata, Rinaldo Tordera, presidente dell’Accademia delle belle Arti dell’Aquila, Pietro Barrera, segretario generale della fondazione Maxxi, Giovannino Anastasio, coordinatore dei sindaci del cratere 2009. I sindaci di Fontecchio, Sabrina Ciancone, di Barisciano, Fabrizio D’Alessandro, di Fossa, Fabrizio Boccabella e di Ocre, Gianmatteo Riocci.

In rappresentanza degli artisti protagonisti, Amirah Gazel del Costarica, in collegamento streaming, e Sebastian Alvarez, del Perù. E ancora Stefania Ziglio, mediatrice amministrative interculturale del progetto, Allison Delauer, direttrice  artistica, Silvia Di Gregorio, direttrice creativa.

A moderare Oscar Buonamano, giornalista e direttore editoriale Carsa.

“Nel cratere sismico, con la ricostruzione che avanza – ha detto Fico -, cominciamo ad avere ampia disponibilità di abitazioni, restaurate e sicure, il tema è oggi dunque quello della residenzialità, del concreto utilizzo, dei collanti che consentano di recuperare la socialità in questi paesi. Il progetto è nato da una intuizione di un californiano, Todd Brown, artista che vive ora a Fontecchio, ed stato realizzato con un budget molto basso, ma ha centrato pienamente l’obiettivo, ha creato accoglienza e scambio, reciproca contaminazione. Un progetto facilmente esportabile, e intendiamo farlo a cominciare da tutti i comuni del cratere 2009, ampliando le collaborazioni con le associazioni e gli artisti locali”.

Un progetto a cui guarda con molto interesse il commissario Legnini, sul fronte della ricostruzione del cratere del Centro Italia.

“Il senso di Riabitare con l’arte è anche l’affermare e incarnare il diritto alla bellezza, scolpito nell’articolo nove della Costituzione In Valle Roveto tra la fine ‘800 e inizio del ‘900 una scuola di artisti danesi decise di insediarsi a Civita D’Antino, scelto come borgo di riferimento per attrarre artisti da tutta Europa, per oltre trent’anni – ha ricordato Legnini -. Ora nel cratere 2016 stiamo cercando di animare una esperienza simile a quella del Maxxi dell’Aquila, nei borghi totalmente distrutti dal sisma, a cui va data una nuova ‘forma urbis’, una nuova anima. Mettendo insieme questi spunti di riflessione, si può attivare una importante progettualità, nella certezza che le risorse economiche ci sono, oltre a quelle a valere sui fondi Restart, ora anche sul fondo complementare del Pnrr, che ha però tempi strettissimi”.

A portare il saluto del Consiglio regionale, il vice presidente Santangelo: “la nostra regione deve recuperare molto sul fronte dell’attrattività turistica – ha detto Santangelo -. Ci sono ingenti risorse a valere sui fondi europei, ma servono progetti non viziati dal localismo, bensì rigorosamente di rete. L’arte trasmette emozioni e sentimenti, ma non si può prescindere dal dato identitario del territorio, abbiamo una ricchissima storia e tradizione da far interagire e dialogare con nuovi linguaggi e nuove espressioni artistiche”.

“Effettivamente un ‘buco’ è stato rappresentato dalla mancanza dell’Accademia in questo bellissimo progetto – ha evidenziato Tordera -. Ci ripromettiamo di essere protagonisti nel prosieguo, che immagino dovrà essere di respiro pluriennale. Abbiamo progetti da sviluppare non solo nella città dell’Aquila, ma anche nei comuni del cratere. Le belle arti, la cultura, sono il mare dei territori di montagna, mare che deve diventare anche strumento di economia”.

“Un’esperienza bellissima – ha detto Barrera -. Ammirato del lavoro che è stato fatto, dagli artisti, dai sindaci, da tutti gli organizzatori, dalle comunità. All’indomani del terremoto del Belice in Sicilia, intervenirono numerosi artisti con la realizzazione di opere, ma non è stato un progetto di successo, riuscito, perché è mancato il coinvolgimento delle comunità che non hanno vissuto quelle esperienze. Qui, lavorando in tempi stretti, si è scelta invece la strada giusta. Ora occorre studiare strategie nel lungo termine”.

La “padrona di casa”, il sindaco di Fontecchio Ciancone, ha ricordato che  “dietro la poesia che questo progetto ha espresso, c’è poi la prosa, il duro lavoro che è stato necessario, non è facile avviare una politica di crescita di un territorio che intenda puntare sulla cultura, non è facile far interagire linguaggi diversi, di altre culture e paesi, con quelli locali abitudinari, che sono più un rifugio, che un espressione di forza. Il percorso di partecipazione ha bisogno di costanza e metodo, altrimenti diventa retorica, diventa sterile”.

Il sindaco D’Alessandro ha aggiunto: “Confrontarci con artisti internazionali, è stata una esperienza importante, gli artisti sono stati ospitati in una abitazione privata, ristrutturata nel post-sisma e c’è stata una bellissima partecipazione della popolazione”.

Il sindaco di Fossa ha parlato di “un risultato importante. Fossa sconta annosi problemi nel processo di ricostruzione. Anche gli artisti venuti qui, con la loro energia ed entusiasmo, ci hanno dato ulteriore forza per vincere la battaglia, per ricostruire il nostro paese più bello di prima e pieno di vita”.

Ha aggiunto il sindaco di Ocre Riocci: “le artiste venute da noi sono riuscite ad entrare nel cuore degli abitanti, a coinvolgerli emotivamente. Si dice che la cultura sia un investimento economico, ma è soprattutto un valore intrinseco per le persone, in particolare in luoghi dove il tessuto sociale è stato stravolto al terremoto. Questo progetto ha lasciato qualcosa di concreto, ed è per questo che merita di essere sviluppato”.

Intenso l’intervento, in collegamento dal Costarica, di Amirah Gazel, che ha realizzato murales a San Panfilo d’Ocre .”Se  pensiamo all’arte evochiamo dipinti appesi al muro e musei dove le opere sono contemplate da un pubblico, ma l’arte è qualcosa di meno sacro, l’arte è ovunque, nelle case, negli abiti, negli oggetti, è anche il mostrare i limiti  dell’immaginazione umana. L’arte ci dice che le cose possono essere percepite diversamente da come normalmente ci appaiono. L’arte è partecipazione. Per me l’Abruzzo è stato davvero forte e gentile”.

Sebastian Alvarez, che ha preso casa a Fontecchio dove ha realizzato una grande luna in struttura geodetica con barre di carta di giornale riciclata,  innalzata da una gru sopra i tetti del paese, ha spiegato che, “sono qui, perché in questo luogo c’è più natura che cultura, siamo circondati dal monumentale, dal sublime, e io sono stanco delle aree metropolitane, dove c’è troppa cultura e poca natura, troppo futuro, troppi algoritmi, troppa arte a poca sostanza. Sarà in ogni caso la natura a dire quanto straordinarie saranno le cose che stiamo facendo. Per questo ho per ora deciso di venire a vivere a  Fontecchio”.

La parola è passata dunque allo staff organizzativo: Stefania Ziglio ha detto che “in pochi avrebbero creduto che in un periodo di post-lockdown si sarebbero potute realizzare residenze artistiche per tre mesi. L’obiettivo era di riscrivere l’immaginario dei luoghi, per raccontare quello che un territorio sta diventando, ora che si rimarginano le ferite profonde del terremoto. Questo è accaduto, i sono artisti vogliono tornare, altri già stanno vivendo qui. Riabitare con l’arte non è stato un progetto per le comunità, ma delle comunità”.

Anche Allison Delauer vive da oltre un anno a Fontecchio, nella frazione di San Pio, “Sono stata invitata qui da Todd Brown,  per vivere in questi luoghi, non solo per collaborare ad un progetto. Una buona scelta, ho subito sentito un legame profondo con questa terra. Abbiamo ora creato un ponte che consentirà a tanti artisti di venire qui, portando qualcosa di necessario alla vita di tutti, in termini di empatia e benessere”, questo un passaggio del suo intervento.

Infine Silvia Di Gregorio: “è stata un’esperienza densa di connessioni e relazioni. Sin dall’inizio la comunità non è stato un mero sfondo, tutto è stato studiato per rendere coinvolgente la proposta, per favorire la conoscenza diretta e reciproca. Come frenare lo spopolamento di paesi e villaggi, fenomeno di portata europea? Riabitare con l’arte ha portato residenze, saperi, conoscenze, sguardi aperture. Questa può essere una delle risposte”.

Ad individuare ulteriormente nuove prospettive il neo coordinatore dei sindaci Anastasio: “un progetto realizzato nelle aree più colpite dal terremoto del 2009. È quella che ne aveva forse più bisogno. Sarà importante replicarlo in tutti  i  comuni del cratere. Nostro compito sarà quello di trovare le risorse. Ma quello non è un problema, le risorse ci sono,  possiamo far leva sui Fondi restart. Il nostro ufficio potrà collaborare ad esempio a snellire le pratiche burocratiche, a dare un supporto amministrativo”.

Ha infine detto Stefania Pezzopane: “Quello che ho ascoltato e visto mi ha dato suggerimenti preziosi. Questa terra ha subito un trauma violento, ed è per questo che può avere ora un valore aggiunto rispetto altri territori. Le cose fatte qui, se ben fatte, funzionano molto di più che in altri posti. Qui la forza di reazione può creare uno spirito nuovo, può creare un inedito. Non è un caso ci siamo battuti, centrando l’obiettivo, per ottenere i fondi per la rinascita sociale e culturale oltre quelli, prioritari, per la ricostruzione delle nostre abitazioni. E Riabitare con l’arte ha interpretato al meglio questa opportunità”.

Hanno partecipato alla prima edizione di Riabitare con l’arte, l’artista argentino Bruno Morello e Amirah Gazel che hanno realizzato rispettivamente a Fossa e San Panfilo d’Ocre, murales assieme alla popolazione locale. Quello di Fossa mobile, realizzato su vecchie tavole e finestre, il secondo sulle pareti del map e all’ingresso della scuola. Martina Riescher da Monaco in Germania con il suo Hello world, Abruzzo  calling “, Gisela Weimann da Berlino in Germania con l’installazione “Cocci e pietre”; Angiola Bonanni da Madrid in  Spagna con ” voci nel paesaggio “, Michelle Wilson con il suo “rhinocero’s  Project ” dagli Stati Uniti, l’iraniano Mamhoud Saleh Mohammadi con “Love Is UniversAll “e   “SagrArt “, Jonathon Keats dagli  Stati Uniti  con la ” fontana della tolleranza”, Huda Lutfi dall’Egitto con il suo “scaffale della memoria”, la canadese Suzanne Sphai  con i suoi “tappeti di mosaico”, Sebastian Alvarez dal Perù con la performance ” la distanza della Luna”,  Louis Fantasia dagli Stati Uniti con la messa in scena delle opere di Shakespeare ambientate in Italia, Lewis deSoto dagli Usa che con il suo progetto fotografico e la sua tecnica particolarissima  è andato alla scoperta dei ” luoghi del cuore” degli abitanti.

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