RISTORI COVID NON EROGATI: “CASE DI CURA ASL DELL’AQUILA ALLO STREMO”

18 Novembre 2022 09:49

L'Aquila - Sanità

L’AQUIILA – Ancora un nulla di fatto per le Case di Cura della ASL dell’Aquila che da due anni chiedono l’erogazione dei ristori come definiti dall’Ordinanza 105/2020 della Regione Abruzzo.





“Le Case di Cura durante l’emergenza Covid sono rimaste aperte e a disposizione per l’emergenza. Era quindi previsto che i costi fissi sostenuti venissero ristorati come definito dai provvedimenti nazionali e regionali di cui hanno già usufruito tutte le altre aziende sanitarie accreditate d’Italia e alcune anche della Regione Abruzzo”, si legge in una nota della Casa di Cura Di Lorenzo,

“Purtroppo la nostra ASL, dopo ben due anni ed infinite richieste di documenti, che abbiamo puntualmente fornito, ha dato diniego al alcune strutture e ad altre, come la Casa di Cura Di Lorenzo, ha presentato un conteggio che non esito a definire “elemosina” rispetto a quanto spettante in base alle vigenti normative – si legge un una nota -. Ci preme sottolineare che non sono fondi aggiuntivi e che vanno, all’interno del budget assegnato, a copertura parziale di soli costi fissi sostenuti durante l’emergenza, non remunerati dalle prestazioni erogate, e dell’aumento contrattuale per il personale dipendente”.





“La situazione finanziaria è purtroppo divenuta insostenibile a causa delle riduzioni di produzioni conseguenti alla pandemia e pertanto la Direzione della struttura ha convocato le Organizzazioni Sindacali per comunicare i provvedimenti che intende assumere per riportare in equilibrio finanziario l’azienda – prosegue la nota -. Ci auguriamo che le posizioni assunte vengano correttamente riconsiderate, ma nelle more dei provvedimenti, dobbiamo comunque garantire la continuità aziendale, attraverso il conseguimento di un difficile equilibrio economico-finanziario che comporterà inevitabili sacrifici per i lavoratori. Paradossale anche la mancata definizione dei ristori per la Casa di Cura Nova Salus che, nel periodo della pandemia ha prestato la propria opera a favore della ASL, per l’accoglienza dei pazienti positivi, senza ottenere alcun riconoscimento ed ora vedendosi negare anche i ristori!”

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