RICOSTRUZIONE L’AQUILA: ANCE, ”CON COMMERCIANTI PER EVITARE DISAGI CANTIERI”

17 Giugno 2019 17:44

L'AQUILA – “Se stiamo discutendo di coesistenza tra cantieri e attività che tornano in centro, vuol dire che la rinascita è già cominciata. Questo non può che farci affrontare il problema con lo spirito positivo di chi ormai ha lo sguardo rivolto in avanti e cerca soluzioni, non polemiche o scontri tra categorie”. 

Interviene così il presidente Adolfo Cicchetti sulle difficoltà manifestate nelle ultime settimane dai commercianti del centro storico, e afferma che Ance L’Aquila è a disposizione per qualsiasi utile strategia che permetta agli operatori commerciali, agli uffici e a tutti i residenti e utilizzatori del centro di veder attenuare gli effetti della ricostruzione materiale: rumori, traffico, polveri, ingombri. 

“Appare, tuttavia, persino banale ribadire che il lavoro del cantiere, non è un lavoro da poter svolgere in punta di piedi e la presenza di mezzi pesanti e strumenti e maestranze che si muovono, per quanto possa gestirsi in un coordinamento virtuoso, non sarà mai una presenza discreta”, aggiunge.




“Comprendiamo le difficoltà degli operatori del commercio a cui va tutta la nostra solidarietà e stima per la forza d’animo con cui hanno puntato sulla rinascita e siamo convinti che riusciremo a trovare insieme la soluzione, sotto il coordinamento dell’Assessora Carla Mannetti con cui un incontro operativo è già stato programmato per il prossimo giovedì 20 giugno.
Non si può, però, parlare oggi dell’attività di cantiere come di un ospite sgradito del centro – sottolinea il presidente Ance  – perché senza cantieri non ci sarebbero nemmeno i negozi, le case e gli uffici oggi riconsegnati”.

“Anche noi, come operatori edili subiamo gli stessi problemi di interferenza tra cantieri, nonostante numerose contromisure già adottate per attenuare gli effetti della inevitabile compresenza spiega Cicchetti nel ricordare che  mai una ricostruzione post sismica si era svolta in un centro urbano di impianto storico, denso di abitazioni e monumenti fragili e carente di parcheggi ed aree di deposito.  Questo crea anche questioni di sicurezza per le maestranze oltre che difficoltà di movimenti di mezzi e di approvvigionamento di materiali”. 

“Stiamo facendo il possibile per riconsegnare le opere a regola d’arte e in tempi celeri, proteggere nel contempo la salute dei nostri operai e la vivibilità delle strade riconsegnate. Un puzzle difficile da comporre, considerata la situazione inedita in cui ci muoviamo, in cui ogni soluzione è da inventare caso per caso e non esiste programmazione a prova di contrattempo né a prova di seccatura, in un cratere della nostra portata. A tutti noi è richiesto quindi l’ultimo sforzo a denti stretti, per farcela insieme”, conclude.

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