RIAMMESSI IN SERVIZIO CON GLI ARRETRATI GLI ADDETTI EX AUCHAN DI PESCARA E CEPAGATTI: SENTENZA OK

17 Ottobre 2023 13:33

Pescara - Lavoro

PESCARA -Il Tribunale di Pescara ha riconosciuto l’illegittimità del comportamento tenuto da Margherita Distribuzione S.p.A. e della Società Maiora Srl che, nel Settembre 2020 sottoscrivevano accordi di cessione di ramo d’azienda con le Organizzazioni Sindacali Territoriali, per cui la sola Filcams CGIL di Pescara manifestò la propria contrarietà non firmando e contestando gli accordi stessi.

Gli accordi stabilivano, con criteri del tutto arbitrari, il transito dalla cessionaria Margherita Distribuzione S.p.A. (ex Auchan) alla cedente Maiora S.r.l di una sola parte del personale in forze nei due ipermercati ex Auchan di Pescara Aeroporto e Cepagatti (PE), lasciando fuori dall’operazione 140 lavoratori.

Subito dopo la firma degli accordi, la Filcams CGIL di Pescara, unitamente all’ Ufficio Vertenze  e Legali CGIL di Pescara, convocava in assemblea le lavoratrici e lavoratori esclusi, argomentando le motivazioni che avevano portato ad essere l’unica sigla sindacale a non aver firmato, esortando gli stessi a promuovere contenziosi per il diritto al passaggio negato ed offrendo loro piena assistenza legale.





Purtroppo molti dei lavoratori esclusi, in preda allo sconforto e disorientamento dovuto dall’incertezza, sotto la pressione di scadenze perentorie  hanno accettato le somme economiche a titolo di incentivo all’esodo proposte da Margherita Distribuzione S.p.A, rinunciando alla propria occupazione.

Solo gli undici lavoratori che hanno promosso il ricorso, assistiti dagli Avvocati dell’Ufficio Vertenze e Legali CGIL, Fiorella Dragani, Francesca Ramicone e Chiara Sabatini, dopo anni di calvario giudiziario, hanno vinto e visto riconosciuto il loro diritto al passaggio in Maiora Srl ed al pagamento dei tre anni di stipendio maturati dal 2020 al 2023.

In dirittura di arrivo dell’iter Giudiziario, le imprese cedenti e cessionarie, per limitare i danni di una imminente sentenza che si prospettava a loro sfavorevole, in data 1° Agosto 2023, dopo quasi tre anni di udienze,  hanno rimesso in servizio tutte le lavoratrici e lavoratori ancora in forza in Margherita Distribuzione, tuttavia senza il pagamento delle intere retribuzioni arretrate relative ai tre anni precedenti, retribuzioni che poi sono state riconosciute in giudizio per i soli ricorrenti assistiti e rappresentati dalla CGIL.

“Quanto contestato sin dal primo momento è stato accolto dal Giudice del Tribunale di Pescara che, in diversi stralci della stesura si è ricollegato, e ha fatto proprie, le motivazioni di altri Tribunali, tra cui la più significativa della Corte di Appello di Torino che in merito all’operazione sentenzia “non è configurabile come trasferimento di un (inesistente) ramo d’azienda, ma ha realizzato il trasferimento dell’intera Azienda, sia pure con una riduzione della superficie utilizzabile, e con una contestuale, massiccia, riduzione di personale, in palese violazione delle norme imperative dell’art. 2112 c.c. e della L.223/91 sui licenziamenti collettivi: le aziende condannate hanno progettato ed attuato una scorretta operazione (spezzatino), all’evidente scopo di eludere ed aggirare l’applicazione delle norme imperative poste a tutela dei lavoratori e delle condizioni di occupazione”





“Inoltre sempre nelle motivazioni in relazione all’accordo sindacale contestato trascrive “Quanto al merito del domandato trasferimento ex art.2112 c.c. alle dipendenze del cessionario, deve in primo luogo osservarsi che l’art.2112 c.c., nella parte in cui prevede la tutela della continuità dei rapporti di lavoro alle dipendenze del cessionario, reca una norma imperativa che non può essere derogata dall’accordo sindacale ex art.47 comma 4-bis L.428/1990 pure intervenuto nel caso di specie”

La Filcams CGIL Pescara e l’Ufficio Vertenze e Legali CGIL Pescara esprimono “forte soddisfazione per il risultato ottenuto e per l’ennesima ingiustizia scongiurata sulla pelle dei lavoratori. Una sentenza importante in continuità con altri Tribunali, che sancisce i diritti delle lavoratrici e lavoratori coinvolti e conferma come il raccordo continuo tra territorio e livello nazionale sia vincente. Riteniamo sia stata una vertenza complicata, caratterizzata da colpi di scena e delicate elaborazioni delle linee giudiziarie da seguire, che ha visto i nostri avvocati  Dragani, Ramicone e Sabatini, portare avanti una strategia legale vincente, che non ha potuto che ottenere l’accoglimento delle nostre ragioni!.

Contestualmente si esprime “il rammarico per la perdita di migliaia di posti di lavoro a livello nazionale a seguito dell’operazione denominata “Auchan/Conad”, che avrebbe potuto limitare la perdita di posti di lavoro, qualora ci fosse stato un concreto intervento di Conad con l’assorbimento dei lavoratori nei suoi numerosi punti vendita, almeno sul nostro territorio. Risulta inconcepibile come Conad, vero attore principale dell’intera operazione nazionale, che ha proceduto all’acquisizione del gruppo Auchan Retail Italia, abbia scaricato ad operatori terzi diversi punti vendita senza alcun intervento di ricollocazione nei suoi negozi del personale dichiarato in esubero”.

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