TITOLARE UFFICIO SPECIALE FICO A COMUNI, ''IN ATTESA TRASFERIMENTI DA ROMA, CONGELARE ANTICIPAZIONI 20 PER CENTO PER AVVIO LAVORI'; MONTA LA PREOCCUPAZIONE, 'IMPRESE GIA' IN DIFFICOLTA' PER CANTIERI FERMI PER EMERGENZA CORONAVIRUS''

RICOSTRUZIONE 2009: USRC ‘STOP PAGAMENTI’
IMPRESE, ‘BRUTTO SEGNALE IN CRISI COVID’

30 Marzo 2020 08:12

L’AQUILA – “Da una parte, il governo promette mari e monti per aiutare le imprese edili, anche quelle come la mia, impegnate nel cratere sismico 2009, colpite dall’emergenza coronaviurs. Dall’altra però l’Ufficio speciale invita i Comuni a congelare le anticipazioni per l’avvio lavori di ricostruzione, che pure sono previste dalla legge, visto che a Roma, a quanto pare hanno bloccato l’erogazione dei fondi. Davvero un pessimo segnale…”.

In piena emergenza coronaviurs, trattiene a malapena la rabbia, un imprenditore edile aquilano, impegnato nella ricostruzione post sisma, e che vuole rimanere anonimo. Esprimendo ad Abruzzoweb, a pochi giorni dalla ricorrenza degli 11 anni dal sisma del 6 aprile 2009, la preoccupazione sua e di tanti suoi colleghi, dopo aver letto la circolare del 26 marzo dell’Ufficio speciale della ricostruzione dei comuni del cratere, (Usrc), a firma del titolare Raffaello Fico.

In essa si invitano i 56 Comuni del cratere abruzzese, e i 108 Comuni fuori cratere, a frenare nell'erogazione delle somme in anticipazione sulla esecuzione dei lavori secondo quanto previsto dalla legge 45 del 2017, pari al 20 per cento dell’importo complessivo del contributo concesso. Fico invita ad escludere dalla possibilità,  quei cantieri per i quali, “pur in presenza di una formale comunicazione di inizio lavori, le lavorazioni siano di fatto sospese o in fase di sospensione, ciò al fine di garantire la dovuta disponibilità per quei cantieri che abbiano diritto alla corresponsione delle somme già maturate”.

Questo a causa “dell’attuale contingenza e le condizioni di assoluta eccezionalità in cui ci troviamo”, con riferimento ovviamente al blocco imposto dal decreto del premier Giuseppe Conte del 22 marzo, a tutte quelle attività produttive e opere pubbliche non strettamente strategiche e indispensabili. Ma i lavori, va detto, nei cantieri della ricostruzione, si erano già fermati prima, per opportunità, per l’oggettiva difficoltà di garantire misure di sicurezza e per evitare il contagio delle maestranze.

Ciò che però desta ancora più allarme è che Fico in un passaggio della lettera rivela ai sindaci che “ad oggi, il trasferimento delle somme richieste dallo scrivente Ufficio per la ricostruzione privata, a copertura del fabbisogno evidenziato, non sono state ancora trasferite, per cui sta operando attualmente in regime di anticipazione di cassa su fondi destinati ad altre tipologie di spesa”.

A lanciare l’allarme su questa vicenda, è stato anche il vicepresidente del consiglio regionale, Roberto Santangelo, aquilano, per quello che resta un pessimo segnale, la prova che, evidentemente, le casse dell’Usrc sono vuote e tocca tirare la cinghia. 

In quanto, questo l’atroce sospetto, a Roma Fabrizio Curcio, coordinatore della Struttura di missione per la ricostruzione 2009 della Presidenza del Consiglio, che ha la chiave della cassa, ha cominciato a chiudere i rubinetti.

Segnale che va nella direzione opposta rispetto al sostegno promesso dal Governo al settore dell’edilizia, che rischia il tracollo, come buona parte delle attività produttive italiane, a causa dell’emergenza coronavirus.

Del resto il primo a mostrare preoccupazioni per le sorti della ricostruzione post-sisma 2009, nel mutato e drammatico scenario, è stato il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, e d anche il presidente provinciale dell’Ance, Alfonso Cicchetti.

Tenuto conto che proprio ora si doveva andare a battere cassa al Governo, per ottenere gli ultimi 4 miliardi per completare l’immane opera entro i prossimi tre o quattro anni.

“Ogni anno si registra un ritardo nel trasferimento dei fondi delle anticipazioni di alcuni mesi – spiega l’imprenditore – e quindi gli uffici vanno in sofferenza. Ora però e' diverso. C'e' il dubbio che non si tratti dei soliti ritardi. E soprattutto siamo in una contingenza già difficilissima, e dunque semmai si doveva accellerare. Con la circolare di Fico accadrà che alle imprese verrà inibita la facoltà di mettere a fattura questa anticipazione del 20 per cento a valere sull'intero contributo. Che è una somma di vitale importanza per le imprese, perchè rappresenta una preziosa liquidità di cassa per pagare gli operai, i fornitori e quant'altro”.

“Peraltro – incalza l’imprenditore – non si riesce a capire come questa inibizione della procedura sia possibile, visto che va in contrasto con una norma di legge, legge. E dubito che i Comuni potranno trasgredirla, se non a rischio di esporsi a contenziosi. Ottenere quel 20 per cento è un diritto, non una gentile concessione. E questo stop creerà problemi alle imprese che a breve torneranno ad aprire nuovi cantieri”.

Anche Santangelo si pone l’inquietante interrogativo:

“Quello che deve preoccupare – scrive in una nota – è il coronavirus e le sue ripercussioni sociali ed economiche ad esso legate o che le casse dell'Ufficio Speciale per la Ricostruzione dei Comuni del Cratere sono vuote?”. 

“Se da una parte appare comprensibile una gestione oculata degli attuali esigui fondi destinati agli interventi della ricostruzione post sisma 2009, richiamando ad una maggiore attenzione da parte degli Enti preposti all'erogazione, dall'altra si deve garantire la continuità dei flussi economici verso quei soggetti che abbiano diritto ad un immediato trasferimento di risorse sulla base degli stati di lavorazione già eseguite – aggiunge Santangelo – “Sono stati sollecitati trasferimenti urgenti di somme al Mef e per i quali siamo ancora in attesa di una risposta. Se i tempi si dovessero protrarre ulteriormente i Comuni del cratere non potranno pagare le ditte, i professionisti e i presidenti dei consorzi che hanno presentato le richieste di liquidazione degli stati di avanzamento lavori creando di fatto un corto circuito”.

E conclude: “Siamo pronti a sostenere i Comuni del cratere con ogni forma di mobilitazione politica a tutti i livelli affinché si superi questa situazione di impasse in un momento in cui le ditte e le professioni sono ferme e hanno necessità di liquidità.”

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