RITIRO NAPOLI CALCIO A CASTEL DI SANGRO: SU CONVENZIONE IPOTESI DANNO ERARIALE

INCHIESTA SCATTATA NEL 2020 DOPO ESPOSTO EX M5S MARCOZZI CHE CON IL PD HA CONTESTATO DECISIONE REGIONE A GUIDA CENTRODESTRA, SOTTO INDAGINE EX ASSESSORE FEBBO E ATTUALE LIRIS INSIEME A TRE DIRIGENTI

6 Luglio 2022 22:18

Regione - Cronaca

L’AQUILA – Le attenzioni della Procura della Corte dei Conti dell’Aquila sullo stanziamento di 6 milioni più iva per ospitare per sei anni, rinnovabili per altri sei, a partire dal 2020, il Napoli calcio per il ritiro precampionato a Castel di Sangro (L’Aquila), come azione di promozione turistica dell’Alto Sangro e del suo apprezzato comprensorio sciistico e dell’intero Abruzzo, in un periodo segnato dal Covid con i partenopei che hanno deciso di non andare nella lontana Dimaro, in Trentino, optando per il vicino territorio montano abruzzese.

I magistrati contabili contestano un presunto danno nell’ambito di una inchiesta scattata nell’ottobre del 2020 in seguito ad un esposto dell’allora capogruppo del M5S, Sara Marcozzi, ora Insieme per il futuro, che con il Pd hanno polemizzato a lungo con la maggioranza di centrodestra guidata da Marco Marsilio, di Fdi, bocciando la decisione sia in termini politici sia in termini di procedura amministrativa.

Sotto indagine sono finite le cinque persone che hanno firmato lo schema di convenzione approvato poi dalla Giunta regionale il 6 luglio 2020, l’allora assessore al turismo Mauro Febbo, ora capogruppo di Forza Italia, l’assessore al Bilancio Guido Liris, di Fdi, e poi tre dirigenti regionali: il capo Dipartimento Turismo, Germano De Sanctis, Luigia Calcalario e Giuseppe Di Fabrizio. 

Ai cinque viene contestato un presunto danno erariale di 825 mila euro: così come emerge dalle carte, l’accusa contabile sottolinea che a Dimaro, in Trentino, dove il Napoli ha svolto per anni il ritiro, nel 2019 sono stati spesi 175mila euro a fonte del milione annuo per sei anni assicurati dalla Regione al sodalizio guidato dal presidente, Aurelio De Laurentiis che ha svolto il ritiro il 24 agosto del 2020. La squadra tornerà in Abruzzo, per la terza volta, il prossimo 23 luglio.

In questi giorni, dopo 20 mesi, la Procura della Corte dei conti ha notificato l’avviso a presentare le controdeduzioni alle contestazioni entro la prima metà di settembre. Poi, entro 120 giorni si saprà se il procedimento contabile verrà archiviato o se i cinque dovranno affrontare il processo.

Secondo quanto si è appreso, gli indagati presenteranno una corposa documentazione nella quale rivendicano la correttezza del percorso amministrativo anche alla luce della normativa d’urgenza anti covid arata con un decreto legge del governo poi convertito in legge nel giugno 2020, che permetteva investimenti per il rilancio turistico dei territori in ginocchio per la pandemia, e il successo della operazione che ha portato alla inversione di tendenza delle presenze in estate rispetto all’inverno, solo con i dati degli alberghi non delle seconde case, con punte di incremento del 94% alimentate soprattutto da tifosi e turisti della vicina Campania.

Nelle tesi difensive viene contestato con la produzione di documenti che a Dimaro la spesa pubblica sia stata di 175mila ma superiore al milione di euro e che la promozione turistica estiva dell’Alto Sangro figura tra gli obiettivi del documento di Economia e Finanza della Regione.

La Procura della corte dei conti ha acquisito documentazione attraverso la guardia di finanza dell’Aquila, tra cui la delibera con cui la Giunta del 6 luglio 2020 ha approvato lo schema di convenzione dell’intesa, poi firmato a fine agosto, con un iter che ha convolto il settore Bilancio, poi ratificato con la copertura finanziaria attraverso la variazione di bilancio da parte del Consiglio regionale nella seduta del 15 ottobre del 2010. Ad attivare il percorso la volontà manifestata dal governatore Marsilio con una lettera agli uffici del primo luglio nella quale indicava anche la copertura.

Oltre al Napoli, a Castel di Sangro, nell’Alto Sangro, a Roccaraso, in ritiro precampionato ci sarà anche il Bari, promosso in serie B, il cui presidente è Luigi, figlio di Aurelio De Laurentiis. Nel comprensorio montano svolgerà il ritiro precampionato anche il Padova ambiziosa società di serie C che ha perso la B nella finalissima con il Palermo.

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