RISANAMENTO DEBITI SANITA’: BOCCIATURA REVISORI CONTI. SOSPIRI, “RIFLESSIONE SU OPERATO DG ASL”

22 Maggio 2024 18:09

Regione - Consiglio Regionale, Politica, Sanità

L’AQUILA –  A seguito della bocciatura del Collegio dei Revisori dei Conti della Regione Abruzzo, che ha espresso parere non favorevole sulla delibera della Giunta regionale che destina 68 milioni di euro per la copertura del buco del servizio sanitario regionale, il presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, di FI, lancia l’allarme, attaccando i quattro direttori delle Asl – Ferdinando Romano, per la Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, Thomas Schael per Lanciano-Vasto-Chieti, Maurizio di Giosia per Teramo, e Vero Michitelli per Pescara – chiedendo un controllo delle spese.

“Domani, giovedì 23 maggio, il Consiglio regionale d’Abruzzo è chiamato a riunirsi in tempi rapidissimi per affrontare a approvare il Piano di risanamento del debito sanitario”, scrive in una nota Sospiri ricordando la seduta straordinaria dell’Assemblea convocata per domani alle ore 16 a L’Aquila.

Il tema è quello del deficit di oltre 120 milioni delle quattro Asl abruzzesi, con la Giunta che per evitare il commissariamento ha dovuto varare una manovra da ben 68 milioni e 593.329 euro, con la possibilità di un’ altra della stessa portata: il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha convocato, per lunedì 27 maggio, la riunione dei tavoli tecnici per la verifica dei conti di IV trimestre 2023, a cui sono sottoposte anche le ex Regioni canaglia, tra cui l’Abruzzo che è stata commissariata per il deficit sanitario dal 2007 al 2017.

Per il buco nella sanità le opposizioni, in particolare il consigliere dem Sandro Mariani, presidente della commissione di Vigilanza, hanno chiesto le dimissioni dell’assessore regionale alla sanità Nicoletta Verì. 

In particolare, il collegio dei Revisori dei Conti, si legge nel testo, “composto dai revisori Dott.ssa Grazia Zeppa (Presidente) e dai componenti Dott. Valerio D’Amicodatri, Dott. Emanuele Verini , con verbale n.22 del 22/05/2024: ” Esprime parere non favorevole alla deliberazione di Giunta regionale n. 282-C del 17/05/2024 recante «DISEGNO DI LEGGE REGIONALE PER LA COPERTURA DEL DISAVANZO DEL SERVIZIO SANITARIO REGIONALE RISULTANTE DAL CONTO ECONOMICO AL QUARTO TRIMESTRE 2023″.





Ieri, in Commissione Bilancio, sono stati ascoltati l’assessore alla Sanità Verì, il direttore del Dipartimento Sanità, Claudio D’Amario, l’assessore al bilancio, Mario Quaglieri, insieme ai dirigenti dell’assessorato Ebron D’Aristotile e Fabrizio Giannangeli.

“In questo caso va sottolineata non tanto l’entità delle coperture economiche assicurate, quanto ci preme ribadire come l’intero Consiglio, in tutte le sue componenti, maggioranza e opposizione, abbiano agevolato tale percorso nell’interesse del nostro territorio e della tutela del diritto alla salute”, sottolinea Sospiri.

“Ovviamente il nostro lavoro, a questo punto, non si concluderà domani – continua – Piuttosto da quel momento si aprirà una riflessione seria e circostanziata sulle performance dei quattro Direttori Generali delle nostre Asl, ovvero il Consiglio regionale non intende più fare da semplice passacarte di processi che non abbiamo avuto la possibilità di valutare sin dall’inizio”.

“Ovviamente il parere negativo dei Revisori dei Conti è inevitabilmente condizionato dall’evolversi della situazione a fronte di una necessità contingente rappresentata dal confronto nazionale, fermo restando che in sede di assestamento potremo meglio chiarire la dislocazione delle risorse che ora utilizzeremo per coprire il debito sanitario stesso”, conclude il presidente del Consiglio regionale.

Il presidente regionale di Italia Viva, Camillo D’Alessandro attacca subito: “il Collegio dei Revisori boccia definitivamente, nero su bianco, un’operazione di finzione contabile messa in atto dalla Giunta nel disperato tentativo di coprire le disperate perdite del sistema sanitario regionale. In un Paese normale l’assessore alla Sanità ed al Bilancio si dimetterebbero all’istante”.

“I nodi vengono al pettine ed il parere è molto pesante nelle motivazioni –  aggiunge D’Alessandro – Intanto la Delibera di copertura è avvenuta in assenza di allegati e prospetti contabili che consentano la congrua verifica delle partite poste a copertura. Cioè hanno approvato una delibera, che avrà effetti finanziari nei prossimi anni, senza carte”.





“Inoltre la copertura che non c’è – riprende D’Alessandro – si base su un ‘presunto’ utilizzo di una quota dell’avanzo di amministrazione, di oltre 13 milioni, appunto presunta, perché dovrebbe derivare dal Rendiconto 2023, che gli stessi revisori ricordano sia stato approvato in violazione dei principi contabili. Quindi prima hanno prodotto perdite ingenti all’interno del sistema sanitario regionale dopodiché hanno dato corso ad una copertura  che non è nè certa, nè disponibile. Insomma una finzione contabile con effetti negli anni successivi . Se dovessero andare avanti – conclude D’Alessandro -nonostante questo parere chi lo farà si assumerà direttamente una precisa responsabilità contabile, anche i consiglieri che dovessero approvare le leggi di bilancio, o le variazioni al bilancio, “infettate” della finzione delle coperture che dispiega effetti anche negli anni successivi”.

Sul caso oggi è intervenuto anche il capogruppo del Pd in consiglio regionale Silvio Paolucci: “La toppa messa dalla Giunta al deficit delle quattro Asl è peggio del buco provocato alla sanità abruzzese da cinque anni di centrodestra. Un buco di oltre 128 milioni al 31 dicembre, prodotto dal passivo di tutte e quattro le Asl – prosegue Paolucci -: 60 milioni troveranno copertura all’interno degli stanziamenti della sanità, mentre 68 milioni sono le coperture di cui si farà carico la Regione con il disegno di legge approdato in Consiglio Regionale con 19 milioni di tagli. Una situazione mai accaduta prima e che pagheranno gli abruzzesi, mentre Marsilio promuove i manager che per legge dovrebbero essere automaticamente decaduti in caso di disavanzo, con direttori amministrativi e sanitari.

“In pratica, nonostante i debiti, le file d’attesa, la mobilità passiva e il caos della sanità, le norme che prevedono rimozione e decadenza della governance nominata dal centrodestra non vengono applicate, mentre negli anni scorsi gli ex manager della Asl di Pescara e L’Aquila Armando Mancini e Roberto Testa e il direttore dell’Asr Alfonso Mascitelli, sono stati rimossi illegittimamente senza rispettare le norme: incredibile”.

“Che la situazione sia grave anche per il 2024 lo denuncia la stessa maggioranza quando prevede all’articolo 2 del disegno di legge presentato che le Asl devono prevedere un piano di rientro in pochi giorni – incalza Paolucci -. Ed è su questo che presentiamo un emendamento per rafforzare, con la previsione di un commissario ad acta, la valutazione stringente dei manager delle Asl. Un’azione necessaria, perché i conti sono in rosso, come denunciamo da tempo a gran voce, chi deve curarsi è costretto ad andare fuori, oppure a rinunciare e la Giunta che fa? Corregge il disastro provocato dalla cattiva gestione della sanità territoriale, tagliando altre prestazioni e servizi alla comunità, lasciando però immutati vertici che dovrebbero essere già decaduti per il disastro provocato.

“Non lo diciamo noi, lo dicono più riferimenti normativi nazionali e non solo: i decreti legislativi n. 502/1992 e n. 171/2016, ad esempio, ma anche la Finanziaria 2010, nonché la Regione stessa, nella delibera di Giunta n. 571 dell’11 settembre 2023 e persino il contratto vigente dei manager Asl nominati dall’esecutivo. Chi governa lo sa, tant’è che oggi le ignora, ma  ha usato illegittimamente le stesse leggi per eliminare persone scomode, anche a costo di esporre l’Ente a risarcimenti onerosi, com’è accaduto con i Direttori rimossi. Dopo il danno di un sistema sanitario fermo e inefficace, la beffa di Marsilio che tutela i vertici Asl che non sono riusciti a gestire al meglio i conti, cosa mai avvenuta in Abruzzo in questa misura”.

 

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