STRANA STORIA DEL DEPUTATO FORZISTA PESCARESE ELETTO A L'AQUILA: AI MARGINI IN ABRUZZO PER VOLERE COORDINATORE REGIONALE AZZURRO, IN CAMPO NAZIONALE IMPRENDITORE COLLOQUIA ANCHE CON FDI E CENTROSINISTRA

RIPUDIATO DA PAGANO, CORTEGGIATO A ROMA ANTONIO MARTINO IN ODORE LEGA, E NON SOLO

Autore dell'articolo: Filippo Tronca

30 Novembre 2019 07:30

PESCARA – Da astro nascente della Forza Italia abruzzese, e non solo, a scheggia impazzita, che valuta offerte per traslocare altrove, visto tra l’altro che la sua casa politica è ritenuta sempre più caotica e inospitale.

È la parabola del deputato azzurro Antonio Martino, 43enne imprenditore pescarese, eletto nel marzo 2018 nel collegio aquilano, ma nei mesi successivi messo ai margini, senza mai dare spiegazioni pubbliche, dal coordinatore azzurro abruzzese, il senatore Nazario Pagano.

Ed ora corteggiato a Roma da più di un partito. In pole position sembra esserci la Lega: i bene informati parlano di incontri con il segretario regionale della Lega, il deputato aquilano Luigi D’Eramo, con il vice segretario nazionale della Lega, il deputato Andrea Crippa, e anche con l’euro-parlamentare Massimo Casanova, patron del Papeete beach di Milano marittima, dove il leader maximo, Matteo Salvini, ha trascorso le ferie estive, e ha maturato, tra un mojito e un selfie, di staccare la spina al governo con il Movimento cinque stelle.

Argomento sul tavolo un eventuale e clamoroso passaggio tra le fila dei salviniani del deputato pescarese, prima di scendere in politica proprietario di un gruppo di società, alcune delle quali operano nel settore dell’innovazione e delle nuove tecnologie.

Ammiccamenti ci sarebbero stati però anche con Fratelli d’Italia, che va ricordato, sta avviando ovunque una campagna acquisti assai aggressiva in Abruzzo nella speranza di riequilibrare i rapporti di forza con la Lega all'interno della maggioranza in Regione del presidente, Marco Marsilio, proprio di Fratelli d’Italia.

Addirittura, ci sarebbero stati anche “avvicinamenti” da parte del centrosinistra, che deve puntellare e allargare una maggioranza “forzata” con M5s, sempre più fragile e tormentata.

Martino valuta, vaglia e attende. Una cosa è certa, assicura chi gli è vicino: non vuole più stare in Forza Italia, tra l’altro partito in crisi di identità e in caduta libera di consensi dopo fasti non tanto lontani che non lo ha trattato con trasparenza e riconoscenza negli ultimi mesi a dispetto dell’importante risultato  nel marco 2018. Tanto che Il conflitto, con il suo oramai ex amico e sodale, il 63enne Nazario Pagano, senatore e coordinatore regionale, è al punto di non ritorno.





Martino si è dimesso a settembre da segretario organizzativo in Abruzzo, accusando l’ex presidente del Consiglio regionale, di gestione padronale e personalistica. Goccia che ha fatto traboccare il vaso le nomine decise da Pagano, e di cui Martino – come del resto buona parte del partito -, è stato informato solo a cose fatte, dei nuovi commissari provinciali. Martino si è dunque proposto come leadership alternativa del partito abruzzese, anche dal punto di vista generazionale, forte dei suoi 43 anni.

Mettendo sul tavolo anche il fatto che alla sua prima esperienza elettorale con Forza Italia nel collegio dell'Aquila, ha avuto la meglio nell'uninominale con uno scarto del 12 per cento, contro il candidato del Movimento 5 stelle Giorgio Fedele, oggi consigliere regionale, quando i pentastellati avevano il vento in poppa tanto fa fare incetta nei collegi uninominali.

Ma Martino paga anche l’aperta ostilità della Forza Italia del capoluogo di Regione, che non ha mai mandato giù il suo essere stato un pescarese “paracadutato” nel collegio aquilano alle elezioni politiche. Il potere di Pagano resta poi solido, grazie al suo rapporto con Silvio Berlusconi.

Per la Lega sarebbe invece Martino sarebbe un bell'acquisto, da spendere alle prossime elezioni politiche. Nel collegio di Pescara, ovviamente, perché quello aquilano, è ad appannaggio di D’Eramo, che a casa sua non ha e non vuole rivali.

Anche per Martino il passaggio alla Lega sarebbe la scelta più logica, se vuole proseguire la sua carriera politica. Con il dimezzamento dei parlamentari, da poco approvato, ad essere eletti, al prossimo giro di giostra elettorale in Abruzzo, saranno al massimo 7 deputati e 4 senatori, la metà del contingente attuale.

Stando agli attuali sondaggi, in Forza Italia, al 7,1 per cento, si prevede dunque un bagno di sangue, tenuto anche conto che Pagano, se resterà coordinatore regionale, giammai metterà Martino in lista, contando in questo niet su i suoi buoni uffici romani. Molte più chance invece nella Lega, oggi sopra il 33 per cento. Anche se i pretendenti saranno tantissimi. Discorso analogo si può fare con Fratelli d’Italia, che è sopra stabilmente al 9 per cento, molto vicino alla doppia cifra.

Oppure ultima ipotesi, Martino potrebbe dare seguito agli ammiccamenti che arrivano anche dal centrosinistra. Del resto suo padre, Carmine, è stato dirigente storico della Democrazia Cristiana e poi dirigente nazionale della Margherita. Ed inoltre Martino ha partecipato alla Leopolda edizione 2017, l’incontro annuale della corrente del Partito democratico di Matteo Renzi, oggi kermesse di Italia viva, la nuova formazione politica fondata, per scissione, dall’ex presidente del Consiglio e segretario del Pd.

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