RICOSTRUZIONE: PRIMO CANTIERE A ONNA, ”DOV’ERA E MEGLIO DI COM’ERA”

Autore dell'articolo: Filippo Tronca

2 Ottobre 2015 08:08

L'AQUILA – Sarà un bel giorno quando le gru svetteranno tra le macerie della frazione aquilana di Onna, a 6 anni e mezzo dal terremoto che qui ha mietuto 41 vittime. Un giorno, però, più vicino grazie all'inizio dei lavori nell'aggregato di via degli Oppieti.

A pochi metri dalla chiesa di San Pietro Apostolo, i cui lavori di restauro si sono appena conclusi, grazie ai 3 milioni di euro donati dalla Germania, chiesa inaugurata alla presenza del sottosegretario di Stato tedesco Gunther Adler.

E dopo la chiesa, è il turno finalmente le prime case. Al microfono di AbruzzoWeb Paolo Tella, presidente del consorzio L'Aquila 2009, che riunisce le ditte esecutrici, spiega i dettagli dell'intervento, che avrà un costo di 1,5 milioni di euro, e l'obiettivo di restituire entro massimo 2 anni case sicure ed energeticamente sostenibili, a una decina di famiglie che ora vivono nel villaggio di moduli abitativi provvisori (Map), dall'altra parte del paese.

“Sgomberata l'area dalle macerie, avendo cura di recuperare tutti gli elementi di pregio abbiamo scavato per arrivare al piano di fondazione – spiega Tella – Qui era crollato tutto e, dunque, l'aggregato sarà ricostruito ex novo. La progettazione, però, è stata accompagnata da uno studio storico e architettonico, e il nuovo edificio, seppure ricostruito in cemento armato, manterrà la sagoma e le caratteristiche di quello preesistente”.

Del resto, secondo gli esperti, non avrebbe avuto senso recuperare e riutilizzare il vecchio materiale lapideo, friabile e di scarso valore. Una delle cause dei disastrosi crolli di Onna. A dimora saranno ricollocate solo le pietre nobili, anche scolpite con antiche effigi, che facevano bella mostra di sè sopra le porte d'ingresso.

Quello che Tella tiene a sottolineare è, in particolare, il carattere di laboratorio di edilizia sostenibile di questo cantiere.





“L'aggregato sarà ricostruito secondo la filosofia del 'dov'era ma meglio di com'era' – assicura – Le case saranno a massima sicurezza sismica, perché mai più dovrà verificarsi un'altra tragedia come quella del 6 aprile 2009, grazie all'armatura del cemento, all'alleggerimento dei tetti, e a tutte le altre tecniche, scelte architettoniche e accorgimenti antisismici oramai rodati”.

Inoltre, gli spazi interni sono stati ripensati rispetto al loro vecchio assetto tipico delle abitazioni contadine: gli ambienti saranno più ampi, funzionali, luminosi e accessibili, in particolare per le persone anziane.

“Le pareti saranno coibentate – aggiunge Tella – le finestre dotate di doppi vetri. I riscaldamenti saranno a pavimento e così sarà minimizzata la dispersione termica e abbattuto anche il costo delle bollette”.

Seppure con 3 anni di ritardo rispetto a un cronoprogramma forse troppo ottimistico, redatto dal Comune nel 2011, il cantiere segnerà la ricostruzione del centro storico di Onna, regolato dal piano di ricostruzione dal costo complessivo di 72 milioni di euro, di cui 67 per la ricostruzione privata e i rimanenti 5 per quella pubblica, realizzato dallo studio Schaller di Colonia, in collaborazione con lo studio Mar di Venezia, grazie a un finanziamento della Repubblica federale di Germania stanziato per il tramite dell'Ambasciata tedesca a Roma.

“Sono ottimista e ritengo che Onna potrà essere ricostruita in pochi anni – assicura Tella – L'area Sud, intorno alla chiesa, in 4 anni potrà essere conclusa, visto che a breve partiranno i lavori in altri tre aggregati. Sempre che se non ci saranno intoppi burocratici, e se saranno garantite negli anni le risorse economiche”.

“Quello che ci spinge a fare presto e bene – conclude Tella – è che i proprietari vogliono tornare a casa loro, non hanno mai perso la speranza, vogliono riportare la vita nel loro paese, da cui in questi anni non si sono mai allontanati, ed è anche per questo che tutte le ditte del consorzio faranno l'impossibile per concludere i lavori anche prima dei due anni previsti”.

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