RINCARI E INFLAZIONE: CRISI TONNO IN SCATOLA E CONSERVE ITTICHE

3 Ottobre 2022 15:58

Italia - Cronaca

ROMA – Inflazione e rincari energetici stanno mettendo in crisi un comparto strategico per l’alimentare, quello del tonno in scatola e delle conserve ittiche con una produzione nazionale nel 2021 di 83.861 tonnellate (+4,35% sul 2020) e un valore di mercato di circa 1,38 miliardi di euro.





L’Associazione Nazionale Conservieri Ittici e delle Tonnare, Ancit, segnala in una nota che i costi dell’attività produttiva hanno raggiunto livelli intollerabili, soprattutto per i rincari energetici (circa + 300% nell’ultimo anno), che si riversano a cascata su tutte le materie prime utilizzate a partire dal pesce all’olio e altri materiali di imballaggio (packaging) che negli ultimi dodici mesi sono cresciuti a livelli superiori al 50%.

“Continuare in questa direzione, – sottolinea il presidente Ancit, Simone Legnani – porterà a una crisi irreversibile. Il nostro comparto ricopre un ruolo sociale garantendo alimenti di qualità, a prezzi accessibili, e non richiede l’utilizzo di energia per la conservazione, né di gas per la cottura ma la situazione è ormai al limite. Serve il sostegno della classe politica e una collaborazione più trasparente lungo tutta la filiera”.





Inoltre il continuo apprezzamento del dollaro Usa nei confronti dell’euro, che ha perso da fine 2021 circa il 18 % del suo valore. Questo ha generato un ulteriore impatto sui costi della materia prima tonno (acquistata principalmente in dollari) che altre filiere “euro based” non hanno.

“Un intervento importante – conclude Ancit – sarebbe la modifica dei massimali negli aiuti di stato che oggi penalizzano le aziende di trasformazione di prodotti ittici equiparandole alla pesca, e la possibilità di avere sulle conserve ittiche una temporanea sospensione di Iva”.

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