L'AQUILA: QUASI ULTIMATO L'INTERVENTO DA 25 MILIONI DI EURO

RINASCE LA BASILICA DI SAN BERNARDINO: IL 2 MAGGIO LA TANTO ATTESA RIAPERTURA

di Elisa Marulli

17 Marzo 2015 08:25

L'Aquila:

L’AQUILA – Sarà il 2 maggio il giorno in cui gli aquilani potranno finalmente rientrare nella basilica di San Bernardino.

Da allora (la data attende solo l'ufficializzazione della Curia) saranno passati 6 anni e un mese circa dall’ultima volta che la città ha potuto ammirare la bellissima basilica, la seconda oltre Collemaggio ma la prima delle due a riaprire dopo il lavori di restauro post terremoto. Una ‘restituzione’ che si aggiunge ad altre che riguardano i luoghi sacri, come la chiesa delle Anime Sante e San Giuseppe Artigiano, sempre in centro storico.

L’attesa è grande e le foto che sono state pubblicate per documentare i lavori in dirittura d’arrivo stanno già facendo il giro del web. Numerose le coppie di sposi che, appena appresa la notizia di una possibile riapertura, hanno già prenotato il loro matrimonio. “Abbiamo quasi tutti sabati della prossima estate prenotati”, dice padre Marco Federici, rettore della Basilica.

“Stiamo definendo gli ultimi dettagli prima di dare ufficialmente la data di inaugurazione, che sarà sicuramente accompagnata da una cerimonia religiosa con il rientro delle spoglie di San Bernardino”, spiega ancora.

La notizia della rinascita della basilica, costruita alla fine del XV secolo, è un segnale forte che arriva a un mese dal sesto anniversario del terremoto del 6 aprile 2009 e fa bene agli animi degli aquilani in cerca di segnali di speranza.

Una speranza che si era già riaccesa lo scorso ottobre con l’illuminazione della maestosa facciata rinascimentale a riportare luce in un angolo del centro, quasi ovunque buio e disabitato.

L’affetto che lega gli aquilani a questa chiesa è da ricercare anche nella sua storia. La sua costruzione fu infatti finanziata dagli stessi cittadini, in particolare dalle famiglie più benestanti, tra le quali il ricco Jacopo di Notar Nanni, molto amico di San Bernardino da Siena. Per questo motivo la basilica, insieme a quella di Collemaggio, è di proprietà del Comune.

Non è il primo terremoto che segna la storia di questa chiesa: con il sisma del 2 febbraio 1703 subì dei danni gravissimi, ma allora ci vollero 70 anni per ricostruirla.

Questa volta i tempi sono stati nettamente più brevi, “anche se un ricorso al Tar inoltrato da una ditta partecipante ha fatto slittare l’inizio dei lavori – spiega il direttore dei lavori, l’architetto Maurizio D’Antonio – Siamo andati spediti e abbiamo recuperato”.

Il terremoto di sei anni fa non c’è andato leggero con la basilica, danneggiando la parte absidale e distruggendo parzialmente l'antico campanile. Gravi danni li ha subiti il complesso limitrofo del convento e il tamburo della cupola, quest’ultima già riportata allo splendore originario da tempo e illuminata con faretti che ne esaltano la bellezza.

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IL RESTAURO

L’intervento è condotto dal Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche per Lazio Abruzzo e Sardegna, guidato dall'ingegner Roberto Linetti, ed è stato finanziato per 25 milioni di euro.

Le fasi di intervento sono state tre, come spiega D’Antonio: “Con la prima, nell’immediatezza del sisma si è provveduto alla riparazione e al consolidamento della cupola che aveva avuto danni molto gravi e presentava seri problemi di stabilità”.

Con il secondo intervento, eseguito dall’associazione di imprese Donati Spa ed Eme restauri di Roma, si è proceduto alla riparazione e consolidamento dell’intero edificio della chiesa “nella sua articolazione in tre navate con cappelle laterali, spazio cupolato e grande abside, e con la ricostruzione del campanile parzialmente crollato sul convento e sulla chiesa”.

Questi lavori sono in via di conclusione e, non appena terminati, si riaprirà al culto. Da pochissimo è terminato il restauro del controsoffitto ligneo dorato della navata centrale, realizzato grazie al finanziamento di 300 mila euro della Fondazione Carispaq.

“L’aspetto estetico che la chiesa all’interno viene ad assumere – spiega ancora l’architetto  – la rende molto simile alla configurazione artistica settecentesca con un assetto cromatico molto vicino a quello dell’epoca. Sono stati rinvenuti e valorizzati anche elementi architettonici dell’assetto originario quattrocentesco che in gran parte si conserva sotto l’apparato decorativo barocco”.

Infatti, a seguito al terremoto del 1703 l'interno venne completamente ricostruito in stile secentesco ad opera di te celebri architetti dell'epoca: Cipriani, Contini e Biarigioni.

La terza fase di restauro sarà presto avviata e prevede il restauro degli apparati decorativi delle cappelle e del corredo artistico che è stato danneggiato dal sisma: “Si prevede che questi lavori non interferiscano sostanzialmente con la fruibilità della chiesa e l’uso liturgico”, specifica D’Antonio.

L'ILLUMINAZIONE

In attesa che riapra la Basilica, è pronto a diventare definitivo il già apprezzatissimo nei collaudi nuovo sistema di illuminazione che nelle ore notturne darà all’edificio sacro un aspetto inedito e affascinante.

È convocata infatti per dopodomani, giovedì 19, alle ore 17.30 presso San Bernardino, un incontro riservato alla stampa e non aperto al pubblico di inaugurazione dell’eccezionale di illuminazione che tra le prerogative sfrutta le tecniche dell’illuminazione domotica.

Interverranno il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente e l’ingegner Angelo Donati.

Con l’occasione, sarà presentata della nuova “maglia evento” dell’Aquila Rugby nell’ambito del progetto “L’Aquila Rinasce”, raffigurante proprio la basilica, da indossare domenica 22 marzo allo stadio “Fattori”, contro le Fiamme Oro.

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