RIELLO: 130 OPERAI A CASA, LANDINI A CEPAGATTI, “SERVE NUOVA LEGGE PER FRENARE DELOCALIZZAZIONI”

15 Ottobre 2021 16:12

Pescara: Lavoro

CEPAGATTI  – “Serve una nuova legislazione che impedisca senza se e senza ma che una multinazionale possa chiudere o delocalizzare dalla mattina alla sera un impianto. Specie quando fa ancora profitti. Il tema è che oggi non abbiamo gli strumenti per affrontare questa materia, ossia multinazionali che stanno sul territorio, acquisiscono competenze e profitti e poi se ne vanno”.

Lo ha detto il segretario della Cgil Maurizio Landini durante il suo incontro con gli operai della Riello di Cepagatti, azienda che verrà chiusa per decisione della multinazionale americana proprietaria del marchio che ha già delocalizzato la produzione i Polonia e al nord d’Italia, licenziando oltre 130 operai.

Per Landini mancano i modi per “la difesa di un territorio già frustrato dalla crisi, perchè qui non si tratta solo di perdita del lavoro – ha spiegato davanti ai cancelli della multinazionale – ma di competenze e si fa una violenza. Riello non è in crisi, si riorganizza per profitto e quindi non si tratta solo di soldi o di lotte per ‘restare’, ma serve un impegno per la continuità aziendale e produttiva. Ed è questo quello che chiediamo al Governo: di cambiare le leggi sbagliate nel modo del lavoro e fare in modo. ora che arrivano i soldi del Pnrr, di costruire un futuro industriale nel nostro paese”. Riello: Landini, servono leggi contro fuga multinazionali.

“Fermo restando, lo dico per onestà, che nessuno ha la bacchetta magica – ha proseguito Landini – penso che il Governo debba fare la sua parte. Serve franchezza: con le multinazionali non è solo una questione di soldi, quelli non gli mancano. Serve un impegno per la contuinità produttiva. Non abbiamo soluzioni in tasca, e non si tratta solo di tutelare ma di restare. Bisogna impegnare le imprese e in questo il Goiverno ci deve mettere del suo. discutiamo quindi del Pnrr, visto che arriva una massa di denari mai vista prima”. Per il segretario della Cgil insomma cioò che serve è “un progetto di sistema industriale. Al Governo diciamo che dobbiamo discutere su come si formano le scelte per un percorso futuro. E’ necessario cambiare le leggi sbagliate nel mondo del lavoro e nel contempo fare politiche che assicurino gestioni centrali per recuperare i ritardi”.

 

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