EX PARLAMENTARE EUROPEO UDC E PARLAMENTARE IN USCITA DA FI PROTAGONISTI NEL PROCESSO DI COSTITUZIONE DI UN MOVIMENTO CENTRISTA ALTERNATIVO ALL'ASSE SOVRANISTA SALVINI-MELONI; CONVENTION IL 18 GENNAIO

RINASCITA DC, CI SONO CESA E ROTONDI I DUE ”ABRUZZESI” A EVENTO FONDAZIONE

15 Gennaio 2020 08:30

L’AQUILA – C’è un pezzo di Abruzzo nel processo di nascita di un centro politico moderato nazionale che vivrà un momento particolare il prossimo 18 gennaio, con una iniziativa a Roma. Si tratta di due personalità di spicco del centrismo italiano: Lorenzo Cesa, leader dell’Udc e Gianfranco Rotondi, in uscita da Forza Italia e fervente sostenitore della rinascita della Democrazia Cristiana. 

Non per nulla il 18 gennaio a Roma si terrà una convention per la nascita del centro moderato e per una riedizione della vecchia “Balena bianca”. 

Cesa è molto legato all’Abruzzo.

Nel 2014 è stato eletto come parlamentare europeo nella Circoscrizione Sud, che comprende, appunto, anche l’Abruzzo.

Alle ultime regionali è stato tra i fautori della federazione Udc-Forza Italia che non ha avuto seguito dopo il famigerato caso legato a Marianna Scoccia, la moglie dell’ex assessore regionale della giunta D’Alfonso, Andrea Gerosolimo, inserita in extremis nella lista centrista, provocando un vero e proprio scossone in maggioranza. 

Ad oggi la Scoccia è, a tutti gli effetti, esterna al centrodestra in consiglio regionale. Rotondi è stato eletto alla Camera nel collegio plurinominale Abruzzo 1, definito all’interno della circoscrizione che comprende Pescara, Chieti e Vasto.

Collegio in cui sono stati eletti anche Gianluca Vacca e Daniela Torto (M5s), Camillo D’Alessandro (Pd) e Giuseppe Bellachioma (Lega). 

Rotondi è da tempo uno dei più critici all’interno di Forza Italia, avendo sostenuto a più riprese la fine del cosiddetto “berlusconismo”.

Il Movimento dei Sudisti italiani, che promuove la costituzione del nuovo centro, accredita la presenza di Cesa e Rotondi alla convention del 18 gennaio prossimo. Un’ iniziativa “alternativa alla destra dell’asse sovranista Salvini-Meloni e almeno alla sinistra che non difende più gli interessi dei lavoratori e del proletariato”. 

“Riteniamo anche necessaria – dicono i sudisti – la soluzione della questione meridionale, rimasta in sospeso per lunghi decenni, non solo per creare finalmente l’unità d’Italia e, pertanto, restituire dignità al Sud Italia, ma anche per dare vigore all'economia dell'intero Paese. Un partito politico che si collochi al centro saprà essere, senza dubbio, mediatore di tutte le istanze  socio-economiche  e politiche, alle quali le forze di destra e di sinistra, troppo unilaterali e sbilanciate, non sanno offrire alcuna  risposta. Da ciò emerge la necessità di creare il centro che tutto accoglie in un disegno unitario, finanche le istanze di chi guarda solo a destra e solo a sinistra”. 

“La necessità della creazione del centro politico è vitale – dice il Movimento sudisti -, non solo in quanto unifica la nazione italiana, ma anche in quanto riscopre la centralità dell'essere umano nella vita politica, la centralità dei valori democratici, che appartengono alla collettività e non a porzioni di essa e la centralità dello Stato, inteso come espressione di tutti i valori di cui ogni persona, che in esso vive, è portatrice, non solo di  coloro che si collocano a destra o a sinistra”.  

“Riteniamo, pertanto, doveroso – chiude la nota – far rinascere il centro politico per avviarci sul percorso della rinascita italiana  del dopoguerra, che diede vigore ad un’Italia stremata dalla guerra. Con la rinascita della Democrazia Cristiana non solo l’intera nazione, ma anche il Sud Italia potrà riscattarsi dalla povertà economica e morale, grazie ad un’azione politica che faccia convivere il piano politico con il piano spirituale della vita. Appare evidente che la questione morale dovrà essere la prima questione a cui porre mano affinché vi sia realmente il riscatto della nazione italiana e, conseguentemente, il  riscatto del Sud Italia: Nord Italia e Sud Italia potranno governare finalmente insieme, in modo chiaro e trasparente. Sarà così sgominato il vuoto e nichilistico sovranismo.  Tra i principali obiettivi della nuova Democrazia Cristiana vi saranno la riproposizione della legge 285 per l'occupazione, la detassazione per chi farà nascere imprese nel Sud Italia e la cura dell'ambiente.   Riteniamo, inoltre, che la rifondazione della Democrazia Cristiana costituisca l' unica via di uscita dal rischio del totalitarismo, dell’odio sociale e della povertà, che incombe sulla nostra nazione”.

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