BANDO DELLA DISCORDIA DI AIELLI PER 23 CONSULENTI, SCELTI I COORDINATORI

RICOSTRUZIONE: ECCO I 7 SUPER-ESPERTI, A LORO 72 MILA EURO, NESSUN AQUILANO

di Pierluigi Biondi

18 Aprile 2013 08:09

L’AQUILA – Non c’è neanche un aquilano e nemmeno un abruzzese tra i primi super-consulenti scelti dal direttore dell’Ufficio speciale per la ricostruzione dell’Aquila, Paolo Aielli, che sta costituendo un maxi staff che, a pieno regime, costerà oltre un milione di euro.

Un esercito personale che in totale sarà formato da 23 professionisti tra ingegneri, architetti, geologi, geometri, i cui compensi lordi supereranno complessivamente 1,1 milioni di euro.

Al momento ne sono stati designati sette, che saranno assegnati “all’espletamento di istruttorie di particolare necessità”.

Si tratta di Maurizio Ferrini (62 anni), nato a Firenze, Carmenzo Miozzi (39), nato a Campobasso, Roberto De Marco (66), nato a Roma, Alberto Cherubini (67), nato a Roma, Vincenzo Petrini (73), nato a Milano, Paolo Angeletti (67), nato a Terni, e Georg Josef Frisch (46), nato a Brunico.

Sono stati valutati come migliori tra i 135 che avevano fatto domanda e riceveranno un compenso lordo di 6 mila euro al mese.

Oltre alla provenienza geografica, colpisce l’età media, certamente non in linea con la volontà manifestata più volte dal ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca di destinare agli uffici impegnati nella ricostruzione dell’Aquila “giovani determinati e preparati” e, soprattutto, “provenienti dal territorio”.




Una circostanza che certamente alimenterà nuove polemiche, come quelle divampate all’indomani della pubblicazione del bando per il reclutamento degli esperti sul sito internet del Comune dell’Aquila.

Un avviso inserito tra le maglie del portale istituzionale e non facilmente rintracciabile, tanto che sulla bacheca Facebook del sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, si erano scatenate le ironie: “ci vuole un hacker per trovarlo”, era stato uno dei post pubblicati, cui avevano fatto eco altri più duri, come quello che sosteneva che “non si è voluto far sapere e questo fatto è serio”.

Lo stesso primo cittadino del capoluogo, proprio rispondendo alle accuse sul social network, era caduto dalle nuvole: “mi spiega di cosa sta parlando?” aveva replicato a un “amico” di Facebook, a far intendere di non saperne nulla.

Posizione ribadita in una nota firmata dall’amministrazione comunale: “gli avvisisono stati emanati dal titolare della struttura che, come noto, non appartiene all’organigramma del Comune dell’Aquila”.

Ma Aielli, che non è sembrato curarsi molto dell’infuocato dibattito, ha seraficamente replicato: “Cialente lo sapeva, così come gli altri sindaci del ‘cratere’, ne ho parlato in almeno tre occasioni”.

La pattuglia dei 23 fedelissimi andrà a rimpolpare l’organico di cui già dispone Aielli, formato da altre 50 persone, di cui 25 a tempo indeterminato scelti attraverso il “concorsone” e altrettanti con il “concorsino”, che resteranno in servizio per tre anni.

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