TAGLIO COSTI: SCOMPARE SGE, VIA VICE COMMISSARI;ALBI DITTI IN PREFETTURA
SPESE PER L'EMERGENZA CONFERMATE, RIMANE IL CAS, DOCUMENTI SUL WEB

RICOSTRUZIONE: LA RICETTA DI BARCA, DOMANI LA PRIMA DI MONTI ALL’AQUILA

di Alberto Orsini

16 Marzo 2012 10:30

L’AQUILA – “Fluidità e cooperazione rafforzate per lavorare con voi”: questa la promessa del ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca ai sindaci del “cratere” nel corso del vertice di palazzo Silone con il commissario delegato, Gianni Chiodi, e la governance della ricostruzione. E domani è attesa nel capoluogo la prima visita ufficiale del premier, Mario Monti.

Un vertice che ha sancito tre addii importanti a strutture e figure ormai storiche nel post terremoto: la Struttura per la gestione dell’emergenza, che sarà eliminata, e i due vice commissari per l’assistenza alla popolazione e la tutela dei beni culturali, Antonio Cicchetti e Luciano Marchetti, che decadranno mentre le loro competenze passeranno al commissario, anche se le soprintendenze dovranno dotarsi di un ufficio ricostruzione.

Per il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, è scaduta anche l’ora del commissario, “entro 100 giorni andrà via”, ma Chiodi successivamente è stato più vago.

Questi e tutti gli altri provvedimenti saranno contenuti in un’ordinanza che uscirà “la prossima settimana”, come assicurato dal ministro.

Tra le altre novità, albi delle ditte certificate, le cosiddette “white list”, liste bianche che diventeranno obbligatorie anche per la ricostruzione privata, una scelta minima di cinque progetti prima di affidare ai lavori, sanzioni per i ritardi.

Confermata la filiera tecnica, fissati i tempi: entro aprile saranno autorizzati i lavori per tutte le pratiche “E” presentate entro il 31 agosto del 2011, entro il prossimo agosto tutte le altre relative alla periferia.

Quanto alle spese per l’emergenza, Barca ha assicurato che “saranno confermate” e che “il contributo di autonoma sistemazione non verrà tagliato”.

Ancora, le macerie pubbliche, 800 mila tonnellate su un totale di 4 milioni, saranno raccolte tutte entro il 2012, un passaggio sul ritiro della notifica Ue per la zona franca, “troppo lenta” secondo Barca rispetto al “de minimis”.

L'”inviato speciale” del governo Monti ha quindi declinato le tre parole d’ordine per la ricostruzione: “semplificazione, rigore e trasparenza”. 

SEMPLIFICAZIONE

Semplificazione, rigore e trasparenza: sono queste le parole chiave per garantire una ricostruzione veloce e di qualità secondo il ministro.

Questi concetti, secondo Barca “si tradurranno in un provvedimento base per accelerare la ricostruzione”, un’ordinanza prevista “per la settimana prossima”.

Quindi la “semplificazione della struttura commissariale, attraverso la soppressione della Struttura per la gestione dell’emergenza”, inoltre “è considerata esaurita la funzione dei due vice commissari”; le due deleghe di Luciano Marchetti e Antonio Cicchetti, “beni culturali ed emergenza, sono funzioni che passeranno direttamente al commissario”.

In vista tagli per i costi della governance. Sarà “soppresso il consulente legislativo, il comitato scientifico verrà ridotto, saranno istituiti uffici tecnici comprensoriali per l’esame delle pratiche dei Comuni”, che saranno strutturati secondo il perimetro delle rispettive aree omogenee.

Il tutto “per un veloce ritorno alla normalità” prevedendo anche un “rinnovo della filiera, per avviare appena possibile i lavori nei centri storici”.

RIGORE

“Il rigore è importante – ha spiegato Barca – l’Italia ha investito tanto, per la ricostruzione sono già stati erogati 2 miliardi, altri 5,7 sono in arrivo”.

Per garantire una gestione corretta di queste risorse verranno adottate tre decisioni: primo “l’istituzione di un albo in prefettura delle ditte edili per prevenire infiltrazioni, per garantire principi di trasparenza e non discriminazione”, secondo “nell’affidamento dei lavori bisognerà scegliere tra almeno cinque alternative”, terzo “garantire che i lavori siano eseguiti nei tempi stabiliti, prevedendo sanzioni per chi ritarda”.

TRASPARENZA

Tutti i dati e le cifre sul web: è questa l’altra promessa di Barca.

“Bisogna rafforzare la comunicazione ai cittadini, spiegano le previsioni, quanto verrà spero e in quali anni”.

“Chiunque può entrare nel mio sito e scaricare la relazione – ha proseguito – con open data e non con tabelle come 20 anni fa”.

I TEMI


MACERIE: “ENTRO IL 2012 RIMOSSE TUTTE QUELLE PUBBLICHE”

Barca ha affrontato anche il tema spinoso della rimozione delle macerie. “Non è vero che siamo a zero – ha detto – Se la stima prudente è di 4 milioni di tonnellate, la parte pubblica e spostabile è di 800 mila tonnellate, mentre quella privata verrà spostata solo man mano che partono i lavori”.

“Il 38 per cento della parte pubblica è stato smaltito – ha aggiunto – è diverso che dire stiamo a zero. È vero, è una minoranza, ma la gran parte di questo 38 per cento è stato raccolto negli ultimi tre mesi”.

“Entro la fine del 2012 la parte pubblica sarà esaurita”, la promessa.

I CINQUE PROGETTI: “BISOGNA INTRODURRE CONCORRENZA”

Sull’alternativa di cinque progetti prima dell’affidamento dei lavori che sarà introdotta di qui in avanti senza toccare le procedure già concluse, Chiodi ha lasciato capire che potrebbe non riguardare i centri storici.

“In quel caso – ha spiegato – si ritiene che sia un po’ più trasparente e concorrenziale il procedimento e che ci sia la necessità che i consorzi si dotino di proposte da confrontare e le assemblee decideranno”.

Barca non è sceso nel pratico: “Il ministro scrive il principio, non la declinazione operativa, e il principio è che si debba introdurre concorrenza”, ha tagliato corto.

PIANI DI RICOSTRUZIONE, “C’È TEMPO PER LE INTESE”

Stimolato a parlare di piani di ricostruzione, il ministro ha premesso che “non si ritiene di dover modificare il loro ‘disegno’. Quanto ai ritardi, non sono ancora maturati i tempi per cui si debba avere l’intesa, tranne che in un caso (“quello di Barete”, ha ricordato Chiodi, ndr). L’intesa, adesso, non costituisce un limite alla ricostruzione”.

Sulle ipotesi di stima finanziaria, per il ministro “quello che importa ai fini della disponibilità di risorse nel prossimo triennio è quello che deriva da quanti e quali di quegli interventi si deciderà di avviare e dall’attività della filiera, che è stata appena riconfermata”.

Sul piano dell’Aquila Chiodi ha snocciolato i tempi. “È stato adottato – ha detto – ora c’è una fase di osservazioni dei cittadini, che scade oggi. Successivamente si deve convocare la conferenza dei servizi entro 10 giorni, dando 5 giorni di tempo dalla convocazione. Sono questioni già regolate”.

“Dopo la conferenza – ha ricordato – c’è il pronunciamento dell’intesa da parte della Provincia che ha competenza sulle materie urbanistiche, e questo fu voluto con forza dall’allora presidente, Stefania Pezzopane”.

“Non è un problema di qualità – ha assicurato Chiodi – non porrò un problema di qualità perché è la comunità che la sceglie attraverso i suoi organi. La mia vigilanza riguarderà il rispetto della procedura, se non fosse corretta avremmo problemi nell’erogazione dei fondi, e le risorse”.

CHIODI A CIALENTE: “NON PARTECIPO A CONFERENZE SERVIZI”

Il commissario ne ha approfittato anche per rispondere alle legnate arrivate nei giorni scorsi dal sindaco Cialente sulla sua assenza del commissario ad alcune conferenze di servizi.

“Era una pre-conferenza, non so come definirla – ha detto Chiodi – ma io non sono tenuto a partecipare, do solo l’intesa nel momento in cui tutti sono d’accordo. I Comuni che si sono avvalsi della Stm vedranno la presenza nelle conferenze di servizi, quelli che non se ne sono avvalsi no. L’Aquila lo ha deliberato il Consiglio comunale.

BENI CULTURALI: “UFFICIO RICOSTRUZIONE ALLA SOPRINTENDENZA”

Che succederà ai beni culturali dopo l’addio di Marchetti? Ha risposto Chiodi. “Barca interesserà il ministro dei Beni culturali, la soluzione nell’ottica del ritorno alla normalità non può che essere che ci sia da parte delle soprintendenze un ufficio o struttura esclusivamente dedicato a seguire le vicende del terremoto”.

ZONA FRANCA: “RITIRO PER ITER TROPPO LENTO”

Interrogato sul ritiro della notifica alla Ue della richiesta di zona franca urbana e della concessione degli aiuti in regime de minimis, Barca ha spiegato che “il governo ha deciso di rendere indipendenti i due percorsi, per la Zfu vorrebbe troppo tempo e così abbiamo slegato le due procedure perché il ‘cratere’ ha bisogno subito”.

INFILTRAZIONI: LE WHITE LIST SARANNO OBBLIGATORIE

Sul tema delle infiltrazioni a snocciolare le cifre è stato il prefetto Giovanna Iurato.

“Abbiamo monitorato 4 mila aziende, 20 sono risultate colluse, per loro il provvedimento d’interdizione ha comportato la decadenza dall’appalto. Sono 80 invece i provvedimenti atipici legati a perplessità. È un potere ampiamente discrezionale, non c’è bisogno di condanna o rinvio a giudizio, lo esprimo e basta. Lunedì, tra l’altro, avrò un incontro con prefetti nazionali per uniformare la valutazione”.

Questo per il pubblico, “per il privato ci sono le linee guida. In più faccio accessi ai cantieri privati, ne ho fatti 35 in un anno con il gruppo interforze di cui dispongo”.

“Da quando sono state attivate le white list ho ricevuto solo 30 richieste – ha ammesso il prefetto – il cittadino costruttore non è interessato”. “Ma ora diventerà obbligatorio, questa è la novità”, ha concluso Chiodi mentre Barca annuiva.

LAVORATORI SGE: “CHE FINE FAREMO?”

“Noi 59 collaboratori della Struttura per la Gestione dell’Emergenza, assunti tramite ‘selezione pubblica di personale particolarmente qualificato’ dal Dipartimento della Protezione Civile Nazionale nell’ambito dell’emergenza Abruzzo, sin dai primi mesi successivi al sisma, chiediamo, in relazione a quanto affermato pubblicamente dal Ministro Barca, circa la soppressione della Sge di poter essere parte integrante della struttura commissariale riorganizzata”.

Inizia così una nota dei collaboratori della Struttura per la gestione dell’emergenza preoccupati per il loro futuro occupazionale.

“Consapevoli che l’esperienza di quasi tre anni di lavoro al servizio dell’intero cratere e non solo, svolgendo attività sovraordinate e di raccordo, non può andare persa e frammentata, riteniamo di aver maturato il pieno diritto a continuare ad affiancare l’attività governativa soprattutto a sostegno della ripresa del nostro territorio, anche in relazione alle nostre specifiche professionalità”.

“Confidiamo in una risoluzione giusta e vantaggiosa, che tenga conto del merito e del lavoro svolto, secondo criteri di efficacia, efficienza e trasparenza”.

CIALENTE: ”TRA 100 GIORNI FINE COMMISSARIAMENTO”

“Al massimo tra 100 giorni torna la normalità con la fine del commissariamento”.

Lo ha detto il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, facendo il bilancio all’uscita del vertice.

“Sparisce subito la Sge e finiscono i vice commissariamenti – ha aggiunto – l’assistenza alla popolazione passa tutta al Comune, ognuno sarà responsabile e finisce la confusione”.

Finalmente, ha affermato il primo cittadino “sarà chiaro chi fa che cosa”. (alb.or.)

IL RITORNO DI BARCA ALL’AQUILA

Il ministro della Coesione territoriale Fabrizio Barca, è arrivato intorno alle 10 all’Aquila dove a Palazzo Silone ha incontrato vertici abruzzesi per individuare la nuova governance sul prosieguo della ricostruzione dopo il terremoto del 6 aprile 2009.

L’inviato di Monti prima ha incontrato il commissario straordinario nonché presidente della Regione, Gianni Chiodi, poi il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, insieme agli altri sindaci del cratere sismico, e poi il presidente della Provincia, Antonio Del Corvo.

Domani sabato 17 marzo il Governo sarà in Abruzzo per parlare di strategie di sviluppo nei territori terremotati, alla luce dei dati preliminari emersi nell’ambito dello studio Ocse-Universita’ di Groningen tuttora in corso.

Il presidente del Consiglio Mario Monti interverrà al Forum promosso dall’Organizzazione per la cooperazione dello sviluppo economico e dall’Ateneo olandese, nel quadro del progetto “Abruzzo verso il 2030: sulle ali dell’Aquila”. Tale progetto è finanziato dal Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica (Programma Operativo Nazionale Governance e Assistenza Tecnica  Fesr 2007-2013) e dal Comitato Abruzzo (Confindustria, Cgil, Cisl e UIl).

I lavori, in programma a partire dalle ore 9.00, presso i Laboratori Nazionali del Gran Sasso ad Assergi (L’Aquila), saranno presieduti dal Ministro per la coesione territoriale Fabrizio Barca, nella sua funzione di punto di contatto del Governo per le iniziative volte allo sviluppo e alla ricostruzione della città dell’Aquila. Parteciperanno anche il Ministro dell’interno Anna Maria Cancellieri e il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, Francesco Profumo.

Il Forum ha l’obiettivo di incoraggiare il dibattito tra cittadini, imprese e istituzioni sulle priorità per una strategia integrata di crescita e sviluppo sostenibile della regione Abruzzo, sul ruolo della città dell’Aquila colpita dal terremoto del 2009 e sulle possibili linee guida per l’attuazione di tale strategia, come emergono dai risultati preliminari del lavoro svolto dal team OCSE-Universita’ di Groningen.

Il Seminario rappresenta inoltre un’opportunità per condividere le esperienze con regioni di altri Paesi che hanno affrontato, o si trovano tuttora ad affrontare, sfide simili di sviluppo a seguito di una calamità naturale.

Al termine dell’incontro, alle 19.00, il presidente Monti incontrerà la stampa presso gli stessi Laboratori Nazionali del Gran Sasso.

GLI ALTRI APPUNTAMENTI DI BARCA

Alle 15, presso il Ridotto del teatro comunale,il dibattito aperto dal titolo “Il gruppo di ricerca Ocse-Università di Groningen ha incontrato la città dell’Aquila, aspettando il Forum”, dove verranno raccolte le istanze dei cittadini, delle parti sociali e delle associazioni di categoria.

A Barca, nei giorni scorsi, era arrivata la richiesta di un confronto da parte dell’assemblea cittadina di piazza Duomo, dai tempi stretti dettati dall’agenda dei lavori è in dubbio il fatto che il ministro si possa recare nel tendone per ascoltare le proposte del comitato.

Domani, invece, ai laboratori del Gran Sasso dell’Istituto nazionale di fisica nucleare, è previsto il forum “Abruzzo verso il 2030: sulle ali dell’Aquila”. In discussione il documento predisposto dall’Ocse e dall’Università di Groningen in collaborazione con il Comitato Abruzzo composto da Confindustria, Cgil, Cisl e Uil.

È la seconda volta che Barca viene all’Aquila, dopo una prima ricognizione in città per parlare con gli attori istituzionali della governance. Il ministro ha voluto conoscere cifre, dati, strategie, ma soprattutto ha chiesto che venissero evidenziate le criticità della ricostruzione: sia quella legata alle “E” della periferia sia quella relativa ai centri storici.

I numeri che la Struttura tecnica di missione fornirà al membro dell’esecutivo nazionale rivelano che per i piani di ricostruzione dei 56 Comuni del “cratere” si stima un costo di 3,33 miliardi di euro, cui vanno aggiunti i 6 previsti per quello dell’Aquila e delle frazioni. 

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