“RINVIARE DI UNA SETTIMANA RIAPERTURA SCUOLE”, COSENZA “VACCINARE PRIMA PIU’ GIOVANI POSSIBILI”

DIRETTORE AGENZIA REGIONALE SANITARIA ABRUZZESE, "RISPOSTA UNDER 19 STRAORDINARIA, PRIORITA' E' TORNARE TRA I BANCHI CON COPERTURA OTTIMALE", "VACCINO FUNZIONA, LO DICONO I NUMERI, GRAZIE AD ESSI ABBATTUTI I RICOVERI"

20 Agosto 2021 08:09

L'Aquila: Abruzzo

L’AQUILA – “Stiamo registrando in Abruzzo un grande e crescente afflusso di giovani nei centri vaccinali, ma percentuali alla mano, ritengo che sia opportuno posticipare di una settimana la riapertura delle scuole, oggi fissate al 13 settembre, per ottenere una copertura ancor più ottimale”.

La proposta arriva, intervistato da Abruzzoweb dal direttore generale dell’Agenzia sanitaria regionale (Asr) abruzzese, Pierluigi Cosenza, medico aquilano che fa parte del gruppo di lavoro istituito dall’Istituto Superiore di Sanità (Iss) chiamato a sviluppare un rapporto sul tema del Long Covid.

Attualmente in Abruzzo, dati aggiornati al pomeriggio di ieri, sono stati vaccinati con due dosi il 31,4% dei 94.700 ragazzi in fascia 12-19 anni, e il 53,1% ha ricevuto la prima dose, mentre tra i 20 e 29 anni, una platea di 125.200 persone, il 57,4%  ha fatto entrambe le dosi, il 74% una dose sola.

A livello nazionale, nella fascia di età 12-19 la percentuale di ragazzi che hanno ricevuto almeno la prima dose è del 46,4% (26,3% immunizzati), in quella 20-29 anni è del 68,17% (51,6%  immunizzato).

Le Asl stanno premendo proprio su questo target anagrafico, con open day e bypassando le prenotazioni, per accelerare il processo.

E i risultati si vedono, assicura Cosenza, “registriamo negli ultimi giorni una  risposta dai giovani veramente stratosferica. Molti si fanno il vaccino per avere il green pass, e dunque per poter andare in un locale o una festa, ma va benissimo così, l’importante è che si facciano il vaccino, in modo tale che con le riaperture delle scuole si possa avere una buona copertura. E ripeto: nulla vieta di spostare di una settimana l’avvio delle lezioni, se questo deve essere l’obiettivo da centrare”

Sui vaccini tiene poi con forza a sottolineare Cosenza: “dopo un anno che li stiamo sperimentando possiamo dire con ragionevole certezza che per fortuna funzionano e funzionano bene. Lo dicono anche i numeri di questi giorni: in questa fase, a fronte dei contagiati, il numero dei ricoveri è di gran lunga inferiore rispetto alle precedenti ondate. Significa che un vaccinato che si infetta non finisce in ospedale, con gravi patologie polmonari. I sintomi, se si è vaccinati, o sono assenti o sono molto lievi”.

Del resto osserva il medico, “non è un caso che su 11 ricoverati in Abruzzo 10 sono non vaccinati, e l’undicesimo, tengo a sottolineare, ha gravi patologie pregresse e possiamo affermare che il vaccino gli ha finora salvato la vita”. Lo stesso vale per gli oltre 60 ricoverati in area medica, anche qui in grande maggioranza non vaccinati.

Per Cosenza, “il vaccino è l’arma che ora abbiamo per contrastare la pandemia, ma non è l’unica: anche i vaccinati devono rispettare il distanziamento sociale, devono indossare la mascherina in casi di assembramento, tenuto conto che anche un vaccinato può essere positivo asintomatico, e dunque può contagiare il prossimo”.

 

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