RICOSTRUZIONE SISMA 2016: IL COMMISSARIO CASTELLI, “MANCANO ALL’APPELLO 20MILA PROGETTI”

21 Dicembre 2023 13:04

L'Aquila - Terremoto e Ricostruzione

ANCONA – “Il 2024 dovrà essere l’anno della presentazione definitiva di tutti i progetti per il recupero del Centro Italia terremotato”: è quanto ha detto stamani il commissario straordinario alla ricostruzione sisma 2016, Guido Castelli, durante la conferenza stampa sulle decisioni assunte ieri dalla Cabina di coordinamento.

“Al momento del mio insediamento alla Struttura commissariale – ha spiegato Castelli – si attendevano 50mila progetti e ne sono stati presentati 29mila e quindi ne mancano all’appello 20mila che contiamo di ricevere entro il 2024”.





Il commissario ha poi snocciolato le scadenze per presentare i progetti: “Resta invariata – ha sottolineato Castelli – la scadenza del 31 dicembre 2023 per tutti i percettori di Cas, il contributo di autonoma sistemazione, mentre per chi vive nelle Sae (Soluzioni abitative in emergenza, ndr) e nei Mapre (Moduli abitativi prefabbricati rurali emergenziali, ndr) la scadenza per la presentazione dei progetti di ricostruzione dei propri edifici è fissata al 30 giugno 2024, così anche per la ricostruzione produttiva. Tutte le altre domande di riparazione diverse da quelle sopra citate – ha aggiunto – hanno come scadenza il 31 dicembre 2024”.

“Queste date non saranno più toccate perché abbiamo necessità di avere una programmazione certa”, ha evidenziato il commissario.  “Per la ricostruzione commerciale e produttiva adesso c’è una doppia possibilità, gli imprenditori potranno mantenere le strutture temporanee per altri 6 anni e in alcune specifiche situazioni anche per sempre, in aggiunta ai loro edifici ricostruiti”.





E’  una delle novità emanate dalla Cabina di coordinamento sisma, annunciate stamani da Castelli. Nello specifico, gli imprenditori sceglieranno l’opzione di continuare a usufruire della struttura delocalizzata per altri 6 anni saranno chiamati a rimborsare il 70% di quanto percepito allo Stato, con la manutenzione e la successiva demolizione a loro carico. La possibilità di mantenere per sempre la struttura temporanea, in aggiunta alla ricostruzione degli edifici danneggiati, presume che l’imprenditore non percepisca il contributo per la ricostruzione e siano rispettati i requisiti urbanistici.

“Maggiori dettagli li forniremo prossimamente – ha fatto sapere il commissario -. Uno dei requisiti necessari sarà la proprietà dell’area dove sorge attualmente la struttura temporanea”. La misura potrebbe interessare soprattutto gli agricoltori e gli allevatori.

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