RIGOPIANO: PARENTI VITTIME, “ACCETTIAMO CONFINO IN PIU’ AULE MA PROCESSO VADA AVANTI”

18 Settembre 2020 12:13

PESCARA – “Questa cosa che ci tengono in un’aula diversa dai nostri avvocati non va bene per niente ma la accettiamo purché questo processo vada avanti”.

Lo dicono all’Adnkronos i familiari delle vittime di Rigopiano pronti a entrare in una delle cinque aule loro assegnata per seguire l’udienza già rinviata due volte dal 27 marzo scorso.

Il processo, spalmato in più aule proprio per garantire il distanziamento, divide infatti giudice, imputati, avvocati e parti civili.

“Ci hanno detto che avrebbero sistemato grandi monitor per farci seguire adeguatamente l’udienza – dice una mamma – ecco i televisori, l’ennesima presa in giro. Ci vogliono mettere in un angolo ma noi non molliamo. Io mia figlia non l’abbandono”.





Arrabbiati, ma sempre qui da più parti d’Italia, i familiari anche oggi indossano le pettorine con i volti dei loro figli, fratelli, sorelle, compagni morti nella slavina che ha travolto l’hotel di Farindola il 18 gennaio 2017.

Chiedono giustizia, ma anche tempi finalmente più veloci per un processo ancora impantanato alle fasi iniziali.

“Siamo ai preliminari come il Milan – ironizza un’altra mamma – vediamo se si decidono a finire questa partita”.

 

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